Cassazione Penale, Sentenza n. 32923/2022 del 07/09/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza che ha rigettato la richiesta di riesame degli arresti domiciliari disposti per il reato di traffico di sostanze stupefacenti (art. 73 d.P.R. 309/90). Il ricorrente ha dedotto vizi di motivazione denunciando la mancata valutazione del tempo trascorso e la carenza di attualità delle esigenze cautelari, sostenendo che il giudice si sarebbe basato su mere congetture per ritenere il pericolo di reiterazione.
La decisione
Ricorso dichiarato inammissibile per genericità e manifesta infondatezza. La Corte ha ritenuto che non possa riesaminare nel merito le valutazioni di fatto compiute dal giudice del riesame salvo la sussistenza di violazioni di norme o di manifesta illogicità della motivazione. Il Tribunale del riesame aveva motivato la necessità della misura evidenziando la condotta non episodica emersa dalle intercettazioni, i contatti consolidati con coindagati, l'autocelebrazione del ricorrente come organizzatore/fornitore e la prosecuzione dell'attività nonostante l'arresto in flagranza di corrieri; tali elementi sono stati ritenuti idonei a dimostrare il pericolo attuale di reiterazione. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende. Sentenza resa il 15 luglio.
Norme richiamate
art. 73 d.P.R. 309/1990
Norma sostanziale che disciplina il delitto di traffico di sostanze stupefacenti; la contestazione riguarda l'acquisto di ingenti quantitativi di cocaina compatibili con la finalità di spaccio.
art. 274 cod. proc. pen.
Disciplina le esigenze cautelari (in particolare il pericolo di reiterazione); il Tribunale ha ritenuto sussistente tali esigenze sulla base degli elementi indiziari e delle intercettazioni.
art. 273 cod. proc. pen.
Riguarda i gravi indizi di colpevolezza; la Corte osserva che l'insussistenza dei gravi indizi è sindacabile in Cassazione solo se emerge una violazione di norme o una manifesta illogicità della motivazione.
Principio di sindacabilità della Corte di Cassazione
richiamo giurisprudenziale (Sez. 2, n. 27866 del 17/06/2019, Sez. F, n. 47748 del 11/08/2014)
La Cassazione non può riconsiderare le valutazioni di merito sulle caratteristiche soggettive dell'indagato e sull'adeguatezza delle misure cautelari; il suo controllo è limitato a verificare la conformità giuridica e l'assenza di manifesta illogicità o violazioni di norme nel provvedimento impugnato.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non riesamina il merito delle valutazioni probatorie e cautelari: per impugnare con successo un'ordinanza cautelare occorre dimostrare violazioni normative specifiche o manifesta illogicità della motivazione, non una semplice rivalutazione dei fatti.
- Intercettazioni sistematiche, atti irripetibili (es. arresti in flagranza dei corrieri) e conversazioni che mostrano un'attività non episodica e contatti stabili con coindagati sono elementi idonei a fondare il pericolo di reiterazione e giustificare misure cautelari severe come gli arresti domiciliari.
- La mera decorrenza del tempo non è di per sé sufficiente a escludere l'attualità delle esigenze cautelari: è necessario produrre elementi concreti che dimostrino l'attenuazione del pericolo di reiterazione.
- Chi impugna deve fornire argomentazioni specifiche e circostanziate; ricorsi generici o basati su una diversa valutazione dei fatti sono destinati all'inammissibilità e possono comportare condanne per spese e sanzioni (es. contributo alla Cassa delle ammende).
- Quando si contestano misure cautelari imposte per reati di spaccio, è strategico dimostrare cambiamenti oggettivi nella situazione (p.es. interruzione duratura dei contatti criminosi, coop. con le indagini, assenza di nuove condotte) piuttosto che limitarsi a contestare la logica della decisione giudiziaria.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 7 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 32834/2022 del 07/09/2022
- Sentenza penale · 7 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 32835/2022 del 07/09/2022
- Sentenza penale · 7 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 32836/2022 del 07/09/2022
- Sentenza penale · 7 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 32839/2022 del 07/09/2022
- Sentenza penale · 7 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 32840/2022 del 07/09/2022
- Sentenza penale · 7 set 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 32844/2022 del 07/09/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →