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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22850/2024 del 14/08/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da un'ordinanza-ingiunzione di euro 516,00 emessa per violazione dell'art. 2 l. n. 386/1990, relativa a un assegno bancario emesso e poi risultato privo di provvista. Il destinatario della sanzione aveva ottenuto in primo grado l'annullamento dell'ordinanza, sostenendo di aver comunque pagato il valore nominale dell'assegno, le spese e, secondo successiva dichiarazione del portatore con firma autenticata, anche la penale prevista dall'art. 3 l. n. 386/1990. Il Tribunale aveva ritenuto sufficiente il pagamento sostanziale, valorizzando una lettura favorevole al traente. La Prefettura ha proposto ricorso per cassazione denunciando violazione degli artt. 2 e 8 l. n. 386/1990: secondo la ricorrente, l'esenzione dalla sanzione richiede il pagamento integrale delle somme dovute entro il termine di sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione dell'assegno, con prova resa nelle forme tipizzate dalla legge, senza possibilità di equipollenti sostanziali. La deduzione difensiva del resistente non è stata svolta in cassazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il ricorso. Ha affermato che, in tema di assegno bancario senza provvista, l'esenzione dalla sanzione amministrativa presuppone che il pagamento di assegno, interessi, penale e spese avvenga entro sessanta giorni dalla scadenza del termine di presentazione del titolo e che la prova sia fornita nelle forme previste dall'art. 8 l. n. 386/1990. Poiché nel caso concreto la penale era stata pagata in ritardo, la successiva dichiarazione sostitutiva del portatore è stata ritenuta irrilevante. La sentenza del Tribunale è stata quindi cassata con rinvio al Tribunale di Piacenza in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 2 l. n. 386/1990

    La violazione dell'emissione di assegno bancario senza provvista fonda l'irrogazione della sanzione amministrativa.

  • art. 3 l. n. 386/1990

    La penale fa parte delle somme dovute dal traente ai fini del pagamento tardivo utile a evitare la sanzione.

  • art. 8 l. n. 386/1990

    "entro sessanta giorni dalla data di scadenza del termine di presentazione del titolo"

    L'esenzione dalla sanzione opera solo se il pagamento di tutte le somme dovute avviene entro il termine previsto e la relativa prova è fornita nelle forme tipizzate dalla norma, senza equipollenti.

Massime di principio

  • In materia di assegno bancario privo di provvista, l'esenzione dalla sanzione amministrativa è subordinata al pagamento integrale di tutte le somme dovute entro il termine perentorio previsto dall'art. 8 l. n. 386/1990.
  • La prova del pagamento tardivo, ai fini dell'esenzione, non ammette equipollenti: deve essere fornita con quietanza a firma autenticata del portatore o con attestazione dell'istituto di credito presso il quale sia stato effettuato il deposito vincolato.
  • Il rispetto del termine e delle forme probatorie previste dalla legge è condizione necessaria per evitare la responsabilità amministrativa; un pagamento integrale ma tardivo non elimina la sanzione.
  • In materia sanzionatoria sugli assegni, non è sufficiente valorizzare unicamente il dato sostanziale del pagamento, se manca il rispetto del termine legale che condiziona l'esenzione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniContenzioso tributario
RamiProcesso civileTributi
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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