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Ordinanza

Ordinanza n. 2448/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202604258

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza cautelare del TAR Campania che aveva respinto la domanda cautelare proposta contro il provvedimento di revoca del titolo legittimante l’ingresso nel territorio nazionale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni statali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il cittadino straniero ha appellato l’ordinanza cautelare del TAR Campania, chiedendone la riforma e la sospensione dell’esecuzione del provvedimento amministrativo. L’appello contestava, in sostanza, la revoca del titolo legittimante l’ingresso nel territorio nazionale e sosteneva la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per attesa occupazione. Dalla motivazione emerge tuttavia che lo stesso appellante aveva dedotto la mancata formalizzazione del rapporto di lavoro per sopravvenuta indisponibilità del datore di lavoro, ammettendo implicitamente che il rapporto non si era mai costituito.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto l’appello cautelare per carenza del fumus boni iuris. Ha ritenuto correttamente motivato il provvedimento impugnato alla luce dell’art. 42, comma 2, del decreto-legge n. 73/2022, che consente la revoca del titolo legittimante l’ingresso nel territorio nazionale in ragione del sopravvenuto accertamento di elementi ostativi al rilascio del titolo autorizzatorio. Inoltre, poiché il rapporto di lavoro non era mai stato validamente instaurato, il Collegio ha escluso la fondatezza della richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione. La domanda di sospensione è stata quindi respinta; le spese della fase cautelare sono state compensate tra le parti.

Norme richiamate

  • art. 62 c.p.a.

    Disciplina l’appello cautelare avverso le ordinanze cautelari del tribunale amministrativo regionale.

  • art. 42, comma 2, d.l. n. 73/2022

    È stato interpretato nel senso che consente la revoca del titolo legittimante l’ingresso nel territorio nazionale quando sopravvengano elementi ostativi al rilascio del titolo autorizzatorio.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. n. 196/2003

    Richiamato quale base per l’oscuramento delle generalità della parte appellante.

  • art. 9, paragrafo 1, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato, unitamente alla disciplina nazionale sulla privacy, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • La revoca del titolo legittimante l’ingresso nel territorio nazionale è assistita da adeguata motivazione quando sia fondata sul sopravvenuto accertamento di elementi ostativi al rilascio del titolo autorizzatorio, ai sensi dell’art. 42, comma 2, del d.l. n. 73/2022.
  • La richiesta di rilascio del permesso di soggiorno per attesa occupazione non è fondata in assenza di un rapporto di lavoro validamente instaurato; la mera disponibilità o il mancato perfezionamento del rapporto non è sufficiente a integrare il presupposto della pretesa.
  • In sede di appello cautelare, la sospensione dell’atto impugnato deve essere negata quando le censure non evidenzino un fumus boni iuris, anche qualora siano prospettati pregiudizi derivanti dall’esecuzione del provvedimento.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTutela cautelareAppello
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareDifetto di motivazione

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