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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28319/2023 del 03/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del GIP del Tribunale di Sassari del 25/01/2023 con cui, ritenuta l'imputazione generica nei confronti di Stefano Piana per il reato di cui all'art. 449 c.p. (in relazione all'art. 423, commi 1 e 2), il GIP aveva rinviato l'udienza invitando il pubblico ministero a riformulare l'imputazione indicando specificamente le condotte colpose contestate e le misure di prevenzione omesse. Il Procuratore ha denunciato l'abnormità dell'ordinanza per due motivi: (1) irragionevolezza, perché sarebbe impossibile specificare le misure preventive senza accertare le modalità dell'incendio; (2) eccesso di potere del GIP che avrebbe illegittimamente imposto la rimozione della "onnicomprensiva ed indeterminata clausola della negligenza, imprudenza ed imperizia", cioè avrebbe invaso la competenza del pubblico ministero e richiesto modifiche extra legem.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso del pubblico ministero. Ha ritenuto che l'invito del giudice dell'udienza preliminare a riformulare l'imputazione per renderla più chiara e precisa costituisca un legittimo esercizio del suo potere-dovere di interloquire con il pubblico ministero (anche sulla base di giurisprudenza consolidata e interpretazioni estensive/analogiche degli artt. del codice di procedura penale), e non sia di per sé abnorme. La Corte ha precisato che un provvedimento di restituzione degli atti al PM è impugnabile per cassazione solo se costituisce atto abnorme, cioè determina un'indebita regressione del procedimento tale da alterarne la sequenza logico-cronologica; nel caso in esame il GIP ha soltanto indicato le criticità dell'imputazione e richiesto la specificazione delle condotte colpose, senza determinare indebita regressione. Pertanto il ricorso è stato rigettato e l'ordinanza del GIP confermata.

Norme richiamate

  • art. 449 cod. pen.

    Norma che definisce il reato contestato (reato principale attribuito all'imputato). Nell'atto è richiamata come base della contestazione sostanziale.

  • art. 423, commi 1 e 2 (citato nell'atto)

    Riferimento all'elemento soggettivo della responsabilità (colpa) connesso alla fattispecie contestata; nel contesto è la norma richiamata per precisare la tipologia di colpa addebitata.

  • art. 417 cod. proc. pen.

    "in forma chiara e precisa"

    Richiesta di forma chiara e precisa dell'imputazione: la Corte richiama l'obbligo che l'imputazione esponga in modo dettagliato il fatto e le sue circostanze, giustificando la legittimità dell'intervento del GUP volto a ottenere tale chiarezza.

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Citato come fondamento analogico del potere del GUP di interloquire con il PM e di sollecitare integrazioni o correzioni dell'imputazione.

  • art. 423 cod. proc. pen. (applicato in senso estensivo)

    Richiamato dalla Corte come norma applicata estensivamente per giustificare il potere del GUP di rinviare gli atti al PM per correggere o integrare l'imputazione.

  • Sez. U. n. 5307 del 20/12/2007

    Giurisprudenza di legittimità che ha ammesso la legittimità della richiesta del GUP al PM di modificare l'imputazione quando questa non corrisponda al fatto emerso o ai requisiti di chiarezza previsti dalle norme.

  • Sez. 5, n. 22990 del 02/03/2015

    "Non è abnorme, e non è conseguentemente ricorribile per cassazione, l'ordinanza con cui il G.u.p., rinviando l'udienza, invita il pubblico ministero a modificare la imputazione"

    Precedente che afferma espressamente che l'invito del GUP al PM a modificare l'imputazione non è, di per sé, atto abnorme.

  • Sez. 6, n. 22499 del 17/02/2011

    "È abnorme, e come tale ricorribile per cassazione, il provvedimento con cui il giudice dell'udienza preliminare dispone la restituzione degli atti al pubblico ministero per genericità o indeterminatezza dell'imputazione, senza avergli previamente richiesto di precisarla"

    Precedente che delimita l'abnormità: la restituzione degli atti è abnorme se determina indebita regressione procedimentale, ad es. quando la restituzione avviene senza aver prima chiesto la precisazione al PM.

Massime di principio

  • Il GUP ha il potere-dovere di sollecitare il PM a rendere l'imputazione chiara e precisa; tale intervento non è di per sé abnorme.
  • La restituzione degli atti al PM è impugnabile per cassazione solo se costituisce atto abnorme, ossia comporta un'indebita regressione del procedimento tale da pregiudicarne l'ordinata sequenza (es. restituzione senza preventiva richiesta di precisazione).
  • Quando l'imputazione contiene una clausola generica di colpa ("negligenza, imprudenza, imperizia"), il PM è tenuto a specificare le condotte colpose concretamente contestate e le misure di prevenzione ritenute omesse, se possibile in base agli elementi istruttori; il GUP può legittimamente richiederlo.
  • Il PM che ritenga tecnicamente impossibile precisare le misure preventive o le condotte deve spiegare nel provvedimento le ragioni dell'indeterminatezza; l'assenza di tale spiegazione favorisce l'intervento correttivo del GUP.
  • Per contestare un ordine del GUP in Cassazione il ricorrente deve dimostrare l'abnormità secondo i parametri giurisprudenziali (indebita regressione, violazione della sequenza procedimentale), non la mera discrepanza di valutazione sull'opportunità dell'invito a precisare l'imputazione.

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