Cassazione Civile, Sentenza n. 13321/2025 del 19/05/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Controversia sulla divisione dei beni mobili contenuti nel Palazzo di via Dante 5: i ricorrenti chiedevano la divisione dei mobili secondo determinate quote ereditarie contestando che alcuni beni fossero pertinenze del palazzo e la determinazione delle quote; questioni accessorie relative al riconoscimento del legato a favore di Costanza, all'effetto dell'atto di vendita del 1971 e della cessione del 1987, alla collazione di una donazione della Poli e alla corretta determinazione dei lotti, dei valori e delle spese processuali.
La decisione
La Corte di Cassazione ha in parte accolto i ricorsi incidentali dei controricorrenti: ha ritenuto infondati alcuni motivi ma ha cassato in parte la decisione della Corte d'appello con rinvio. Specificamente, la Cassazione ha accertato l'esistenza di una contraddizione nella sentenza di merito quanto alla qualificazione e alla ripartizione delle pertinenze e degli altri mobili, ha sancito che i beni pertinenziali devono essere ripartiti in base ai titoli (7/9 agli eredi di Alessandro e Giorgio in parti uguali e 2/9 collegati al legato a favore di Costanza), mentre gli altri mobili costituiscono comunione ereditaria da dividere tra gli eredi di Andrea secondo le quote di successione legittima; ha inoltre stabilito che deve essere effettuata la collazione della donazione disposta da Elisabetta Poli (donazione del 24 marzo 1980) prima di determinare la ripartizione dei beni ereditari. Per tali ragioni la sentenza impugnata è stata cassata quanto ai profili indicati e il giudizio rinviato alla Corte d'Appello di Venezia, in diversa composizione, per nuovo accertamento e divisione tenendo conto delle precisazioni della Cassazione. Le spese del giudizio di legittimità sono demandate al giudice di rinvio.
Norme richiamate
art. 92 c.p.c.
Usata per contestare la compensazione integrale delle spese di lite disposta dalla Corte d'appello; la Corte di Cassazione richiede motivazione e verifica dei presupposti per la compensazione
art. 91 c.p.c.
Riferita al principio della soccombenza per la determinazione delle spese di lite
art. 111 Cost.
Richiamato in relazione al diritto di motivazione delle decisioni e alla necessità di adeguata motivazione per la compensazione delle spese
art. 817 c.c.
Norma sul concetto di pertinenza; la Corte ha valutato la natura pertinenziale dei beni in base ai titoli e alla destinazione
art. 818 c.c.
Regola la natura giuridica delle pertinenze e il loro trattamento nel trasferimento; applicata per stabilire se i mobili fossero pertinenze trasferite con l'atto del 1971 o rimanessero oggetto di comunione diversa
art. 588 c.c.
Richiamato per qualificare come disposizione a titolo universale la menzione della 'parte indisponibile' nel testamento
art. 734 c.c.
Riferimento all'allocazione della parte disponibile/indisponibile del patrimonio come criterio interpretativo del testamento
art. 556 c.c.
Richiesto per il calcolo della legittima e la verifica della compatibilità del legato con le quote di riserva
art. 737 c.c.
Norma sulla collazione: la Corte ha stabilito che la collazione della donazione deve essere operata se richiesta, senza che sia necessario indicare valori per attivare l'istituto
art. 724 c.c.
Rilevante rispetto alle regole sulla collazione e sugli effetti delle donazioni tra coeredi
art. 725 c.c.
Richiamato insieme all'art. 724 c.c. in tema di collazione e imputazione delle donazioni
art. 2697 c.c.
Richiamato con riferimento all'onere della prova relativo alla collazione e alle legittimazioni; la Corte ha censurato le inferenze non comprovate dal giudice d'appello
art. 1362 c.c.
Citati in rapporto all'interpretazione dei titoli (atto di vendita e legato) e alla qualificazione delle dichiarazioni di volontà
art. 718 c.c.
Riferito alla determinazione del valore del compendio comune; la Corte ha ritenuto che errori in tale determinazione possono pregiudicare la corretta ripartizione
art. 581 c.c.
Richiamato per spiegare la correlazione tra quote intestate e quote di riserva fra coniuge e figli
art. 542 c.c.
Usato per spiegare la successione e la misura delle quote di legittima fra i legittimari
Massime di principio
- La qualificazione di un bene come pertinenza è valutazione di fatto del giudice di merito ed è inammissibile in cassazione salvo vizi di logicità o incoerenza che emergano dai titoli; tuttavia, quando la Corte di merito risulta contraddittoria rispetto ai propri presupposti fattuali, la cassazione può intervenire.
- Il legato di una quota immobiliare comporta il subingresso del legatario nella comproprietà non solo dell'immobile ma anche della corrispondente quota delle pertinenze, salvo diversa e chiara disposizione.
- Una cessione successiva che esclude genericamente 'i mobili' deve essere interpretata alla luce dei titoli precedenti: occorre distinguere tra pertinenze trasferite con il titolo originario e beni personali non trasferiti.
- La collazione delle donazioni tra coeredi è operativa ogniqualvolta sussista la donazione stessa e può essere invocata senza l'obbligo di specificare i valori; spetta al giudice di merito accertare se la collazione sia già stata eseguita in una precedente divisione mediante prova documentale.
- La compensazione integrale delle spese di lite richiede motivazione adeguata e il rispetto dei presupposti di legge (soccombenza reciproca o altri giusti motivi); decisioni che motivano in termini ipotetici o con mere congetture possono essere censurate.
- In casi di beni oggetto di duplice comunione (pertinenze in comunione ordinaria e altri beni in comunione ereditaria) è necessario operare distinti riparti rispettando i titoli di acquisto e le quote ereditarie; il giudice di rinvio dovrà separare le comunioni e determinare l'effetto della collazione prima di fissare i lotti.
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