Cassazione Penale, Sentenza n. 17801/2022 del 04/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorso impugnava la ritenuta sussistenza della circostanza aggravante della "minorata difesa" (art. 61, n. 5, c.p.) per un fatto di tentato omicidio in danno di Alessandro Valenzano. Riso contestava che l'aggravante fosse correttamente applicata, deducendo che: a) a pochi metri si trova un mercato rionale prossimo all'apertura; b) era stato identificato poche ore prima durante controlli come presunto pusher; c) nella zona erano installate telecamere di controllo; d) l'azione era del tutto estemporanea e dovuta a una reazione esagerata della vittima, senza un consapevole approfittamento delle circostanze di tempo e luogo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendo inammissibili/generiche le deduzioni del ricorrente e confermando la valutazione della Corte d'appello secondo cui la commissione del reato in orario notturno integra la circostanza aggravante della minorata difesa, salvo prova concreta di circostanze che ne neutralizzino l'effetto. La sentenza impugnata è dunque confermata e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali (ex art. 616 c.p.p.). Decisione resa il 01/04/2022.
Norme richiamate
Codice penale, art. 61, n. 5
La Corte richiama che la commissione del reato in orario notturno può integrare la circostanza aggravante della "minorata difesa" quando, concretamente, la possibilità di difesa della vittima sia ostacolata; tuttavia è necessario valutare se esistano circostanze che neutralizzino tale effetto.
Codice di procedura penale, art. 616
La pronuncia di rigetto del ricorso comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali secondo l'art. 616 c.p.p.
Decreto-legge 28/10/2020, n. 137, art. 23 comma 8 (conv. L. 18/12/2020, n. 176)
art. 23, comma 8, d.l. 28/10/2020, n. 137, conv. con l. 18/12/2020, n. 176
Norma procedurale utilizzata per la trasmissione delle conclusioni scritte del Sostituto Procuratore generale; attiene a modalità procedurali di trasmissione degli atti.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. U, n. 40275 del 15/07/2021)
La giurisprudenza consolidata afferma che il reato commesso di notte è idoneo, anche in assenza di altre circostanze di tempo/luogo/persona, a configurare la minorata difesa, purché sia dimostrato che la difesa è rimasta concretamente ostacolata e non vi siano elementi che neutralizzino tale presunzione.
Massime di principio
- La semplice circostanza che il fatto sia avvenuto di notte può legittimare l'aggravante della "minorata difesa", ma la corte richiede una valutazione concreta: deve emergere che la difesa della vittima è stata effettivamente ostacolata.
- Dichiarazioni o allegazioni generiche (es. presenza di un mercato "vicino" o di telecamere) sono insufficienti per escludere o scalfire l'aggravante: è necessario indicare dati precisi e concreti (es. ubicazione esatta, orari di apertura, effettiva copertura video del punto in cui è avvenuto il fatto).
- La circostanza che l'azione sia stata 'estemporanea' non esclude automaticamente che gli aggressori abbiano approfittato delle condizioni di tempo e luogo; l'elemento soggettivo e la valutazione delle condizioni concrete sono rilevanti.
- La precedente identificazione dell'imputato o controlli svolti poche ore prima sono, di per sé, elementi di scarsa rilevanza se non collegati in modo concreto al fatto contestato (es. dimostrando che la presenza di persone o luci avrebbe reso la difesa agevole).
- Per contestare con successo l'applicazione dell'aggravante è opportuno fornire elementi probatori specifici che dimostrino che, nonostante l'orario, la difesa non era ostacolata (presenza di passanti, attività commerciali in corso, videosorveglianza attiva e riproduzioni utili, ecc.).
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