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Sentenza

Sentenza n. 446/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza n. 638/2024 emessa dal Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, pubblicata in data 22/05/2024.

Giustizia amministrativa202501669

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza n. 638/2024 del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. per ottenere l'esecuzione della sentenza n. 638/2024 del Tribunale di Bologna, Sezione Lavoro, pubblicata il 22 maggio 2024. La sentenza è passata in giudicato, come attestato dalla cancelleria il 19 novembre 2025, ed è stata notificata al Ministero ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. Nonostante ciò, il Ministero è rimasto inadempiente e non si è costituito in giudizio. Il giudizio di ottemperanza è stato attivato soltanto con riferimento a una docente, mentre la sentenza del giudice ordinario riguardava complessivamente tre docenti.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso, accertando la perdurante inadempienza del Ministero rispetto alle statuizioni contenute nella sentenza definitiva del giudice ordinario. Ha ordinato al Ministero dell'Istruzione e del Merito di dare esecuzione alla sentenza entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa della pronuncia, detraendo quanto eventualmente già corrisposto. Per il caso di ulteriore inadempienza, il TAR ha nominato sin da subito un commissario ad acta, individuato nel Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna o in un funzionario da questi delegato, con compiti sostitutivi da esercitare, su istanza della ricorrente, entro i successivi novanta giorni e con facoltà di subdelega. Il Ministero è stato condannato al pagamento delle spese di lite, liquidate in 300 euro oltre spese generali e oneri accessori, alla restituzione del contributo unificato se versato e alla distrazione delle spese in favore dei difensori. La liquidazione è stata contenuta in ragione della limitata attività difensiva e del carattere parziale dell'ottemperanza richiesta.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce la base processuale del giudizio di ottemperanza, utilizzato per ottenere l'esecuzione della sentenza passata in giudicato del giudice ordinario.

Massime di principio

  • Il giudizio di ottemperanza è esperibile davanti al giudice amministrativo per ottenere l'esecuzione di una sentenza del giudice ordinario passata in giudicato quando l'amministrazione rimanga inadempiente dopo la notificazione della sentenza e la decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione.
  • Accertata l'inadempienza dell'amministrazione rispetto a una sentenza definitiva, il giudice dell'ottemperanza deve ordinare all'amministrazione di eseguire le statuizioni giudiziali entro un termine determinato, detraendo le somme eventualmente già corrisposte.
  • Il giudice dell'ottemperanza può nominare già nella sentenza un commissario ad acta, incaricato di provvedere in via sostitutiva, su istanza della parte, in caso di ulteriore inerzia dell'amministrazione dopo la scadenza del termine assegnato.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

Testo integrale

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