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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 39106/2025 del 03/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Centonze era stato condannato per la violazione dell'art. 76, comma 4, D.Lgs. n.159/2011 per non aver versato la cauzione di €1.000,00 entro 60 giorni dall'inizio dell'esecuzione della misura di prevenzione (termine decorrente dal 19/01/2022). In sede rescindente era stato rimandato al giudice d'appello l'accertamento puntuale dell'elemento soggettivo: se l'omesso pagamento fosse rimproverabile, ossia se l'imputato avesse effettiva capacità economica anche per un pagamento rateale. In appello il giudice di rinvio confermò la condanna basandosi su presunzioni di solvibilità (possibilità di reperire lavoro dal 19/01/2022 e la coltivazione di un fondo dichiarato dall'imputato come "mezzo di sostentamento"), senza svolgere approfondimenti istruttori o indagini documentali sull'effettiva situazione reddituale e patrimoniale nel periodo rilevante.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio ad altra sezione della Corte d'appello di Caltanissetta. La Corte ha statuìto che il giudice di rinvio ha omesso di adempiere al specifico mandato: non ha effettuato una verifica concreta, documentata e puntuale della capacità economica dell'imputato nel periodo rilevante (gennaio-marzo 2022), limitandosi a deduzioni congetturali e a rifiutare come irrilevante la documentazione reddituale prodotta per l'anno 2021. Pertanto la condanna è stata annullata e il processo rinviato perché sia svolto un nuovo giudizio conforme alle direttive della Cassazione.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n.159/2011, art. 76, comma 4

    Per la configurabilità del reato è necessario l'elemento soggettivo (doloso): l'omesso versamento della cauzione non è rimproverabile qualora dipenda dalla mancanza di disponibilità economica dell'obbligato; occorre verificare se l'imputato potesse sostenere anche un pagamento rateale

  • art. 125 cod. proc. pen.

    Imposizione di adeguati obblighi motivazionali al giudice; in particolare il giudice di rinvio doveva fornire motivazione completa rispetto al compito istruttorio affidatogli dalla Cassazione

  • Giurisprudenza della Cassazione (Sez. 1, n. 51874 del 29/10/2019, "Romeo", Rv. 277918-01)

    Sez. 1, n. 51874 del 29/10/2019, Romeo, Rv. 277918-01

    Principio consolidato che l'elemento soggettivo non può essere desunto da mere congetture: l'insolvenza esclude la colpevolezza per l'omesso deposito della cauzione

Massime di principio

  • L'omesso versamento della cauzione è imputabile (rimproverabile) solo se è accertata, con elementi concreti e documentati, la capacità economica dell'obbligato nel periodo rilevante; la mera possibilità teorica di trovare lavoro non è sufficiente
  • La mancata richiesta di rateizzazione non può essere di per sé indice di dolo se non si prova che il soggetto era in grado di sostenere comunque il pagamento rateale
  • Il giudice, quando è stato rimandato dalla Cassazione, ha l'obbligo di eseguire le indagini necessarie (anche mediante indagini delegate) per accertare la situazione patrimoniale e reddituale effettiva nel periodo pertinente
  • Documentazione reddituale anche se riferita all'anno precedente è dato probatorio rilevante e non può essere scartata senza adeguata motivazione; tuttavia può richiedersi integrazione probatoria per il periodo specifico
  • In presenza di elementi di possibile insolvenza, l'inerzia dell'obbligato nell'attivarsi per ottenere benefici (es. rateizzazione) resta neutra e non fonda di per sé una condanna penale
  • Gli accertamenti devono essere focalizzati sul periodo concreto in cui l'obbligo di pagamento era esigibile e devono valutare l'effettiva incidenza del pagamento sulla sussistenza del soggetto e dei suoi familiari

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