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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19124/2023 del 05/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna la conferma, operata dalla Corte d'appello di Milano, della sentenza del GUP del Tribunale di Milano che, con rito abbreviato, lo ha dichiarato responsabile del concorso nella rapina aggravata ai danni di una farmacia (ruolo di "palo"), riconoscendo la continuazione con pregresse condanne e applicando un aumento di pena di 1 anno e 400 euro di multa. Il ricorso deduce un vizio di motivazione perché il GUP non avrebbe indicato di aver riconosciuto le circostanze attenuanti generiche e la Corte d'appello avrebbe invece ritenuto che tali attenuanti fossero state valutate in giudizio di equivalenza con le aggravanti senza determinare un trattamento più favorevole.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, spiegando che in tema di reato continuato il confronto tra aggravanti e attenuanti si applica solo al reato ritenuto più grave, mentre le circostanze relative ai reati "satellite" sono rilevanti esclusivamente ai fini dell'aumento di pena ai sensi dell'art. 81 cod. pen. La Corte ha quindi ritenuto corretta la valutazione della Corte d'appello e del GUP circa la congruità dell'aumento di pena, escludendo ulteriori riduzioni, e ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3000 in favore della cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81 cod. pen.

    Le circostanze relative ai reati "satellite" sono considerate esclusivamente ai fini dell'aumento di pena ex art. 81 cod. pen.; il giudizio di comparazione tra aggravanti e attenuanti si applica invece al reato ritenuto più grave.

  • Giurisprudenza della Cassazione

    Sez. 1, Sentenza n. 13369 del 13/02/2018 Rv. 272567; Sez. 3, Sentenza n. 26340 del 25/03/2014 Rv. 260057

    Consolidata giurisprudenza che conferma il principio secondo cui, nel reato continuato, il confronto fra circostanze riguarda il fatto più grave e i fatti "satellite" influiscono solo sull'aumento di pena.

Massime di principio

  • Nel caso di reato continuato il giudizio comparativo fra aggravanti e attenuanti va effettuato rispetto al reato ritenuto più grave; le circostanze degli altri reati servono per determinare l'aumento ex art. 81 c.p.
  • L'omessa esplicita menzione delle attenuanti generiche in una sentenza di primo grado non è automaticamente vizio se il giudice di merito espone in modo coerente come è stata determinata la pena e perché non sono state riconosciute riduzioni.
  • Per impugnare con successo è necessario dimostrare il vizio di motivazione nella determinazione della pena o che l'omissione abbia effettivamente inciso sul trattamento sanzionatorio.
  • Nell'abbreviato la determinazione della pena e la valutazione delle circostanze devono risultare comprensibili; ciò che importa è la correttezza del metodo applicato (comparazione circostanze e uso dell'art. 81) più che la mera menzione testuale delle attenuanti.

Testo integrale

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