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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8596/2022 del 14/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dall'imputato avverso la conferma in appello della condanna per sottrazione di cosa sottoposta a sequestro: si censura la violazione dell'art. 606, comma 1, lett. b) e e), c.p.p., e la mancata o insufficiente motivazione sulla partecipazione del Cibardo al reato. Si deduce che l'imputato non poteva essere ritenuto autore del reato previsto dall'art. 334, terzo comma, c.p., essendo privo della qualifica di proprietario o custode della rete, e si contesta inoltre che la rete fosse stata effettivamente sottoposta a sequestro al momento della sottrazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per manifesta infondatezza. Ha ritenuto corretti i giudizi di merito (Tribunale di Agrigento e Corte d'Appello di Palermo) che hanno accertato che il Cibardo, in concorso con i proprietari della rete, si era appropriato della rete già appresa dagli agenti della Guardia Costiera e l'aveva gettata in mare; i correi avevano altresì opposto resistenza ai militari. La Corte ha precisato che, pur trattandosi di reato proprio (art. 334, terzo comma), chi non possiede la qualifica soggettiva richiesta può concorrere nel reato ai sensi dell'art. 110 c.p.; ha inoltre affermato che il sequestro penale si considera costituito quando la cosa è stata appresa e posta nella diretta ed esclusiva disponibilità degli agenti, anche in assenza della formale redazione del verbale. Conseguentemente il ricorso è stato respinto; il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento, in via equitativa, di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. (In prime cure il Giudice dell'udienza preliminare aveva inflitto la pena di 20 giorni di reclusione e 200 euro di multa, confermata in appello.)

Norme richiamate

  • art. 110 cod. pen.

    Principio del concorso di persone nel reato: anche soggetti privi della qualifica prevista per il reato proprio possono concorrere nella commissione del reato insieme a chi possiede quella qualifica.

  • art. 334, terzo comma, cod. pen.

    Disciplina la sottrazione di cose sottoposte a sequestro; richiede l'esistenza di un vincolo reale costituito sul bene al momento della sottrazione. La Corte ha ritenuto integrato il reato perché la cosa era già stata materialmente appresa e posta nella disposizione degli agenti.

  • art. 606, comma 1, lett. b) e e), cod. proc. pen.

    Norme che individuano i motivi di ricorso per cassazione (violazione di legge e insufficienza/mancanza della motivazione). Il ricorrente li ha invocati ma la Corte li ha ritenuti manifestamente infondati.

  • art. 1231 cod. nav.

    Norma del codice della navigazione cui si è fatto riferimento per la violazione che aveva giustificato il sequestro della rete da pesca.

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 conv. in legge n. 176/2020

    Disposizione che ha consentito lo svolgimento del giudizio di cassazione a trattazione scritta, modalità adottata nella presente causa.

  • Sentenza Corte Costituzionale 13/6/2000 n.186

    Principio richiamato per l'irrogazione della somma a favore della Cassa delle ammende quando il ricorso è respinto, salvo l'assenza di colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità; qui la somma è stata comunque quantificata in euro 3.000.

  • Giurisprudenza di riferimento (citata nella sentenza: es. Sez. 5, n. 45503 del 22/04/2014, Ayari; Sez. 6, n. 10414 del 12/12/1989, Bettineli)

    Sostiene che il reato di sottrazione di cose sottoposte a sequestro si configura quando l'agente ha la piena ed effettiva disponibilità della cosa e questa è stata materialmente appresa dagli operatori; il sequestro si considera costituito con l'apprensione e la messa nella disponibilità dell'agente, anche se non è ancora redatto il verbale.

Massime di principio

  • La qualifica soggettiva richiesta per un reato proprio (es. proprietario o custode) non esclude che altri soggetti possano concorrere nel medesimo reato ai sensi dell'art. 110 c.p.; la responsabilità in concorso è possibile anche per chi non detiene la qualità prevista dalla norma sostanziale.
  • Il sequestro penale si considera costituito quando la cosa è stata materialmente appresa e posta nella diretta ed esclusiva disponibilità degli agenti di polizia giudiziaria: la formalità del verbale non è conditio sine qua non.
  • Per integrare il reato di sottrazione di cosa sottoposta a sequestro è necessario che l'atto di sottrazione sia avvenuto dopo la costituzione del vincolo reale sul bene; atti antecedenti non rientrano in tale fattispecie.
  • In sede di cassazione, la mancanza o insufficienza di motivazione va valutata tenendo conto dell'unità organica delle pronunce di merito (grado istruttorio e grado d'appello): motivazioni aggiuntive in appello possono integrare quella del primo giudice.
  • Ricorsi manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanna alle spese e sanzioni (cassa delle ammende) se non risulta l'assenza di colpa grave nella determinazione della causa di inammissibilità.
  • Nel rito abbreviato si applica la diminuzione di pena prevista e la sentenza di primo grado può essere confermata in appello; i profili di qualificazione giuridica dei fatti vengono valutati complessivamente tra i giudici di merito e riesaminati restrittivamente in Cassazione.

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