Sentenza del 17/12/2015 n. 6823 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Accertamento, liquidazione e controlli - IVA - IRES - Accertamento analitico - induttivo - Percentuale di ricarico determinata su un campione del 10% articoli - Legittimità.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeL'accertamento è stato ritenuto legittimo. È stata considerata ammissibile la determinazione della percentuale di ricarico mediante l'esame di un campione rappresentativo del 10% delle merci vendute rispetto ai relativi costi di acquisto. La decisione si pone in linea con l'orientamento della Corte di cassazione, richiamando la sentenza n. 25684/2006.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
La controversia riguarda la legittimità di un accertamento analitico-induttivo ai fini IVA e IRES. L'Ufficio aveva ricostruito i ricavi applicando una percentuale di ricarico determinata confrontando i prezzi di vendita con i costi di acquisto, utilizzando come campione il 10% degli articoli commercializzati. Il contribuente contestava presumibilmente l'idoneità del campione e la validità della ricostruzione induttiva.
Norme richiamate
Art. 39, comma 1, lettera d), TUIR
Consente all'Amministrazione finanziaria di procedere a rettifica analitico-induttiva dei redditi quando gli elementi disponibili permettono di desumere maggiori ricavi o compensi, anche mediante presunzioni purché dotate di adeguata attendibilità e coerenza.
Cassazione civile, sentenza n. 25684/2006
Riconosce, in linea generale, la legittimità della ricostruzione dei ricavi basata su una percentuale di ricarico calcolata su un campione di merci, purché il campione sia rappresentativo e il procedimento risulti logicamente motivato.
Massime di principio
- Un accertamento analitico-induttivo può essere legittimo anche se la percentuale di ricarico non viene calcolata sull'intera merce, ma su un campione rappresentativo degli articoli venduti.
- La validità del campionamento dipende dalla sua rappresentatività: devono essere considerati articoli e categorie sufficientemente significativi rispetto all'attività complessiva.
- L'Ufficio deve spiegare il metodo seguito, i dati utilizzati e il collegamento tra campione, costi di acquisto e ricavi presunti; una motivazione generica può rendere contestabile l'accertamento.
- Il contribuente può contrastare la ricostruzione dimostrando, ad esempio, che il campione non è rappresentativo, che esistono diverse percentuali di ricarico tra le categorie di prodotti o che sussistono specifiche condizioni commerciali, quali sconti, vendite sottocosto o merce deteriorata.
- La presenza di una presunzione non comporta automaticamente l'illegittimità dell'accertamento: occorre verificare concretamente la coerenza, precisione e gravità degli elementi utilizzati dall'Amministrazione.
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