Sentenza n. 2506/2026 - Napoli, Sezione 9
per l'annullamento 1) del D.D. n. 369 del 06.10.2022 della Regione Campania di rilascio autorizzazione all'installazione di apparecchiatura R.M. - Gruppo A sino a 4.0 Tesla -, in favore della controinteressata Centro Diagnostico CE.DI.ME. s.r.l., decreto mai comunicato alla ricorrente; 2) della nota prot. 0421008 del 25.08.2022, a firma del medesimo Dirigente di cui sub. 1), della Regione Campania, indirizzata alla ASL Napoli 2 Nord, e richiamata nel provvedimento di cui sub 1, mai comunicata alla ricorrente, delle susseguenti note di sollecito del 21.9.2022 del medesimo Ufficio Regionale; 3) della nota pec. Del 23.09.2022 a firma della ASL Napoli 2 Nord richiamata nel provvedimento di cui sub 1) mai comunicata alla ricorrente; nonché per quanto possa occorrere: 4) della delibera di Giunta Regionale della Campania n. 592 del 28.12.2021, pubblicata sul BURC n. 1 del 3.1.2022, avente ad oggetto “Art. 5, comma 2, D.p.R. 54/94. Programmazione sanitaria regionale per le apparecchiature di risonanza magnetica. Triennio 2021-2023”; 5) di tutti gli atti presupposti, connessi e consequenziali, ancorché non noti, lesivi degli interessi della ricorrente, ivi incluso il “Documento tecnico” allegato alla delibera impugnata sub 1, costituente parte integrante della stessa. ed ancora per l'annullamento: 6) della nota della regione Campania del 5/05/2022 prot. 0238318 successivamente pervenuta al Centro ricorrente di diniego autorizzazione alla installazione di una R.M. nel Centro ricorrente – sede di Casavatore -; 7) della nota prot. 2022.0188769 del 7/04/2022 dei medesimi Uffici Regionali, citata nel provvedimento di cui sub 3.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha preso atto della memoria depositata il 4 marzo 2026, con la quale la ricorrente ha dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio. Ha quindi dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare il merito delle censure rivolte agli atti regionali e sanitari impugnati. Le spese di giudizio sono state compensate tra le parti.
Atto impugnato: autorizzazione regionale all’installazione di un’apparecchiatura di risonanza magnetica presso una struttura sanitaria concorrente, nonché gli atti presupposti e il diniego dell’autorizzazione richiesta dalla ricorrente
Esito
Favorevole al resistente (regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il decreto regionale di autorizzazione all’installazione di un’apparecchiatura di risonanza magnetica in favore di una struttura sanitaria privata controinteressata, unitamente agli atti regionali e dell’azienda sanitaria richiamati nel decreto, alla delibera regionale di programmazione sanitaria delle apparecchiature di risonanza magnetica per il triennio 2021-2023 e agli atti presupposti e consequenziali. Ha inoltre impugnato il diniego regionale dell’autorizzazione richiesta per l’installazione di una risonanza magnetica presso la propria sede e un’ulteriore nota regionale richiamata negli atti impugnati. Il testo della sentenza non espone i singoli motivi di illegittimità dedotti, poiché il giudizio è stato definito per sopravvenuta carenza di interesse.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione della causa nell’udienza straordinaria di smaltimento dell’arretrato; il testo non ne espone una specifica interpretazione.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio determina l’improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, quando tale carenza renda non più utile una pronuncia sulla domanda.
- La sopravvenuta carenza di interesse comporta la definizione del giudizio senza esame dei motivi di illegittimità dedotti contro gli atti amministrativi impugnati.
- In caso di improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse, il giudice può compensare integralmente le spese di giudizio.
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