Ordinanza n. 322/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego di regolarizzazione e del conseguente rilascio del permesso di soggiorno, motivato dalla falsità delle dichiarazioni relative all'abitazione in Italia
Esito
La controversia
Il ricorrente, cittadino indiano presente irregolarmente in Italia alla data dell'8 marzo 2020, aveva sottoscritto un contratto di soggiorno con il datore di lavoro e perfezionato la domanda di emersione ai sensi dell'art. 103, comma 1, d.l. 34/2020. Il conseguente permesso di soggiorno gli è stato negato sul presupposto, fondato sul combinato disposto degli artt. 4, comma 2, e 5, comma 5, d.lgs. 286/1998, che egli avesse reso false dichiarazioni circa la propria abitazione in Italia. Il ricorrente ha contestato tale presupposto, deducendo di disporre comunque di una dimora abituale, sebbene diversa da quella dichiarata, e negando la falsità del contratto di locazione stipulato in favore del soggetto che lo ospitava. Il Collegio ha inoltre rilevato d'ufficio una possibile irregolarità della procura alle liti, poiché la copia digitale depositata risultava priva dell'attestazione di conformità all'originale analogico firmata digitalmente.
La decisione
Il TAR non ha definito il merito. Ha riservato alla sentenza definitiva la verifica preliminare relativa all'effettivo motivo del diniego — se la contestazione riguardi la falsità delle dichiarazioni rese e reiterate — e alla conseguente ammissibilità del ricorso. Ha disposto la regolarizzazione della procura alle liti, rilevando che la copia digitale era priva dell'attestazione di conformità richiesta dall'art. 136, comma 2-ter, c.p.a. e dall'art. 8, comma 2, dell'allegato 1 al d.P.C.S. 28 luglio 2021. La regolarizzazione è stata consentita ai sensi dell'art. 44, comma 2, c.p.a., entro il termine perentorio di quindici giorni dalla comunicazione dell'ordinanza o dalla sua notificazione, se anteriore. È stata fissata per la decisione di merito una nuova udienza pubblica al 24 giugno 2026.
Norme richiamate
art. 103, comma 1, d.l. 34/2020
Richiamato quale fondamento della richiesta di emersione perfezionata mediante la sottoscrizione del contratto di soggiorno con il datore di lavoro.
art. 4, comma 2, d.lgs. 286/1998
Richiamato, insieme all'art. 5, comma 5, quale base normativa del diniego del permesso di soggiorno in ragione delle false dichiarazioni contestate allo straniero.
art. 5, comma 5, d.lgs. 286/1998
Richiamato, insieme all'art. 4, comma 2, quale base normativa del diniego del permesso di soggiorno.
art. 136, comma 2-ter, c.p.a.
Impone, secondo l'ordinanza, l'attestazione di conformità all'originale analogico, firmata digitalmente, per la copia digitale della procura alle liti.
art. 8, comma 2, allegato 1 al d.P.C.S. 28.7.2021
Richiamato quale ulteriore fondamento delle regole tecniche relative all'attestazione di conformità della procura depositata nel processo amministrativo telematico.
art. 44, comma 2, c.p.a.
Consente la regolarizzazione della procura alle liti entro il termine perentorio assegnato dal giudice.
Massime di principio
- La copia digitale di una procura alle liti formata originariamente su supporto analogico deve essere corredata dall'attestazione di conformità all'originale analogico, firmata digitalmente, secondo le regole del processo amministrativo telematico.
- La carenza dell'attestazione di conformità della procura alle liti può essere regolarizzata ai sensi dell'art. 44, comma 2, c.p.a., entro il termine perentorio assegnato dal giudice.
- Quando sia controverso l'effettivo presupposto del diniego di un titolo di soggiorno — in particolare se il diniego dipenda dalla falsità di dichiarazioni rese dallo straniero — la verifica dell'ammissibilità del ricorso può essere riservata alla decisione definitiva, senza definire immediatamente il giudizio.
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