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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 30453/2022 del 02/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Roma che aveva annullato il decreto con cui il pubblico ministero, ex art. 321, comma 3, cod. proc. pen., aveva revocato un sequestro preventivo relativo al reato previsto dall'art. 1161 cod. nav. Il primo motivo deduceva un'errata interpretazione dell'art. 321 c.p.p.: il Tribunale avrebbe ritenuto che la revoca debba comportare la restituzione al soggetto cui il bene era stato sequestrato anziché all'avente diritto, in contrasto con altra giurisprudenza e con la nozione ampia di "interessato" richiamata dall'art. 321. Il secondo motivo sosteneva che il Tribunale aveva omesso di considerare che l'accertamento della titolarità del bene (ossia l'emersione del diritto di terzi) è idoneo a far venire meno il periculum in mora, legittimando la revoca e la restituzione al presunto avente diritto indicato dal PM (il Demanio dello Stato).

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso del Procuratore e confermato, per ragioni diverse, l'annullamento della revoca del sequestro disposto dal pubblico ministero. La Corte ha affermato il principio secondo cui, in linea generale, la restituzione disposta in sede penale a seguito di revoca del sequestro deve essere effettuata in favore dell'avente diritto se questo risulta dimostrato; tuttavia, se sussiste una controversia seria circa la titolarità del bene, il giudice penale deve rimettere la controversia al giudice civile e mantenere il sequestro fino alla decisione civile. Nel caso concreto, essendo esistente una controversia seria tra il Demanio dello Stato e la persona cui il bene era stato sequestrato (che vanta una concessione e la sua proroga) e non essendosi avuto alcun accertamento giudiziale, non era possibile individuare de plano l'avente diritto e quindi la revoca disposta dal PM in favore del Demanio non poteva ritenersi legittima.

Norme richiamate

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Disciplina la revoca del sequestro quando vengono meno le condizioni che ne giustificano l'applicazione; la Corte precisa che non impone necessariamente la restituzione al solo soggetto nei cui confronti il bene è stato sequestrato, ma ammette la restituzione all'avente diritto qualora questo sia individuabile

  • art. 323 cod. proc. pen.

    Regola la perdita di efficacia del sequestro in seguito a sentenze di proscioglimento o non luogo a procedere; la Corte osserva che tale disposizione non esaurisce il principio generale sulla restituzione all'avente diritto

  • art. 322 cod. proc. pen.

    Indica i soggetti legittimati a proporre appello cautelare; la giurisprudenza e la Corte riconoscono titolo anche a chi vant i il diritto alla restituzione del bene

  • art. 322-bis cod. proc. pen.

    Nel menzionare i legittimati all'impugnazione, include accanto al soggetto sequestrato anche quello che avrebbe diritto alla restituzione, rafforzando l'idea che l'avente diritto è parte interessata

  • art. 324, comma 8, cod. proc. pen.

    «il giudice del riesame, nel caso di contestazione della proprietà, rinvia la decisione della controversia al giudice civile, mantenendo il sequestro»

    Se vi è contestazione seria sulla proprietà, il giudice penale deve rinviare la questione al giudice civile e mantenere il vincolo; ciò impedisce la restituzione a terzi prima della decisione civile

  • art. 262 cod. proc. pen.

    Riguarda il sequestro probatorio: anche per tale sequestro la restituzione, quando disposta, deve avvenire in favore dell'avente diritto, salvo contestazione sulla proprietà da rimettere al giudice civile

  • art. 263 cod. proc. pen.

    Prevede che, in caso di contestazione della proprietà nelle procedure relative al sequestro probatorio, il giudice debba rimettere la controversia al giudice civile e mantenere il sequestro

  • art. 1161 cod. nav.

    Norma penale relativa al fatto per cui è stato disposto il sequestro preventivo; citata per contestualizzare il procedimento

Massime di principio

  • La revoca del sequestro disposta dal pubblico ministero può comportare la restituzione del bene all'avente diritto (che può essere persona diversa dal sequestratario) se il diritto risulta dimostrato.
  • Se sussiste una controversia seria e non ancora decisa in ordine alla titolarità del bene, il giudice penale deve rimettere la questione al giudice civile e mantenere il sequestro fino alla decisione civile; in tal caso la restituzione a terzi non è possibile.
  • Il termine "interessato" nelle norme sul sequestro è ampio: legittima sia il sequestratario sia l'avente diritto a impugnare o a chiedere il riesame del provvedimento.
  • Il pubblico ministero può prendere atto della sussistenza del diritto di terzi e disporre la restituzione, ma solo se la pretesa dell'avente diritto non è seriamente contestata; in caso di contestazione fondata la revoca è illegittima.
  • La valutazione del periculum in mora collegato allo spossessamento dell'indagato dipende anche dall'individuazione dell'avente diritto; l'incertezza sulla titolarità può giustificare il mantenimento del sequestro.
  • In pratica, prima di disporre restituzioni in favore di terzi è necessario verificare l'assenza di una seria controversia sulla proprietà o, se esistente, rimandare la decisione al giudice civile mantenendo il vincolo cautelare.

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