Ordinanza n. 4477/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: sentenza del TAR Campania che aveva respinto il ricorso contro un'ordinanza comunale di demolizione e ripristino relativa ad ampliamenti e mutamenti di destinazione d'uso di unità immobiliari
Esito
La controversia
La proprietaria ha appellato la sentenza del TAR Campania che aveva respinto l'impugnazione dell'ordinanza di demolizione adottata dal Comune di Caserta nel 2017. L'ordinanza riguardava difformità riscontrate al piano terra del fabbricato, consistenti nella presenza di due unità abitabili ampliate in volume e superficie e destinate ad abitazione anziché a negozi secondo il progetto autorizzato, nonché opere relative alle pertinenze. L'appellante ha dedotto di essere estranea alla realizzazione degli abusi, dei quali avrebbe avuto conoscenza solo dopo l'acquisto dell'immobile; ha inoltre rappresentato di avere presentato un progetto di sanatoria nel 2009 senza ricevere un tempestivo riscontro, lamentando che il Comune avesse adottato l'ordine di demolizione solo nel 2017, dopo il sopralluogo del 2009. I motivi d'appello hanno riguardato la violazione degli artt. 3 e 21 della l. 241/1990, il difetto di motivazione e di istruttoria, l'erroneità dei presupposti e la non corretta applicazione del d.P.R. 380/2001; la violazione dell'art. 36 del d.P.R. 380/2001 per la mancata definizione del procedimento relativo alla sanatoria; l'erronea valutazione della documentazione; la necessità di una preventiva valutazione ai fini dell'applicazione dell'art. 34 del d.P.R. 380/2001; il travisamento, il difetto dei presupposti e l'omessa ponderazione della complessa situazione, poiché la demolizione del piano terra avrebbe potuto compromettere la statica dell'intero fabbricato e avrebbe dovuto eventualmente essere sostituita dalla sanzione pecuniaria. Nel giudizio d'appello il Comune, benché ritualmente citato, non si è costituito.
La decisione
Il Consiglio di Stato non ha definito il merito dell'appello. Ha rilevato che l'ordinanza comunale richiamava un diniego della sanatoria del 2011 senza ulteriori argomentazioni e non chiariva adeguatamente se la demolizione fosse limitata al solo piano terra. Ha considerato non implausibile che interventi demolitori riguardanti tale piano potessero incidere negativamente sulla statica dell'intero fabbricato. Per questa ragione ha disposto una verificazione volta ad accertare con il massimo grado di certezza le condizioni attuali del manufatto e i rischi connessi all'esecuzione della demolizione. Nell'ambito della verificazione, il Comune potrà anche riesaminare il progetto di sanatoria presentato nel 2009 e valutare soluzioni alternative compatibili con la parziale conservazione dello stato esistente, tenendo conto della natura e dell'entità degli interventi, della loro realizzazione da parte di terzi e della circostanza che una parte rilevante dei volumi risulta autorizzata, sebbene per una diversa destinazione. I verificatori comunali hanno chiesto una proroga di novanta giorni per carenza di organico; il Collegio ha accolto la richiesta limitandola a sessanta giorni, decorrenti dalla notificazione dell'ordinanza ai verificatori, confermando le modalità già stabilite per la verificazione e per la partecipazione dell'appellante. La causa è stata rinviata all'udienza del 17 novembre 2026 e le spese sono state riservate alla decisione definitiva.
Norme richiamate
artt. 3 e 21 l. 241/1990
Norme richiamate dall'appellante in relazione agli obblighi e ai presupposti dell'azione amministrativa, al difetto di motivazione e agli effetti dell'atto.
art. 36 d.P.R. 380/2001
Richiamato dall'appellante per sostenere l'illegittimità dell'ordine di demolizione in assenza di una definizione effettiva del procedimento di sanatoria.
art. 34 d.P.R. 380/2001
Richiamato in relazione alla possibilità di sostituire la demolizione con una sanzione pecuniaria quando la rimozione dell'abuso non possa avvenire senza pregiudicare la parte conforme dell'edificio o la stabilità del manufatto; il Collegio ha ritenuto necessaria una verificazione sulla statica e sui rischi della demolizione.
Massime di principio
- Quando l'esecuzione di un ordine di demolizione può compromettere la statica dell'intero fabbricato, il giudice può disporre una verificazione tecnica sulle condizioni attuali del manufatto e sui rischi concreti dell'intervento prima di definire il merito dell'impugnazione.
- Un'ordinanza di demolizione deve individuare con sufficiente chiarezza gli interventi da rimuovere e le modalità dell'azione ripristinatoria; l'incertezza sull'estensione della demolizione può rendere necessaria un'istruttoria giudiziale integrativa.
- Nel valutare la possibilità di soluzioni alternative alla demolizione, l'amministrazione può essere chiamata a considerare la natura e l'entità degli interventi, la concreta incidenza dell'abuso sulla struttura, la parziale preesistenza di volumi autorizzati per altra destinazione e l'eventuale realizzazione degli interventi da parte di soggetti diversi dall'attuale proprietario.
- La verificazione disposta dal giudice amministrativo deve svolgersi nel contraddittorio con la parte interessata, mediante trasmissione di uno schema di relazione, possibilità di osservazioni e deposito della relazione definitiva.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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