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Legge

L.R. Campania 8/2003

Realizzazione, organizzazione, funzionamento delle Residenze Sanitarie Assistenziali Pubbliche e Private - RR.SS.AA. [...]

Normativa regionaleL.R. Campania 8/2003

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La legge campana disciplina realizzazione, organizzazione, accesso, accreditamento, vigilanza e finanziamento delle residenze sanitarie assistenziali e dei centri/alloggi protetti per anziani non autosufficienti, disabili e persone con demenza. Prevede regole transitorie per la trasformazione delle case protette. In vigore dal giorno successivo alla pubblicazione nel BURC.

Realizzazione e disciplina delle RR.SS.AA. e delle strutture residenziali per disabili e persone con demenza in Campania

Disciplina delle residenze sanitarie assistenziali e delle strutture per disabili e demenza

La legge della Campania regola la rete delle strutture residenziali e semiresidenziali socio-sanitarie per anziani non autosufficienti, disabili e cittadini affetti da demenza. Definisce requisiti, accesso, organizzazione, finanziamento, vigilanza e regime transitorio, nel quadro della programmazione sanitaria e sociale regionale.

Ambito di applicazione e finalità

Il provvedimento si applica sul territorio della Regione Campania e attua gli interventi previsti dalla normativa statale e regionale richiamata in materia di assistenza residenziale e semiresidenziale. La disciplina mira a creare una rete integrata di servizi che riduca l’ospedalizzazione impropria e assicuri continuità assistenziale tra ospedale, territorio e domicilio.

Anziani non autosufficienti: nozione e funzioni delle RR.SS.AA.

Le RR.SS.AA. e le strutture semiresidenziali costituiscono strutture socio-sanitarie extraospedaliere finanziate dal fondo sanitario e dai comuni secondo la programmazione richiamata dalla legge. Le residenze offrono assistenza medica, infermieristica e riabilitativa di livello medio, integrata da assistenza tutelare e alberghiera di livello elevato. Le strutture concorrono, insieme all’assistenza domiciliare integrata, alla rete territoriale per ultrasessantacinquenni non autosufficienti o ad alto rischio di non autosufficienza.

Requisiti strutturali e modalità di accesso per anziani

Le RR.SS.AA. per anziani non autosufficienti e per disabili devono rispettare i requisiti strutturali, tecnologici e organizzativi minimi indicati dalla normativa statale e dalla deliberazione regionale richiamata. Il centro diurno anziani è la struttura semiresidenziale territoriale per anziani e può comprendere un centro diurno Alzheimer per soggetti con demenza. L’accesso avviene su proposta del medico di medicina generale, previa valutazione multidimensionale e presa in carico da parte dell’unità distrettuale competente, integrata con la componente sociale; le modalità operative devono essere disciplinate da linee guida regionali adottate entro 120 giorni dall’entrata in vigore.

Criteri di ospitalità e tipologie di utenti anziani

Gli anziani sono ospitati nella tipologia più idonea in base ai bisogni prevalenti e alla valutazione distrettuale. Le strutture si distinguono tra:

  • strutture sociali per anziani autosufficienti, disciplinate dalle leggi regionali previgenti;
  • strutture socio-sanitarie assistenziali RR.SS.AA. per anziani non autosufficienti, organizzate in nuclei autonomi fino a 20 ospiti. Sono previsti ricoveri episodici, ricoveri brevi per decompressione familiare non oltre 30 giorni e ricoveri lunghi per situazioni non diversamente governabili.

Caratteristiche strutturali e organizzative delle RR.SS.AA.

Le residenze devono essere organizzate per nuclei, con area residenziale, servizi di nucleo, spazi per vita collettiva, servizi sanitari e servizi generali. La localizzazione è preferibilmente in aree urbanizzate, ben collegate e non isolate; sono favoriti interventi di ristrutturazione o riconversione di edifici esistenti, anche nei centri storici. Gli standard dimensionali prevedono moduli di circa 20 posti, fino a un massimo di 6 moduli e 120 ospiti; uno dei moduli può essere riservato alla degenza a termine e, per le demenze, sono previsti moduli specifici. Le prestazioni includono anche assistenza psicologica, dietetica, riattivazione psicosociale, animazione e integrazione con il contesto familiare e sociale.

Accreditamento, albo e vigilanza per anziani

Tutte le strutture sono soggette ad autorizzazione e accreditamento istituzionale. È istituito presso la Giunta regionale l’albo delle RR.SS.AA. accreditate e quello dei centri diurni per anziani e Alzheimer. La vigilanza è esercitata da Regione, ASL e comuni secondo le rispettive competenze; un regolamento di gestione tipo deve essere definito entro 120 giorni dall’entrata in vigore.

Tariffe, riparto degli oneri e tutela economica degli ospiti anziani

Le diarie giornaliere sono aggiornate annualmente con delibera, distinguendo i diversi gradi di autosufficienza e la presenza di demenza. Gli oneri sanitari a rilevanza sociale e socio-sanitaria ad alta integrazione sono a carico del fondo sanitario regionale; le prestazioni alberghiere e quelle sociali a rilevanza sanitaria sono a carico dei comuni di residenza storica o di ricovero, secondo i piani di zona. Agli ospiti va garantita una quota di reddito pari alla pensione sociale per esigenze personali; nei casi di grave compromissione psichica l’ASL promuove la nomina di un tutore esterno.

Programmazione, riconversione e norme transitorie per le case protette

La Giunta regionale approva i programmi di realizzazione delle RR.SS.AA. e individua le strutture ospedaliere da riconvertire. Può autorizzare, in presenza dei requisiti, la riconversione in RR.SS.AA. delle case di cura che ne facciano domanda entro un anno. La legge prevede un forte regime transitorio per le vecchie case protette: entro 6 mesi non possono accogliere nuovi non autosufficienti; entro 1 anno possono ospitare solo anziani totalmente autosufficienti; entro 18 mesi devono essere reiscritte nelle altre tipologie riservate agli autosufficienti; entro 24 mesi sono cancellate dall’albo, con revoca dell’autorizzazione e chiusura.

Strutture per disabili: tipologie e accesso

Per i disabili la legge distingue presidi residenziali e semiresidenziali in base al livello di assistenza sanitaria richiesto. Tra le strutture a rilevanza sociale e sanitaria sono previste comunità alloggio assistite, comunità alloggio protette e centri residenziali con ospitalità temporanea o programmata. I presidi ad elevata rilevanza sanitaria comprendono le strutture di riabilitazione già esistenti e le RR.SS.AA. semiresidenziali per disabili. L’accesso avviene mediante progetto individuale; per le prestazioni ad elevata rilevanza sanitaria si applicano le linee guida regionali di settore.

Organizzazione, prestazioni e ricoveri temporanei per disabili

Le RR.SS.AA. per disabili sono strutture extraospedaliere integrate nella rete assistenziale territoriale, destinate a disabili fisici, psichici e neurosensoriali non autosufficienti e non assistibili a domicilio. Forniscono assistenza medica, infermieristica, dietologica, psicologica, riabilitativa e tutela personale, oltre a socializzazione e rapporti costanti con famiglia, enti locali e servizi territoriali. È obbligata la previsione del 10% dei posti per ricoveri temporanei, di norma non superiori a un mese, per specifiche situazioni di bisogno familiare, emergenza sociosanitaria o dimissione protetta. Per alcuni ricoveri temporanei gli oneri sono integralmente a carico del fondo sanitario regionale per un mese.

Accreditamento, contingenti di posti e requisiti per i disabili

Le RR.SS.AA. per disabili possono essere gestite da soggetti pubblici o privati. Nella fase iniziale il numero complessivo dei posti letto è fissato allo 0,35 per mille abitanti. La Giunta regionale può trasformare istituti di riabilitazione e altre strutture accreditate in RR.SS.AA. o in comunità alloggio protette e centri residenziali, con priorità per le domande già presentate. Entro 90 giorni dall’entrata in vigore la Giunta definisce i requisiti per l’albo regionale, i requisiti per l’accreditamento istituzionale, gli standard organizzativi e di personale, le tariffe di riferimento e le modalità di liquidazione.

Alloggi protetti per persone con demenza

Nell’ambito delle strutture per disabili sono istituiti gli alloggi protetti per cittadini affetti da demenza, destinati a piccoli nuclei di 8-20 ospiti non assistibili a domicilio nella fase avanzata della malattia e già usciti dal percorso terapeutico-riabilitativo. Si tratta di strutture della rete territoriale ad elevata integrazione sanitaria, con assistenza continuativa, monitoraggio dello stato di salute, nursing assistenziale elevato e assistenza infermieristica media.

Prestazioni, gestione e finanziamento degli alloggi protetti per demenza

Gli alloggi protetti erogano assistenza infermieristica, dietologica, tutelare e alla persona, attività di socializzazione, e interventi specialistici e riabilitativi su richiesta del direttore sanitario. Sono garantite anche assistenza medica di base, farmaceutica, collegamenti con emergenza, specialistica ambulatoriale e interventi sociali. La gestione può essere pubblica o privata; nella fase iniziale il contingente autorizzabile è pari allo 0,10 per mille abitanti per provincia. La spesa è ripartita tra ASL, comune e utente secondo il progetto individuale, con disciplina tariffaria rinviata a quella prevista per le RR.SS.AA.

Norma finanziaria e decorrenza

Gli oneri della legge gravano sulle risorse del bilancio regionale per la componente sanitaria, mentre la componente sociale resta a carico dei comuni e dell’utenza secondo le modalità di recepimento dei LEA stabilite con successivi provvedimenti. La legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il giorno successivo alla pubblicazione nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania.

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