Sentenza n. 393/2026 - Salerno, Sezione 2
per l'annullamento A. dell'ordinanza n. 125 (reg. gen. n. 322) del 10.11.2022, del II Settore del Comune di Cava de' Tirreni, notificata in data 16.11.2022, con la quale si è ordinata la demolizione delle “abuso edilizio realizzato in via San Martino n. 3” e il ripristino dello stato dei luoghi; B. di ogni atto anteriore, successivo, preordinato, connesso e consequenziale che comunque possa ledere gli interessi della ricorrente.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse. La dichiarazione della ricorrente, attestante il venir meno dei motivi ostativi e la volontà di dare esecuzione all'ordinanza di demolizione, ha fatto venir meno l'interesse attuale alla decisione di annullamento. La natura formale della decisione ha giustificato la compensazione integrale delle spese di lite.
Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a un abuso edilizio
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato l'ordinanza n. 125 del 10 novembre 2022, notificata il 16 novembre 2022, con la quale il Comune di Cava de' Tirreni aveva ordinato la demolizione di un abuso edilizio sito in via San Martino n. 3 e il ripristino dello stato dei luoghi, chiedendo altresì l'annullamento di ogni atto connesso e consequenziale. Il testo della sentenza non espone specifici motivi di illegittimità dedotti contro l'ordinanza. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato in data 29 gennaio 2026 che, essendo venuti meno i motivi ostativi, intende dare esecuzione all'ordinanza.
Norme richiamate
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
Richiamato in relazione allo svolgimento dell'udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato; il testo non attribuisce alla disposizione una specifica funzione nella motivazione della decisione.
Massime di principio
- La sopravvenuta dichiarazione del ricorrente di voler dare esecuzione al provvedimento amministrativo impugnato, in quanto fondata sul venir meno dei motivi ostativi, può determinare il venir meno dell'interesse attuale alla decisione e comportare l'improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.
- Quando il giudizio diviene improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse e la decisione ha natura meramente formale, il giudice può compensare integralmente le spese di lite.
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