Sentenza n. 249/2026 - C.g.a.r.s, Sezione 1
per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per la Sicilia (Sezione Seconda) n. 142/2025, resa tra le parti
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Sentenza del TAR Sicilia, Sez. II, n. 142/2025, nella parte in cui aveva respinto i motivi aggiunti contro l'ordinanza contingibile e urgente n. 36 del 28 dicembre 2022
Esito
Favorevole al ricorrente (regione)
Prevale l’amministrazione
La controversia
Il Comune di Santa Flavia aveva adottato, ai sensi dell'art. 54, comma 4, TUEL, una prima ordinanza contingibile e urgente, n. 30 dell'11 ottobre 2022, dichiarando inagibile un immobile e ordinando all'Assessorato regionale e all'IPAB proprietaria o titolare del bene di realizzare le opere necessarie alla messa in sicurezza. Dopo l'inottemperanza, il Sindaco aveva adottato la seconda ordinanza n. 36 del 28 dicembre 2022, indirizzata esclusivamente all'Assessorato regionale, ordinandogli di nominare entro quindici giorni un commissario incaricato di eseguire le opere. Il TAR aveva annullato la prima ordinanza ma respinto i motivi aggiunti contro la seconda. L'Assessorato ha appellato tale capo della sentenza, deducendo la violazione dei presupposti dell'art. 54 TUEL, del principio di legalità e del riparto delle competenze tra enti pubblici, nonché l'illegittimità dell'uso del potere extra ordinem per imporre alla Regione l'esercizio dei poteri di vigilanza e sostitutivi sulle IPAB. In particolare, è stata contestata la possibilità di reiterare l'ordine nei confronti di un soggetto diverso dopo l'inottemperanza del destinatario originario e di utilizzare un'ordinanza contingibile e urgente per sollecitare un ente sovraordinato, quando erano disponibili rimedi amministrativi e giurisdizionali ordinari.
La decisione
Il CGARS ha rilevato che il capo della sentenza relativo all'annullamento dell'ordinanza n. 30/2022 era passato in giudicato, non essendo stato impugnato dal Comune. Ha quindi esaminato la sola legittimità dell'ordinanza n. 36/2022. L'appello è stato accolto perché mancava il requisito della contingibilità. Le ordinanze contingibili e urgenti presuppongono un pericolo effettivo o potenziale, non fronteggiabile con rimedi ordinari, e un'urgenza tale da rendere non differibile l'intervento; è sufficiente la mancanza di uno dei due presupposti per determinare l'illegittimità dell'atto. Nel caso concreto, il Comune avrebbe potuto sollecitare l'Assessorato, competente alla vigilanza sulle IPAB, mediante un'apposita istanza e, in caso di diniego o inerzia, ricorrere al giudice amministrativo per ottenere rispettivamente l'annullamento del diniego o la condanna a provvedere, anche mediante tutela cautelare. Il potere extra ordinem non può essere utilizzato per eludere tali rimedi, né per imporre a un ente sovraordinato l'esercizio delle proprie competenze. Inoltre, l'inottemperanza del destinatario originario non consente di reiterare gradualmente l'ordinanza nei confronti di soggetti ulteriori e più lontani dalla titolarità del bene, in assenza di specifiche posizioni di garanzia previste dall'ordinamento. L'ordinanza n. 36/2022 è stata pertanto annullata. Il Comune è stato condannato alle spese del doppio grado, liquidate in 6.000 euro, oltre rimborso forfettario del 15% e dei contributi unificati.
Norme richiamate
art. 54 d.lgs. 267/2000
«i presupposti per l'adozione dell'ordinanza contingibile e urgente» richiedono contingibilità e urgenza
Il potere sindacale extra ordinem richiede cumulativamente l'assenza o l'inadeguatezza di rimedi tipici, un pericolo irreparabile e imminente, l'impossibilità di differire l'intervento, nonché provvisorietà, temporaneità e proporzionalità della misura.
art. 50 d.lgs. 267/2000
Il potere di ordinanza contingibile e urgente disciplinato dalla disposizione è soggetto, come quello dell'art. 54 TUEL, ai presupposti cumulativi di contingibilità e urgenza.
art. 6 D.A. n. 21/GAB del 5 marzo 2020
Individua nell'Assessorato regionale competente l'amministrazione titolare dei poteri di vigilanza sulle IPAB rilevanti nella controversia.
art. 97 Cost.
È richiamato tra i parametri dedotti nel ricorso di primo grado, ma la decisione fonda specificamente l'accoglimento sulla violazione dei presupposti del potere extra ordinem e del riparto legale delle competenze.
Massime di principio
- Il potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti può essere esercitato soltanto quando ricorrano congiuntamente la contingibilità, intesa come assenza o inadeguatezza di rimedi ordinari tempestivamente efficaci, e l'urgenza, intesa come impossibilità materiale di differire l'intervento senza pregiudicare l'interesse pubblico; la carenza anche di uno solo dei due presupposti rende illegittima l'ordinanza.
- Le ordinanze contingibili e urgenti non possono essere utilizzate per eludere i rimedi amministrativi e giurisdizionali ordinari disponibili nei confronti dell'amministrazione competente, né per imporre a un ente sovraordinato l'esercizio delle funzioni attribuitegli dalla legge.
- Il potere extra ordinem non consente di superare o alterare il riparto legale delle competenze tra enti pubblici. Un intervento sostitutivo è legittimo soltanto se previsto e disciplinato da una norma primaria attributiva dello specifico potere.
- Dopo l'inottemperanza del destinatario originario di un'ordinanza contingibile e urgente, l'amministrazione non può reiterare gradualmente il medesimo ordine nei confronti di soggetti ulteriori e più lontani dalla titolarità del bene, salvo che l'ordinamento preveda in capo a tali soggetti specifiche posizioni di garanzia rispetto all'obbligo imposto.
- L'inottemperanza del proprietario o del titolare di un diritto reale di godimento non legittima, di per sé, l'individuazione di ulteriori destinatari dell'ordinanza; l'amministrazione deve, nei limiti previsti dalla legge, procedere all'esecuzione d'ufficio in danno dell'obbligato originario oppure utilizzare gli strumenti ordinari e giurisdizionali disponibili.
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