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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5741/2023 del 10/02/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorso mirava a impugnare l'ordinanza del Tribunale del riesame di Latina del 13/9/2022, che aveva riformato il provvedimento del G.i.p. e disposto il sequestro preventivo dei beni della societa TOP CARS FONDI s.r.l. e, in subordine, dei beni del suo legale rappresentante Campagnolo. I principali motivi erano: (1) tardività dell'appello del pubblico ministero (violazione artt. 310, comma 2 e 322-bis c.p.p.), con la tesi che non vi sarebbe stato novum a giustificare l'appello; (2) carenza di fumus e di esigenze cautelari, ossia mancata valutazione della documentazione prodotta dall'indagato sulla regolarità delle operazioni, tracciabilità dei pagamenti e mancata consapevolezza della natura di "cartiera" della controparte; (3) mancata o insufficiente motivazione sul profilo soggettivo del reato (art. 2 d.lgs. 74/2000) e applicazione errata dell'art. 321 c.p.p.; (4) motivazione apparente o insufficiente in ordine al periculum in mora (art. 125, comma 3 c.p.p.), sia rispetto alla natura/quantità dei beni aggredibili sia alla personalità dell'indagato (assenza di precedenti).

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso in tutte le sue parti. Sul primo motivo ha ritenuto la censura generica e di mero merito e ha osservato che non risulta che l'eccezione di tardività fosse stata sollevata in udienza né che il ricorso avesse spiegato in che cosa mancasse il "novum" indicato nell'atto d'appello (la nota della Guardia di Finanza del 15/7/2022 è stata richiamata nel procedimento). Sul secondo e correlati motivi la Corte ha dichiarato inammissibili le doglianze che in realtà attaccavano la valutazione di merito e la motivazione del Tribunale, richiamando il limite dell'art. 325 c.p.p. che ammette la cassazione per le misure reali solo per violazione di legge. Quanto al merito, la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente motivato la sussistenza del fumus del reato di cui al d.lgs. 74/2000, facendo richiamo agli accertamenti investigativi che avevano individuato il meccanismo di frode carosello e il ruolo della "cartiera" L'Alternativa s.r.l., con vantaggio finale per TOP CARS. Anche il periculum è stato ritenuto sufficientemente motivato: ingenti debiti tributari della TOP CARS, inattività nei bilanci recenti, successione/continuità gestionale tra societa e rilevabile rischio di dispersione del patrimonio. Pertanto il ricorso è stato rigettato e il ricorrente condannato alle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 310, comma 2, cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente in relazione ai termini processuali per proporre impugnazione; la Corte ha ritenuto che la doglianza fosse generica e non provata, quindi non idonea a fondare l'ammissibilità del motivo in Cassazione.

  • art. 322-bis, cod. proc. pen.

    Richiamato in connessione con i termini e le modalita' dell'impugnazione; la Corte ha considerato la contestazione sulla tardività come mera censura di merito, priva di elementi concreti nel ricorso.

  • art. 2, d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74

    Norma sostanziale che disciplina i reati tributari (tra cui l'utilizzo di fatture per operazioni inesistenti). La Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse adeguatamente riscontrato il "fumus" sulla base degli accertamenti investigativi e della ricostruzione della frode carosello.

  • art. 321, cod. proc. pen.

    Richiamato dal ricorrente con riferimento alla valutazione dell'elemento soggettivo; la Corte ha considerato la censura come un'attacco di merito sulla motivazione e non una violazione di legge suscettibile di esame in Cassazione.

  • art. 125, comma 3, cod. proc. pen.

    Norma in tema di periculum in mora per i provvedimenti cautelari reali; la Corte ha ritenuto che il Tribunale avesse fornito motivazione congrua in ordine al pericolo di dispersione del patrimonio e alla relazione fra res e illecito (debiti tributari, inattività, continuità fra soggetti societari).

  • art. 325, cod. proc. pen.

    Limite dell'impugnazione in Cassazione dei provvedimenti cautelari reali: la Corte ha ricordato che la cassazione e' ammessa essenzialmente per violazione di legge, non per semplici vizi di merito o di apprezzamento della prova.

Massime di principio

  • In Cassazione le doglianze di merito sulla valutazione della prova o sulla congruità motivazionale sono spesso inammissibili se mascherano un semplice contrasto sull'apprezzamento degli elementi probatori: occorre dedurre violazioni di legge specifiche.
  • Le eccezioni processuali di tempestività dell'impugnazione devono essere formulate e documentate con precisione nel grado cui si deducono; una censura generica sulla "tardività" senza puntuali elementi probatori rischia di essere respinta.
  • Nel giudizio cautelare per il sequestro preventivo il Tribunale può valorizzare nuovi elementi investigativi (es. note della Guardia di Finanza) anche se non erano stati considerati nei precedenti provvedimenti, e questo può giustificare l'appello del Pubblico Ministero.
  • Per contestare il fumus e l'elemento soggettivo di reati tributari derivanti da operazioni inesistenti, il resistente deve offrire prove concrete e specifiche che contrastino direttamente gli accertamenti investigativi; mere affermazioni generiche o documenti non contestualizzati possono non essere ritenuti convincenti.
  • La valutazione del periculum nel sequestro preventivo tiene conto non solo della quantità dei beni aggredibili ma anche di indici di rischio di dispersione (debiti tributari, inattività societaria, continuità gestionale fra entità societarie); tali elementi, se adeguatamente motivati, possono giustificare la misura.

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