Cassazione Penale, Sentenza n. 10319/2023 del 10/03/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata per nullità derivante da carenza di competenza funzionale e ha disposto la trasmissione degli atti al Giudice delegato del Tribunale di Genova, ai sensi dell'art. 40 d.lgs. n. 159/2011
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 1/04/2022 che ha rigettato l'istanza di differimento dello sgombero dell'immobile confiscato sito a Castelnuovo Magra, contestando l'erronea applicazione dell'art. 40 d.lgs. n. 159/2011, la manifesta illogicità della decisione e la carenza di competenza funzionale del Tribunale collegiale rispetto alla materia riservata al giudice delegato
Norme richiamate
art. 40 d.lgs. 6 settembre 2011, n. 159 (formulazione ratione temporis)
"Il giudice delegato può adottare, nei confronti della persona sottoposta alla procedura e della sua famiglia, i provvedimenti indicati nell'articolo 47 del regio decreto 16 marzo 1942, n. 267, e successive modificazioni, quando ricorrano le condizioni ivi previste. Nel caso previsto dal secondo comma del citato articolo 47, il beneficiario provvede a sue cure alle spese e agli oneri inerenti all'unità immobiliare ed è esclusa ogni azione di regresso"
Attribuisce la competenza funzionale in via esclusiva al giudice delegato per l'adozione di provvedimenti riguardanti i diritti personali del sottoposto alla procedura e della sua famiglia; il Tribunale collegiale non può adottare tali provvedimenti se non nell'ambito dell'opposizione mediante incidente di esecuzione
art. 47 R.D. 16 marzo 1942, n. 267 (legge fallimentare), comma 2
"La casa di proprietà del fallito, nei limiti in cui è necessaria all'abitazione di lui e della sua famiglia, non può essere distratta da tale uso fino alla liquidazione delle attività"
Norma richiamata per i provvedimenti a tutela del diritto di abitazione; in materia di misure di prevenzione tale tutela viene esercitata dal giudice delegato ai sensi dell'art. 40
art. 35 d.lgs. n. 159/2011
Attribuisce all'amministratore giudiziario il compito di custodia, conservazione e amministrazione dei beni sequestrati nell'ambito del procedimento, nel rispetto delle indicazioni del giudice delegato
art. 41, comma 4 d.lgs. n. 159/2011
Stabilisce che i rapporti giuridici connessi all'amministrazione di aziende sequestrate sono regolati, in mancanza di diversa disposizione, dalle norme del codice civile; coerente con la natura civilistica della gestione dei beni sequestrati affidata a giudice delegato e amministratore
Massime di principio
- Le istanze dirette a tutelare diritti personali (es. differimento di sgombero, mantenimento della casa) nel procedimento di prevenzione rientrano nella competenza funzionale del giudice delegato e non possono essere decise dal Tribunale collegiale, salvo nell'ambito dell'opposizione mediante incidente di esecuzione
- Un provvedimento adottato da organo privo di competenza funzionale è affetto da nullità assoluta e può essere annullato in sede di impugnazione, con conseguente trasmissione degli atti al giudice delegato competente
- Nelle contestazioni circa la titolarità o l'utilizzo dell'immobile (proprietà formale vs riconducibilità al soggetto sottoposto a misure), è necessario dedurre e documentare le ragioni sia sul profilo sostanziale (possesso/abitanza/legittimazione) sia su quello procedurale (competenza del giudice delegato)
- Difesa e Procura dovrebbero richiamare l'art. 40 d.lgs. 159/2011 e l'art. 47 legge fall. quando si discute del mantenimento dell'uso abitativo di immobili sottoposti a sequestro/confisca, sottolineando la natura speciale/derogatoria di tali misure e la necessità di garanzie procedurali offerte dal giudice delegato
- Se si ottiene una decisione negativa dal Tribunale collegiale su materia riservata, il rimedio efficace è impugnare per far valere la nullità per incompetenza funzionale e chiedere la trasmissione al giudice delegato
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