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Sentenza

Sentenza del 08/01/2025 n. 80 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

L'appello dell'Agenzia è stato respinto. La Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado ha confermato la sentenza di primo grado: le oggettive condizioni derivanti dal sisma del 2016 e dai conseguenti gravi e imprevedibili ritardi della ricostruzione giustificano il mancato raggiungimento dei ricavi minimi e permettono di superare la presunzione di non operatività ai sensi del comma 4‑quater dell'art. 30. Le spese di lite sono compensate.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale il privato

La controversia

Rimborso IVA annuale 2022 per €405.639,00 negato dall'Ufficio perché la società era ritenuta "non operativa" (società di comodo) ai sensi dell'art. 30, legge 724/1994 per non aver raggiunto nei tre periodi d'imposta le soglie minime di ricavi determinate dalle percentuali del comma 1. La contribuente ha impugnato il diniego sostenendo l'illegittimità e l'infondatezza del rifiuto e la legittimità del credito IVA; i giudici di primo grado hanno accolto il ricorso ritenendo che ricorressero le condizioni di cui al comma 4‑quater dell'art. 30 (situazioni oggettive ed estranee alla volontà dell'imprenditore — evento sismico del 2016 e ritardi burocratici nella ricostruzione) che consentono di superare la presunzione di non operatività anche in assenza di interpello disapplicativo. L'Agenzia ha proposto appello chiedendo la riforma della sentenza.

Norme richiamate

  • art. 30, legge 23 dicembre 1994, n. 724 (società non operative / società di comodo)

    Il comma 4‑quater consente di superare la presunzione di non operatività quando sussistono oggettive situazioni estranee alla volontà dell'imprenditore (es. eventi sismici e ritardi nella ricostruzione) che rendono impossibile il conseguimento dei ricavi; tale disapplicazione può operare anche in assenza di interpello disapplicativo, se adeguatamente comprovata.

  • art. 30, legge 23 dicembre 1994, n. 724

    Il comma 1 fissa le percentuali/soglie di ricavi/minimo reddito utili per individuare la presunzione di non operatività (società di comodo); tali soglie costituiscono il parametro di riferimento che può essere superato con prova di cause oggettive e imprevedibili ai sensi del comma 4‑quater.

Massime di principio

  • La presunzione di non operatività ex art. 30 può essere superata mediante prova di eventi oggettivi, esterni e non imputabili all'imprenditore (es. calamità naturali, ritardi burocratici nella ricostruzione) che rendano impossibile il conseguimento dei ricavi minimi.
  • Non è necessariamente obbligatorio presentare un interpello disapplicativo per ottenere la disapplicazione delle regole sulle società di comodo se la contribuente dimostra fatti oggettivi e imprevedibili che giustificano il mancato raggiungimento dei parametri.
  • Nel valutare la non operatività il giudice esamina la natura degli eventi (prevedibilità, estraneità alla volontà, durata e impatto economico) e la documentazione che li prova; occorre fornire elementi concreti e specifici relativi alle conseguenze sui ricavi.
  • Gli eventi riconducibili a inefficienza o ritardi dell'apparato amministrativo possono integrare cause oggettive valide per superare la presunzione se incidono effettivamente sulla capacità dell'impresa di operare.
  • In controversie che versano su questioni nuove o particolari la compensazione delle spese di lite può essere valutata dal giudice; tuttavia il merito sarà deciso sulla base della prova degli eventi che avrebbero impedito l'attività economica.

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