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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8911/2024 del 29/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Roma del 26/04/2023 che aveva dichiarato l'esito negativo dell'affidamento terapeutico concesso in data 26/01/2021 e aveva disposto l'esecuzione della residua pena a decorrere dal 17/11/2021. Il difensore ha proposto ricorso per cassazione avverso tale ordinanza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto che, in materia di affidamento in prova al servizio sociale, l'impugnazione dell'ordinanza che valuta l'esito della misura alternativa non è il ricorso per cassazione ma l'opposizione ai sensi dell'art. 667, comma 4, c.p.p. Per il principio di conservazione delle impugnazioni, la Corte ha quindi qualificato il ricorso come opposizione e ha disposto la trasmissione degli atti al Tribunale di sorveglianza di Roma per il relativo esame; non è stata decisa la questione di merito sull'esito dell'affidamento.

Norme richiamate

  • art. 667, comma 4, cod. proc. pen.

    art. 667, comma 4, cod. proc. pen.

    Stabilisce che contro l'ordinanza del tribunale di sorveglianza che valuta l'esito della misura alternativa è esperibile l'opposizione davanti allo stesso tribunale; indica la natura procedurale dell'impugnazione competente per le decisioni su esiti delle misure.

  • art. 678, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    art. 678, comma 1-bis, cod. proc. pen.

    Richiama espressamente l'art. 667, comma 4: collegamento normativo che conferma la disciplina specifica delle impugnazioni relative alle misure alternative.

  • art. 666, cod. proc. pen.

    art. 666, cod. proc. pen.

    Prevede le garanzie del contraddittorio camerale cui deve attenersi il tribunale nella trattazione dell'opposizione; implica che l'opposizione si svolge con le forme del contraddittorio anche se in camera di consiglio.

  • Principio di conservazione delle impugnazioni (giurisprudenza)

    Sez. 1, Sentenza n. 38048 del 22/06/2016, Rv. 267643 - 01

    La Corte può, al fine di preservare i diritti delle parti, riqualificare un impugnazione proposta con una formula processuale errata (es. ricorso per cassazione) nella forma sostanzialmente corretta (es. opposizione) e disporre la trasmissione degli atti al giudice competente.

Massime di principio

  • Avverso l'ordinanza del tribunale di sorveglianza che valuta l'esito di un affidamento in prova al servizio sociale la via corretta è l'opposizione ai sensi dell'art. 667, comma 4 c.p.p., non il ricorso per cassazione.
  • Se è stato proposto erroneamente un ricorso per cassazione, la Corte di Cassazione tende a riqualificare l'impugnazione come opposizione e a trasmettere gli atti al tribunale competente (principio di conservazione delle impugnazioni), preservando così i diritti del ricorrente.
  • L'atto di riqualificazione è solo una misura procedurale: non decide il merito sulla sussistenza o meno dell'esito negativo dell'affidamento, che dovrà essere riesaminato dal Tribunale di sorveglianza con le garanzie del contraddittorio camerale.
  • In simili opposizioni è essenziale documentare puntualmente il comportamento del beneficiario (adempimenti, partecipazione ai programmi terapeutici, relazioni degli operatori) e sollevare eventuali vizi procedurali o valutativi, poiché il tribunale rivaluterà gli elementi in sede di opposizione.
  • Il difensore deve curare la qualificazione procedurale dell'impugnazione; in caso di errore formale è opportuno chiedere espressamente la riqualificazione dell'atto e la trasmissione al giudice competente per evitare la perdita del rimedio.

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