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Cassazione Civile, Ordinanza n. 13263/2024 del 14/05/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (parte privata)

La controversia

Nel giudizio di cassazione la parte ricorrente aveva chiesto la decisione del ricorso dopo la comunicazione della proposta di definizione accelerata ex art. 380-bis c.p.c.; successivamente ha depositato istanza di ricusazione del consigliere che aveva redatto la proposta, ritenendo che tale magistrato non potesse poi far parte del collegio giudicante come relatore. La questione è stata sospesa in attesa della decisione delle Sezioni Unite sulla compatibilità tra la funzione di estensore della proposta accelerata e la partecipazione al collegio. Dopo la pronuncia delle Sezioni Unite, che ha escluso l'incompatibilità, la Corte ha esaminato l'istanza e l'ha rigettata. La controparte costituita ha resistito all'istanza e il Pubblico Ministero ha concluso per il rigetto.

La decisione

La Corte, preso atto del principio di diritto enunciato dalle Sezioni Unite secondo cui nel procedimento ex art. 380-bis c.p.c. il consigliere che ha formulato la proposta di definizione accelerata può far parte del collegio e svolgere la funzione di relatore senza incompatibilità ai sensi degli artt. 51 e 52 c.p.c., ha rigettato l'istanza di ricusazione. Ha inoltre disposto la compensazione delle spese in ragione della novità dell'istituto e della questione trattata, escludendo anche la condanna alla pena pecuniaria.

Norme richiamate

  • art. 380-bis c.p.c.

    La proposta di definizione accelerata non ha natura decisoria e non preclude la successiva partecipazione del consigliere al collegio che decide sull'eventuale richiesta di definizione in camera di consiglio.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    La fase di decisione in camera di consiglio a seguito della richiesta del ricorrente non costituisce un giudizio autonomo e distinto rispetto alla proposta accelerata.

  • art. 374, comma 2, c.p.c.

    È richiamato come base per la rimessione della questione alle Sezioni Unite, in ragione della sua particolare importanza.

  • art. 51, comma 1, n. 4 c.p.c.

    Esclude l'incompatibilità del consigliere che ha formulato la proposta, poiché tale attività non integra una precedente valutazione decisoria sul merito.

  • art. 52 c.p.c.

    La ricusazione non è fondata perché non sussiste una causa di incompatibilità del magistrato per avere redatto la proposta accelerata.

  • art. 92 c.p.c.

    La Corte compensa le spese del giudizio in ragione della novità della questione decisa.

  • art. 52 c.p.c.

    Non è applicata la condanna alla pena pecuniaria per la novità della questione giuridica e dell'istituto processuale.

Massime di principio

  • Nel procedimento di cassazione ex art. 380-bis c.p.c., la redazione della proposta di definizione accelerata da parte del presidente di sezione o del consigliere delegato non determina incompatibilità alla partecipazione allo stesso collegio che definisce il giudizio, perché la proposta non ha natura di pronuncia decisoria definitiva.
  • L'istanza di ricusazione non è ammissibile quando si fonda esclusivamente sulla previa formulazione della proposta accelerata, in difetto di una vera situazione di incompatibilità prevista dagli artt. 51 e 52 c.p.c.
  • La decisione collegiale successiva alla richiesta della parte non costituisce una fase autonoma di riesame della proposta, ma la prosecuzione del medesimo giudizio di cassazione.
  • La novità dell'istituto e della questione interpretativa può giustificare la compensazione delle spese e l'esclusione della pena pecuniaria.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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