Cassazione Civile, Sentenza n. 10863/2022 del 04/04/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione di avvisi di accertamento relativi al 2006 con cui l'Ufficio aveva recuperato a tassazione componenti negative di reddito (IRES e IRAP) derivanti da cessioni di rami d'azienda ritenute operazioni elusive nonché IVA indetraibile su costi per prestazioni professionali ritenute non certe e non inerenti. L'Amministrazione contestava la traslazione di minusvalenze latenti generate da Lingotto SPA verso la consolidata ISI, in violazione del divieto di trasferimento soggettivo delle perdite e del termine temporale previsto dall'art. 84 TUIR, e l'elusività dell'operazione ai sensi dell'art. 37-bis d.P.R. n.600/1973; i contribuenti deducevano decadenza per decorrenza dei termini, violazione dei limiti di durata della verifica, l'esistenza di valide ragioni economiche per le ristrutturazioni e la sussistenza delle prestazioni di consulenza giustificanti l'IVA.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il primo, il secondo e il terzo motivo del ricorso principale proposto dall'Agenzia (ossia ha ritenuto errata la decisione della CTR in relazione all'applicabilità del raddoppio dei termini per la denuncia penale, alla motivazione sulle valide ragioni economiche e alla valutazione della traslazione delle perdite), ha rigettato il quarto motivo e ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale delle società (rinuncia implicita per adesione alla definizione agevolata). La sentenza della CTR è stata cassata e la causa rinviata alla Commissione tributaria regionale del Piemonte, in diversa composizione, per nuovo esame anche sulle spese; la Corte ha inoltre dato indicazioni interpretative in ordine all'onere motivazionale e ai presupposti del divieto di trasferimento delle perdite.
Norme richiamate
d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 43
Il raddoppio dei termini di accertamento si applica quando sussiste l'obbligo di denuncia penale per reati tributari; per l'operatività del raddoppio è sufficiente l'esistenza di seri indizi che impongano l'obbligo di denuncia, non è necessario che la denuncia sia effettivamente presentata né che il reato sia definitivamente accertato.
d.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, art. 37-bis
Disciplina antielusiva richiamata dall'Ufficio per censurare l'operazione straordinaria; la Corte richiama l'utilizzo dell'articolo in combinato rispetto alle norme sul consolidato e sulla traslazione delle perdite.
d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 84
Il divieto di traslazione soggettiva delle perdite opera quando la cedente sia incapace di recuperare le perdite (impresa 'devitalizzata'); la verifica della sussistenza del divieto richiede accertamento concreto della vitalità reddituale e organizzativa della cedente.
d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), art. 118
Norme sul consolidato fiscale richiamate in relazione all'uso delle perdite nel gruppo; la Corte richiede verifica rispetto all'eventuale utilizzo elusivo attraverso la fiscal unit.
legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 12, comma 5
Limiti di durata delle operazioni di verifica esaminati dal giudice di merito; la Corte non ha ritenuto fondata la censura sulla violazione dei termini di durata nel caso concreto ma rinvia per ulteriore istruttoria sugli altri profili.
d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 36
Richiamato dai ricorrenti per censure processuali sulla motivazione della sentenza di merito; la Corte valuta la correttezza del sindacato sulla motivazione.
codice di procedura civile, art. 360, primo comma, nn. 3 e 4
Fondamento dei motivi di cassazione: vizio di motivazione (n.4) e violazione di legge/falsa applicazione (n.3); la Corte ha accolto motivi per rilievi di errata interpretazione e difetto motivazionale della CTR.
d.lgs. 15 dicembre 1997, n. 446, art. 11
Richiamato nel ricorso incidentale in relazione a profili impositivi; la Corte ha rilevato l'inammissibilità del ricorso incidentale per sopravvenuto difetto d'interesse.
d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Normativa penale tributaria richiamata in relazione ai reati che legittimano l'obbligo di denuncia e l'eventuale raddoppio dei termini di accertamento.
Massime di principio
- Il raddoppio dei termini di accertamento (art.43 DPR 600/1973) scatta quando sussiste l'obbligo di denuncia penale fondato su seri indizi: non è necessario che la denuncia sia effettivamente proposta né che il reato sia già accertato dal giudice penale.
- La dichiarazione della sussistenza di 'valide ragioni economiche' per operazioni straordinarie richiede motivazione analitica e non può essere una affermazione tautologica; il giudice deve esaminare funditus contenuti, modalità e finalità dell'operazione.
- Il divieto di traslazione delle perdite (art.84 TUIR) va valutato concretamente verificando la 'vitalità' della società cedente: mancanza di requisiti organizzativi o reddituali della cedente può integrare finalità elusiva dell'operazione.
- Sulle riprese IVA per presunti costi non certi o non inerenti occorre valutare la documentazione e la prova dell'effettiva prestazione: il giudice può ritenere provata l'inerenza ove risultino elementi oggettivi che dimostrino l'effettiva esecuzione del servizio.
- Un ricorso incidentale può divenire inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse (ad esempio per adesione a definizioni agevolate); in tal caso non può avere seguito la discussione su questioni sostanziali dedotte con l'incidentale.
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