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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21199/2023 del 18/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza del 07/07/2022 del Tribunale di Nola che, ai sensi dell'art. 444 c.p.p., aveva applicato la pena concordata di 1 anno e 4 mesi per i reati indicati (art. 256‑bis d.lgs. n.152/2006 - capo A; art. 337 c.p. - capo B; art. 4, commi 2 e 3, legge n.110/1975 - capo C) e aveva subordinato il beneficio della sospensione condizionale della pena al ripristino dello stato dei luoghi a carico del ricorrente. Il ricorrente ha dedotto: (i) violazione degli artt. 448, comma 2‑bis c.p.p. e 165 c.p. per l illegittima subordinazione non concordata della sospensione condizionale al ripristino; (ii) vizio di mancata motivazione in ordine alla prognosi di recidiva.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché manifestamente infondato. Ha ritenuto che, secondo la giurisprudenza di legittimità (Sez. U. n. 23400/2022 e precedenti), nell'ambito dell'accordo ai sensi dell'art. 444 c.p.p. l'accordo delle parti sulla sospensione condizionale deve estendersi anche agli obblighi ulteriori connessi; tuttavia, dall'esame degli atti è risultato che il ricorrente e il PM avevano espressamente pattuito la subordinazione della sospensione al ripristino dello stato dei luoghi (verbale d'udienza del 07/07/2022). Il giudice ha quindi ratificato un accordo validamente concluso e i motivi risultano infondati. Per l'inammissibilità del ricorso è stata disposta la condanna alle spese processuali e il versamento di Euro 5.000,00 alla Cassa delle Ammende ex art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 444 cod. proc. pen.

    Disciplina il procedimento per applicazione della pena su richiesta delle parti; l'accordo sulle pene e sui benefici (es. sospensione condizionale) deve comprendere anche eventuali obblighi ulteriori connessi, altrimenti la sospensione non può essere accordata e, se essenziale, l'applicazione della pena va rigettata.

  • art. 448, comma 2‑bis cod. proc. pen.

    Norma processuale richiamata dal ricorrente: impone limiti alla modifica delle condizioni concordate; il giudice non può imporre condizioni non concordate tra le parti nel procedimento ex art. 444, salvo che siano state oggetto di pattuizione.

  • art. 165 cod. pen.

    Regola la sospensione condizionale della pena; nella pratica del procedimento ex art. 444 la possibilità di subordinare la sospensione a obblighi accessori richiede che tali obblighi siano stati pattuiti dalle parti.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede le conseguenze economiche a carico del ricorrente in caso di declaratoria di inammissibilità, con possibilità di imporre il pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende; applicata per fissare la somma di Euro 5.000,00.

  • art. 256‑bis d.lgs. n.152/2006

    Norma sostanziale richiamata come titolo di reato (capo A). Nel procedimento di cui si discute la norma costituisce il reato per cui è stata pattuita la pena, ma la Cassazione non ha esaminato questioni di merito su questo capo.

  • art. 337 cod. pen.

    Norma sostanziale richiamata come titolo di reato (capo B); menzionata nell'ambito della pena concordata, senza ulteriori rilievi di merito da parte della Corte.

  • art. 4, commi 2 e 3, legge n.110/1975

    Norma sostanziale (capo C) relativa a reati connessi alle armi; anch'essa parte della contestazione per la quale era stata pattuita la pena.

  • Sez. U. n. 23400 del 27/01/2022 (Boccardo), nonché Sez. U. n. 10/1993 e n. 5882/1993

    Rv. 283191 - 01; Rv. 194064 - 01; Rv. 193417 - 01

    Giurisprudenza della Corte di Cassazione che stabilisce il principio secondo cui, nel procedimento speciale ex art. 444 c.p.p., l'accordo delle parti deve comprendere anche gli obblighi 'ex lege' connessi alla sospensione condizionale, indicando la loro durata quando prevista; in mancanza di pattuizione su tali elementi la sospensione non può essere concessa e l'applicazione della pena deve essere rigettata.

Massime di principio

  • Nel procedimento di cui all'art. 444 c.p.p. qualsiasi condizione accessoria relativa alla sospensione condizionale deve essere espressamente pattuita dalle parti; il giudice non può imporre unilateralmente obblighi non concordati.
  • Se la concessione della sospensione condizionale è essenziale per l'accordo sulla pena, l'assenza di pattuizione sugli obblighi accessori comporta l'impossibilità di ratificare l'accordo e può determinare il rigetto dell'applicazione della pena.
  • La Corte di Cassazione verifica dagli atti (es. verbale d'udienza) se esiste effettivamente la pattuizione richiesta: quando l'accordo è documentato, il giudice può legittimamente ratificarlo e il ricorso del condannato è manifestamente infondato.
  • Nelle impugnazioni che deducono carenze processuali relative a patti o condizioni è cruciale produrre o indicare elementi probatori (verbali, verbali d'udienza) che dimostrino l'assenza di pattuizione; in mancanza la tesi è debole.
  • Le censure sulla mancata o insufficiente motivazione circa la prognosi di recidiva devono essere specifiche e fondate: se il giudice ha dato motivazione adeguata, il motivo sarà respinto; al contrario la carenza motivazionale può costituire profilo idoneo a far accogliere il ricorso.
  • In caso di ricorso dichiarato inammissibile come manifestamente infondato il ricorrente può essere condannato alle spese e al versamento di una somma alla Cassa delle Ammende ex art. 616 c.p.p., con entità commisurata alle ragioni della declaratoria.

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