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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 33964/2025 del 16/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Napoli che aveva revocato l'ordine di demolizione di una sopraelevazione di circa 135 mq, sostenendo vizi di motivazione e violazione di legge: il Tribunale avrebbe erroneamente ritenuto formato un silenzio-assenso o comunque la condonabilità delle opere senza effettuare i necessari accertamenti amministrativi e tecnico-volumetrici (in particolare la verifica della volumetria condonabile rispetto al limite del 30% della cubatura preesistente) e senza considerare la nota comunale del 4/4/2017 che indicava la mancata definizione della pratica per carenza documentale. Inoltre è stato contestato il trattamento del permesso in sanatoria come elemento determinante senza un effettivo controllo della legittimità del titolo sopravvenuto.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il procedimento al Tribunale di Napoli, giudice dell'esecuzione, per un nuovo esame. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale contraddittoria e insufficiente: il giudice del rinvio aveva limitato il controllo alla sola verifica del versamento dell'oblazione e al rilevamento formale del permesso in sanatoria, omettendo di valutare gli altri requisiti indicati dalla giurisprudenza (tempestività della domanda, effettiva ultimazione dei lavori nei termini, tipologia e dimensioni volumetriche, assenza di cause di non condonabilità, influssi della comunicazione comunale sulla definizione della pratica). Per tali ragioni è stato disposto il rinvio per un nuovo giudizio volto a compiere quegli accertamenti.

Norme richiamate

  • d.l. 30 settembre 2003, n. 289, convertito con modificazioni dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, art. 32

    art. 32 del d.l. 30 settembre 2003, n. 289, conv. legge 24 novembre 2003, n. 326

    La presentazione della domanda di condono ai sensi dell'art. 32 sospende l'esecuzione solo se sussistono i presupposti di condonabilità (tempestività, ultimazione lavori entro i termini, tipologia e volumetrie, assenza di cause ostative, versamento dell'oblazione). Il giudice deve accertare concretamente tali condizioni.

  • legge 28 febbraio 1985, n. 47, art. 7

    art. 7 della legge 28 febbraio 1985, n. 47

    La sospensione dell'esecuzione in attesa di sanatoria può essere disposta solo se sia ragionevolmente prevedibile, in breve tempo, l'adozione di un provvedimento amministrativo o giurisdizionale che si ponga in insanabile contrasto con l'ordine di demolizione; pertanto il giudice dell'esecuzione ha il dovere di valutare la concreta prevedibilità di tale esito.

Massime di principio

  • Il permesso in sanatoria non determina automaticamente la revoca dell'ordine di demolizione: il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità del titolo sopravvenuto e la concreta incompatibilità con l'ordine di demolizione.
  • Il giudice deve accertare tutti i presupposti della condonabilità: tempestività della domanda, effettiva ultimazione dei lavori entro i termini, natura dell'intervento e dimensioni volumetriche (con controllo, ove rilevante, del limite percentuale come il 30% della cubatura preesistente), assenza di cause di non condonabilità, e avvenuto versamento dell'oblazione e degli oneri.
  • Non si può desumere un silenzio-assenso senza considerare le comunicazioni e le richieste istruttorie dell'amministrazione comunale: eventuali note di integrazione documentale impediscono di ritenere definita la pratica.
  • La motivazione deve essere congrua e non contraddittoria: l'omissione di accertamenti essenziali (es. calcolo volumetrico, verifiche documentali) comporta annullamento e rinvio per nuovo giudizio.
  • Per la parte interessata è determinante produrre/documentare preventivamente tutti gli elementi amministrativi e tecnici (permessi, attestazioni comunali, ricevute di pagamento, calcolo delle volumetrie) per consentire al giudice dell'esecuzione un controllo completo della legittimità del titolo in sanatoria.

Testo integrale

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