Cassazione Penale, Sentenza n. 40484/2025 del 16/12/2025
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza di assoluzione per contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione: il Tribunale aveva ritenuto carenti le indicazioni temporali e insufficienti le prove a carico nonostante l'imputazione riportasse date (5/9/2018 e 21/9/2018) e numerose deposizioni che riferivano vendite non fatturate, sottofatturazioni, prelievi di merce per uso familiare e riscossione di denaro in nero. Il ricorrente ha censurato la svalutazione contraddittoria delle dichiarazioni di più testi (tra cui A. Amico, S. Ferreri, R. Ferreri, C. Stabile, A. Calvanese, A. Arduini) e l'illogica conclusione del Tribunale secondo cui potevano essersi verificati pagamenti postumi non documentati.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato la novellazione normativa che autorizza il pubblico ministero a proporre ricorso per cassazione contro le sentenze di proscioglimento nei casi previsti, ha censurato le lacune e le aporie della motivazione del Tribunale (valutazione contraddittoria delle prove, mancata considerazione dell'interversio possessionis e dell'idoneità delle dichiarazioni testimoniali a dimostrare l'appropriazione), ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Frosinone in diversa composizione. Decisione resa a Roma il 29 ottobre 2025.
Norme richiamate
art. 611, comma 1-bis, cod. proc. pen.
Riferimento procedurale: il giudizio è stato trattato con contraddittorio cartolare ai sensi di tale norma
art. 593, comma 2, cod. proc. pen. (modificato dalla legge 9 agosto 2024, n. 114)
art. 2, comma 1, lett. p) legge 9 agosto 2024, n. 114
La modifica ha esteso la possibilità per il pubblico ministero di proporre ricorso per cassazione avverso sentenze di proscioglimento per i reati indicati nell'art. 550 (per pronunce successive al 25/08/2024), consentendo di dedurre tutti i motivi di cui all'art. 606 c.p.p.
art. 550, commi 1 e 2, cod. proc. pen.
Individuazione delle sentenze/reati per i quali trova applicazione la possibilità di impugnazione da parte del pubblico ministero a seguito della novella normativa
art. 606, cod. proc. pen.
Elenca i motivi di ricorso per cassazione che il pubblico ministero può dedurre; la Corte ricorda che il ricorrente può far valere vizi di motivazione quali contraddittorietà e illogicità
Massime di principio
- Dopo la legge n. 114/2024 il pubblico ministero può impugnare le sentenze di proscioglimento per i reati previsti dall'art. 550 se ricorrono i presupposti temporali: i motivi di cui all'art. 606 c.p.p. (inclusa la contraddittorietà e l'illogicità della motivazione) sono spendibili in cassazione.
- Una sentenza di proscioglimento deve offrire una motivazione coerente e priva di aporie: se la valutazione delle prove è contraddittoria o illogica, la Cassazione può annullare con rinvio per nuovo giudizio.
- Quando emergono ripetute sottofatturazioni, cessioni non registrate e prelievi di merce riconducibili all'amministratore, il giudice può inferire l'interversio possessionis e l'appropriazione anche in mancanza di prova di incameramento diretto di denaro; l'assenza di documentazione contabile che giustifichi pagamenti postumi rende tale ipotesi meno plausibile.
- La mera possibilità teorica di un pagamento postumo non documentato non è sufficiente a scalfire una serie coerente di dichiarazioni testimoniali e riscontri che segnalano appropriazioni o cessioni gratuite; il giudice deve valutare la concretezza e la coerenza del quadro probatorio complessivo.
- In situazioni analoghe, per difendersi efficacemente l'imputato dovrebbe produrre documentazione contabile che attesti i pagamenti, le fatture o i trasferimenti di merce a terzi; l'assenza di tali documenti rafforza la ricostruzione accusatoria basata su plurime deposizioni.
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