Cassazione Penale, Sentenza n. 46441/2023 del 17/11/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava il decreto che dichiarava non luogo a provvedere sulla richiesta di restituzione dei beni mobili costituenti l'arredo di un immobile in Roma, deducendo violazione di norme processuali (art. 606, comma 1, lett. b) ed e), cod. proc. pen.) e di norme civili inerenti la proprietà e la disponibilità dei beni (artt. 832, 1387, 1704 c.c.) nonché dell'art. 125 cod. pen.; il motivo centrale era che il provvedimento aveva travisato un documento con cui Sergio Tulliani aveva autorizzato il godimento dei beni, poiché tale soggetto era intervenuto solo quale "genitore del sig. Giancarlo Tulliani" e non in qualità di delegato, quindi privo di poteri dispositivi; conseguentemente la difesa eccepiva la mancanza di legittimazione dell'autorizzante e contestava la motivazione omessa o illogica del provvedimento impugnato.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando che il giudice dell'esecuzione e poi il giudice che ha deciso sull'opposizione hanno operato una valutazione in fatto sulla questione che la difesa aveva invece posta come questione di diritto (mancanza di delega di Sergio Tulliani). La Corte ha stabilito che l'opposizione non poteva essere dichiarata inammissibile e decisa de plano senza contraddittorio ai sensi dell'art. 606, comma 2, cod. proc. pen. Ha quindi annullato il decreto impugnato e ha rinviato per nuovo giudizio al Tribunale di Roma, Ufficio G.I.P., affinché venga valutata la questione di diritto sollevata dalla difesa circa la legittimazione di chi ha concesso l'autorizzazione al godimento dei beni.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. b) e e), cod. proc. pen.
La difesa ha richiamato tali disposizioni per censurare l'omessa o illogica motivazione e la violazione delle regole di impugnazione; la Corte ha ritenuto che la questione sollevata imponeva un esame non meramente sommario e non poteva essere decisa de plano senza contraddittorio
art. 606, comma 2, cod. proc. pen.
La norma che consente la decisione in via sommaria quando l'opposizione è manifestamente infondata o inammissibile è stata richiamata dalla Corte per escluderne l'applicabilità: non poteva essere usata per decidere senza contraddittorio su una questione di diritto relativa alla legittimazione di chi ha autorizzato il godimento dei beni
art. 611, cod. proc. pen.
Richiamato per qualificare la trattazione del ricorso alla Corte di cassazione (procedura secondo art. 611); non incide sulla valutazione del merito ma descrive la modalità procedurale seguita
art. 666, comma 2, cod. proc. pen.
La decisione di merito era stata resa in sede di opposizione ai sensi di questa norma; la Corte ha osservato che l'opposizione non poteva essere definita come mera riproposizione della richiesta già rigettata senza esaminare il nuovo profilo di diritto sollevato
art. 832, cod. civ.
Norma relativa alla proprietà e alla detenzione/possesso dei beni mobili; la difesa richiamava principi di diritto civile per sostenere la illegittimità della disponibilità esercitata da persona non delegata
art. 1387, cod. civ.
Richiamato come norma di diritto civile relativa alla rappresentanza o ai poteri di chi dispone di beni altrui; la questione era se l'autorizzazione rilasciata da Sergio Tulliani avesse efficacia senza delega
art. 1704, cod. civ.
Norma concernente il mandato o la gestione di affari altrui; utilizzata per censire l'assenza di poteri dispositivi in capo al soggetto che aveva concesso il godimento dei beni
art. 125, cod. pen.
Richiamato dalla difesa, presumibilmente in relazione a effetti penali o alla responsabilità connessa alla gestione dei beni posti sotto sequestro; la Corte non ha risolto il profilo sostanziale ma ha ritenuto che andasse valutato dal giudice di merito
Massime di principio
- Se l'opposizione o la richiesta solleva un profilo di diritto (es. mancata delega o assenza di legittimazione di chi ha autorizzato il godimento di beni), il giudice non può decidere de plano come inammissibile senza aprire il contraddittorio; la questione va valutata nel merito
- La documentazione attestante la titolarità o la delega di chi dispone dei beni deve essere esaminata attentamente: un atto che dichiara la qualità di "genitore" non sostituisce una delega formale o poteri dispositivi
- Il richiamo a precedenti provvedimenti che hanno rigettato istanze analoghe non autorizza a respingere automaticamente una nuova opposizione se questa propone una nuova questione di diritto o elementi diversi
- In presenza di dubbi sulla legittimazione a disporre di beni sottoposti a sequestro, il giudice del merito deve accertare i poteri di rappresentanza/delega prima di negare la restituzione o autorizzare il godimento
- La Corte di cassazione può annullare e rinviare quando il provvedimento impugnato appare frutto di valutazione in fatto su questioni che erano state sollevate come questioni di diritto, richiedendo un nuovo esame da parte del giudice di merito
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