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Sentenza

Sentenza n. 86/2026 - L'aquila, Sezione 1

per l’ottemperanza del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale Ordinario di Teramo, in funzione di Giudice del Lavoro, n. 660/2022, pubblicata il 7 luglio 2023.

Giustizia amministrativa202500180

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Abruzzo - L'Aquila, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale Ordinario di Teramo n. 660/2022, relativa al pagamento della retribuzione professionale docenti

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente creditore)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha agito per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale Ordinario di Teramo, in funzione di giudice del lavoro, che gli aveva riconosciuto il diritto alla retribuzione professionale docenti per i periodi di effettiva prestazione lavorativa e aveva condannato il Ministero al pagamento di euro 6.062,62, oltre interessi legali e rivalutazione monetaria. La sentenza era passata in giudicato, come risultante dalla comunicazione della mancata impugnazione, ed era stata notificata all'amministrazione il 20 ottobre 2023; era quindi decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'esecuzione delle sentenze nei confronti delle amministrazioni pubbliche. Nel corso del giudizio l'amministrazione aveva inizialmente rappresentato di non aver potuto provvedere al pagamento per ragioni organizzative e finanziarie, ma successivamente aveva integralmente corrisposto le somme dovute. Il ricorrente ha quindi chiesto la condanna del Ministero alle spese di lite secondo il principio della soccombenza virtuale.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere perché la pretesa esecutiva è stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio. Ai soli fini della regolazione delle spese, ha esaminato il merito e ha ritenuto fondato il ricorso, rilevando che sussistevano i presupposti dell'ottemperanza: il passaggio in giudicato della sentenza del giudice ordinario e il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione all'amministrazione. La sopravvenuta esatta esecuzione del giudicato ha confermato l'inadempimento iniziale dell'amministrazione e giustificato l'applicazione della soccombenza virtuale. Il Ministero è stato condannato a rifondere al ricorrente euro 800,00, oltre accessori, per spese di lite, con distrazione in favore del difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Consente l'azione di ottemperanza per l'esecuzione delle sentenze passate in giudicato e degli altri provvedimenti esecutivi del giudice ordinario.

  • art. 14, comma 1, d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30

    Subordina l'azione esecutiva nei confronti delle amministrazioni pubbliche al decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo all'amministrazione debitrice.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l’amministrazione esegue integralmente il giudicato e soddisfa la pretesa del creditore, deve essere dichiarata la cessazione della materia del contendere.
  • Anche dopo la sopravvenuta esecuzione del giudicato, il giudice può esaminare il merito della controversia ai soli fini della regolazione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.
  • L’azione di ottemperanza per una sentenza del giudice ordinario presuppone il passaggio in giudicato del provvedimento e, nei confronti dell’amministrazione pubblica, il decorso del termine dilatorio di 120 giorni dalla notificazione del titolo esecutivo.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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