Sentenza n. 343/2026 - Latina, Sezione 1
per l'annullamento dell'ordinanza di demolizione n.183 del 14 aprile 2016;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza di demolizione di un garage realizzato su terreno di proprietà dei ricorrenti
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza di demolizione deducendo, in primo luogo, la violazione degli artt. 35 e 38 della l. 47/1985, sostenendo che il garage fosse compreso in una domanda di condono e che su tale domanda si fosse formato il silenzio-assenso decorso il termine previsto; in subordine, hanno sostenuto che il Comune non potesse ordinare la demolizione prima di pronunciarsi sulla domanda di condono. È stata inoltre contestata la qualificazione urbanistica dell'area, che il Comune avrebbe erroneamente ritenuto destinata a verde e servizi, nonché l'omessa comunicazione di avvio del procedimento di demolizione. Il Comune ha eccepito che la domanda di condono riguardasse un immobile diverso e non comprendesse la superficie del garage. Nelle more del giudizio, i ricorrenti hanno presentato un'istanza di accertamento di conformità ai sensi dell'art. 36 del d.P.R. 380/2001, nonché, secondo quanto riportato nella motivazione, un'istanza di autorizzazione paesaggistica in sanatoria.
La decisione
Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, senza esaminare nel merito le censure relative al silenzio-assenso sul condono, alla qualificazione urbanistica dell'area e alla mancata comunicazione di avvio del procedimento. La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità in sanatoria ha reso inefficace l'originaria ordinanza di demolizione, impedendone l'esecuzione e imponendo al Comune di pronunciarsi previamente sulla domanda. Se la sanatoria sarà accolta, l'ordine demolitorio resterà definitivamente inoperante; se sarà respinta, il Comune dovrà adottare un nuovo provvedimento sanzionatorio, eventualmente impugnabile con un autonomo ricorso. Le spese sono state eccezionalmente compensate in ragione della definizione in rito e della risalenza della causa.
Norme richiamate
artt. 35 e 38 l. 47/1985
eventuale formazione del silenzio-assenso sulla domanda di condono decorso il termine previsto dalla legge
La questione è stata dedotta dai ricorrenti, ma non è stata esaminata nel merito a causa della sopravvenuta improcedibilità.
art. 36 d.P.R. 380/2001
istanza di accertamento di conformità
La presentazione dell'istanza di accertamento di conformità rende inefficace l'originaria ordinanza di demolizione e determina l'improcedibilità del ricorso contro di essa per sopravvenuta carenza di interesse.
art. 87, comma 4-bis, c.p.a.
udienza straordinaria di smaltimento dell'arretrato
La disposizione è richiamata in relazione alla trattazione da remoto della causa, ma non fonda la decisione sull'improcedibilità.
art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.
La disposizione è richiamata nell'intestazione della sentenza; il testo non ne esplicita il ruolo specifico nella decisione.
art. 85, comma 9, c.p.a.
La disposizione è richiamata nell'intestazione della sentenza; il testo non ne esplicita il ruolo specifico nella decisione.
Massime di principio
- La presentazione, da parte del destinatario di un'ordinanza di demolizione, di un'istanza di accertamento di conformità o di condono relativa alle opere sanzionate rende inefficace l'originario ordine demolitorio e determina l'improcedibilità per sopravvenuta carenza di interesse del ricorso proposto contro tale ordine.
- A seguito della presentazione dell'istanza di sanatoria, l'amministrazione deve esaminarla prima di procedere alla demolizione: in caso di accoglimento, la sanzione demolitoria resta inoperante; in caso di rigetto, l'amministrazione deve adottare un nuovo provvedimento sanzionatorio, che costituisce l'atto da eventualmente impugnare.
- La sopravvenuta presentazione della domanda di sanatoria comporta il venir meno dell'interesse alla decisione sull'originaria ordinanza di demolizione anche quando il ricorso contenga censure relative alla formazione del silenzio-assenso, alla qualificazione urbanistica dell'area o a vizi procedimentali dell'atto impugnato, poiché tali questioni dovranno eventualmente essere dedotte contro la nuova determinazione amministrativa.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giustizia amministrativa, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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