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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16940/2023 del 20/04/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha accolto il ricorso, rilevando che il reato contestato (lesioni personali ai sensi dell'art. 582 c.p.) è procedibile a querela e che dagli atti non risulta una querela valida espressa dalla persona offesa. Dato il difetto della condizione di procedibilità, la Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata per non essere l'azione procedibile per difetto di querela

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione per violazione di legge per mancata motivazione sulla sussistenza di una valida querela: nella denuncia della persona offesa (del 22 e 26 settembre 2018) non è rinvenuta alcuna espressione che manifesti la volontà di procedere penalmente contro l'imputato e, sebbene la difesa avesse dedotto l'improcedibilità, il Giudice di pace non aveva motivato sul punto

Norme richiamate

  • art. 582 cod. pen.

    La norma è richiamata per qualificare il fatto come lesioni personali. Dalla qualificazione come lesioni non aggravate deriva la procedibilità a querela della persona offesa, condizione che qui è risultata mancante

  • principio della procedibilità a querela per i reati non aggravati

    Interpretazione applicata: quando il reato è procedibile a querela, l'assenza di una querela valida nella denuncia impedisce la procedibilità dell'azione penale; il giudice è tenuto a motivare in ordine alla sussistenza della condizione di procedibilità se la questione è sollevata

  • principio di competenza in relazione alla tipologia di reato (Giudice di Pace vs Tribunale)

    Richiamato implicitamente: l'assenza di contestazione dell'aggravante (es. utilizzo di "oggetto" atto ad offendere) conferma che la fattispecie è rimasta nel novero delle lesioni non aggravate, di competenza del Giudice di Pace; se fosse stata contestata l'aggravante la procedibilità e la competenza sarebbero potute essere diverse

Massime di principio

  • Se il reato è procedibile a querela, la presenza di una querela valida nella denuncia o atto equivalente è condizione di procedibilità: senza di essa l'azione penale è improcedibile.
  • Il giudice deve affrontare e motivare specificamente le questioni relative alla procedibilità sollevate dalle parti; la mancata motivazione sulla querela può determinare l'annullamento della sentenza.
  • La qualificazione della fattispecie (semplice o aggravata) è decisiva anche per la procedibilità (querela vs procedibilità d'ufficio) e per la competenza dell'autorità giudicante: l'enunciazione di un'aggravante nel capo di imputazione è necessaria perché produca effetti diversi.
  • In sede di impugnazione le Corti superiori possono esaminare anche profili di fatto (ove permesso dalla natura del gravame) per verificare la sussistenza di condizioni di procedibilità; l'accertamento dell'assenza della querela può portare ad annullamento senza rinvio.
  • Per la parte offesa: nella denuncia è opportuno esprimere chiaramente la volontà di procedere penalmente quando si è nella fattispecie procedibile a querela, per non vanificare l'azione penale.

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