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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 14416/2022 del 06/05/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza d'appello che aveva riformato in parte la decisione di primo grado e condannato la società appaltatrice e alcuni professionisti al risarcimento dei danni per vizi dell'opera. In Cassazione i ricorrenti deducevano, tra l'altro, l'assenza di danno e la perdita di legittimazione attiva per vendita degli immobili prima del giudizio, la violazione del diritto al contraddittorio per l'acquisizione dell'accertamento tecnico preventivo, nonché varie questioni processuali relative all'ammissibilità dell'appello e alla mutatio libelli

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato improcedibile il ricorso principale (della Alfano/Emar) per mancata prova sostanziale e formale della notificazione della sentenza impugnata (mancato deposito tempestivo delle copie cartacee dei messaggi PEC/conformità richieste), conformandosi alla giurisprudenza delle Sezioni Unite; per conseguenza ha dichiarato inefficace il ricorso incidentale dei Gallazzi. Ha condannato in solido i ricorrenti principali ed incidentali al rimborso delle spese in favore della controricorrente e ha disposto l'obbligo del versamento aggiuntivo del contributo unificato previsto dalla normativa vigente

Norme richiamate

  • art. 369 c.p.c.

    impone il termine per il deposito della copia della notificazione della decisione impugnata; la mancata tempestiva produzione delle copie dei messaggi PEC/relate può determinare l'improcedibilità del ricorso per cassazione

  • art. 16-bis d.l. n. 179/2012, conv. L. n. 221/2012 (comma 9-bis)

    richiede l'attestazione di conformità delle copie analogiche delle note/decisioni; l'assenza o la non sottoscrizione dell'attestazione può rendere improcedibile il ricorso, salvo che la controparte depositi copia autenticata o non disconosca la conformità

  • art. 183 co. 6 c.p.c.

    la memoria ex art.183 co.6 può specificare la natura della domanda (es. inadempimento contrattuale) e quindi incidere sull'identificazione dell'azione esercitata (es. garanzia ex art.1668 c.c.)

  • art. 1668 c.c.

    riguarda la garanzia per vizi nelle opere di appalto; la Corte d'appello ha ritenuto che l'attrice avesse agito ai sensi di tale norma e che la vendita degli immobili non escludesse necessariamente la domanda di risarcimento basata su inadempimento contrattuale

  • art. 1669 c.c.

    menzionata nella motivazione ufficiale per distinguere le azioni (la Corte ha escluso che la domanda fosse configurata come quella tipica dell'art.1669, ritenendo più corretta la qualificazione ex art.1668)

  • art. 342 c.p.c.

    riguarda i vizi dell'atto di impugnazione e l'obbligo del giudice di dichiarare l'inammissibilità quando mancano i presupposti dell'appello; contestata dai ricorrenti incidentali ma la Corte ha deciso per l'improcedibilità per ragioni documentali

  • art. 345 c.p.c.

    richiama il divieto di mutatio libelli e la necessità che l'appello non introduca una domanda nuova non consentita; la questione è stata sollevata ma l'esito decisivo è stato l'improcedibilità per vizio di notificazione

  • art. 1, co. 17, L. 228/2012 e art. 13 d.P.R. 115/2002 (co.1-quater)

    stabilisce l'obbligo di versamento di un ulteriore contributo unificato in caso di dichiarazione di improcedibilità del ricorso; la Corte ha disposto l'applicazione di tale onere a carico della ricorrente principale

  • art. 24 Cost. e art. 6 §1 CEDU

    richiamati in relazione alla presunta lesione del diritto al contraddittorio per l'acquisizione dell'ATP; la Corte di legittimità non ha invece deciso il merito della questione, essendo intervenuta sull'improcedibilità processuale

Massime di principio

  • Per un ricorso in Cassazione è fondamentale depositare tempestivamente e correttamente le prove della notificazione telematica (stampati dei messaggi PEC e ricevute) e/o l'attestazione di conformità: la loro mancanza può comportare l'improcedibilità anche se il ricorso è notificato tardivamente
  • Se la copia analogica della sentenza impugnata è priva di attestazione di conformità del difensore, il ricorrente deve provvedere al deposito della conformità o la controparte deve depositare copia autenticata o non disconoscerne la conformità per evitare l'improcedibilità
  • L'improcedibilità del ricorso principale rende inefficace il ricorso incidentale: quando si propone un impugnazione subordinata, assicurarsi della regolarità formale e temporale dell'impugnazione principale
  • In caso di vendita degli immobili oggetto di vizi, va attentamente qualificata la domanda (garanzia per vizi ex art.1668 c.c. vs altre azioni): la quale qualificazione influisce sulla legittimazione ad agire; non sempre l'alienazione esclude la domanda di risarcimento se il danno è sorto durante la proprietà dell'attore
  • In appello evitare di introdurre mutamenti dell'oggetto della domanda (mutatio libelli) senza le necessarie garanzie procedurali: specificare chiaramente i motivi dell'impugnazione e le relative basi normative per non incorrere in eccezioni di inammissibilità
  • Quando si richiama la violazione del diritto al contraddittorio per attività istruttorie successive (es. acquisizione ATP), è utile documentare lo specifico pregiudizio e il punto processuale leso; tuttavia, irregolarità processuali formali (notifiche, attestazioni) possono risultare decisive prima che il merito sia esaminato

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