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Sentenza

Sentenza n. 207/2026 - Latina, Sezione 1

per l'annullamento dell'atto dirigenziale del Comune di Gaeta – Dipartimento Riqualificazione Urbana prot.40623 del 29/07/2016 notificato a mezzo posta dopo il 1/08/2016, che ha denegato le due domande di sanatoria edilizia presentate dal Sig. Nardone ex L.724/1994, L. 326/2003 e L.R. 12/2004, relative ad un edificio mono residenziale su due piani, ubicato in Gaeta, località Longato; nonché, di ogni precedente provvedimento comunque inerente/connesso o conseguenziale ivi compreso il parere paesaggistico contrario prot. 3864/2002.

Giustizia amministrativa201600793

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Latina, Sez. ISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego delle domande di condono edilizio relative a un edificio residenziale, nonché il presupposto parere paesaggistico contrario

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego comunale delle domande di condono presentate ai sensi della L. 724/1994 e del D.L. 269/2003, convertito nella L. 326/2003, riguardanti un edificio residenziale realizzato in area soggetta a vincolo paesaggistico e classificata urbanisticamente come zona industriale G.I. Ha dedotto, in primo luogo, che il parere ambientale favorevole del 27 agosto 1998 si sarebbe formato per silentium allo spirare del termine di 180 giorni e che il successivo parere paesaggistico contrario sarebbe pertanto inefficace e illegittimo. In secondo luogo, ha sostenuto che l’interpretazione restrittiva della disciplina del condono 2003, relativa alle opere non sanabili, non sarebbe applicabile al manufatto, qualificato come opera di minore rilevanza, e che il decorso di 24 mesi dalla presentazione della domanda avrebbe determinato la formazione del silenzio-assenso.

La decisione

Il TAR ha respinto il ricorso. Ha rilevato che il manufatto ricade in area soggetta a vincolo paesaggistico ed è ubicato in zona urbanisticamente classificata come industriale G.I.; inoltre, la prima domanda riguardava un fabbricato al rustico, successivamente completato fino a divenire l’immobile oggetto della seconda domanda di condono. Il Comune ha quindi correttamente applicato la disciplina restrittiva del condono del 2003. Ai sensi dell’art. 32, comma 27, lett. d), del D.L. 269/2003, non sono sanabili le opere realizzate su immobili sottoposti a vincoli paesaggistici istituiti anteriormente alla realizzazione degli abusi, quando siano state eseguite in assenza o difformità dal titolo edilizio e non siano conformi alle norme urbanistiche e agli strumenti urbanistici. Il giudice ha inoltre escluso che il decorso del termine di 24 mesi potesse comportare il silenzio-assenso, poiché tale effetto presuppone la sussistenza di tutti i requisiti di accoglibilità della domanda; la presenza del vincolo e il contrasto urbanistico impedivano la regolarizzazione tacita dell’abuso. Le spese sono state compensate per l’assenza di memorie difensive del Comune.

Norme richiamate

  • art. 32, comma 27, lett. d), D.L. 269/2003, convertito in L. 326/2003

    “Fermo restando quanto previsto dagli articoli 32 e 33 della legge 28 febbraio 1985, n. 47, le opere abusive non sono comunque suscettibili di sanatoria, qualora: (…) d) siano state realizzate su immobili soggetti a vincoli imposti sulla base di leggi statali e regionali a tutela degli interessi idrogeologici e delle falde acquifere, dei beni ambientali e paesistici, nonché dei parchi e delle aree protette nazionali, regionali e provinciali qualora istituiti prima della esecuzione di dette opere, in assenza o in difformità del titolo abilitativo edilizio e non conformi alle norme urbanistiche e alle prescrizioni degli strumenti urbanistici”.

    La disposizione esclude dalla sanatoria le opere abusive realizzate su aree sottoposte a vincolo paesaggistico istituito prima dell’abuso, quando le opere siano prive o difformi dal titolo edilizio e non conformi alla disciplina urbanistica.

  • art. 32 L. 47/1985

    Richiamato quale disciplina del parere paesaggistico e dei limiti alla sanatoria in presenza di vincoli.

  • art. 33 L. 47/1985

    Richiamato dall’art. 32, comma 27, lett. d), D.L. 269/2003 tra le disposizioni che restano ferme ai fini della valutazione della sanabilità.

  • art. 35 L. 47/1985

    Indicato dal ricorrente tra le norme asseritamente violate, senza una distinta interpretazione accolta dal giudice.

  • art. 39 L. 724/1994

    Richiamato quale disciplina della prima domanda di condono, senza che il giudice ne faccia una specifica applicazione autonoma rispetto alla disciplina del condono 2003.

  • art. 2 L. 241/1990

    Richiamato dal ricorrente in relazione ai termini procedimentali, senza autonoma applicazione nella ratio decidendi.

  • art. 3 L. 241/1990

    Richiamato dal ricorrente in relazione all’obbligo di motivazione, senza autonoma applicazione nella ratio decidendi.

Massime di principio

  • Il condono edilizio previsto dal D.L. 269/2003, convertito dalla L. 326/2003, non è consentito per opere realizzate su immobili sottoposti a vincolo paesaggistico istituito anteriormente alla realizzazione dell’abuso, quando le opere siano state eseguite in assenza o difformità dal titolo edilizio e risultino non conformi alle norme urbanistiche o alle prescrizioni degli strumenti urbanistici.
  • La presenza di un vincolo paesaggistico e il contrasto dell’opera con la disciplina urbanistica impediscono la formazione del silenzio-assenso sulla domanda di condono: il mero decorso del termine procedimentale non regolarizza un abuso privo dei presupposti sostanziali di accoglibilità.
  • Il silenzio-assenso in materia di condono edilizio presuppone che la domanda sia assistita da tutti i requisiti di fatto e di diritto richiesti per il suo accoglimento; l’inerzia dell’amministrazione non può produrre la sanatoria di opere oggettivamente non condonabili.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniVincoli e piani paesaggisticiTermini del procedimento e silenzio
RamiEdiliziaBeni culturali e paesaggioProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazionePrincipio di legalità e tipicitàProporzionalità e ragionevolezza

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