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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 8718/2024 del 03/04/2024

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Controversia relativa alla clausola di revisione del prezzo contenuta nell'art. 23 del capitolato speciale d'appalto per il servizio di manutenzione e gestione dell'illuminazione pubblica. La clausola prevedeva la suddivisione del canone in due voci (50% gestione/manutenzione indicizzato con indice FOI; 50% costo energia indicizzato con una "media pesata" del prezzo dell'energia). Dopo l'aggiudicazione e la stipula, il Comune non ha effettuato gli aggiornamenti previsti e ha avviato procedimento di autotutela. Un collegio arbitrale ha dichiarato nulla la clausola, ritenendola "macchinosa" per la duplicazione dei criteri e ha sostituito la disciplina con l'applicazione dell'indice FOI, adeguando però il dato base al costo dell'energia riferito all'anno di indizione della gara (2007 anziché 2005) e riconoscendo un incremento del canone. La società ha impugnato il lodo in appello per diverse violazioni di legge e contraddittorietà; la Corte d'appello ha rigettato l'impugnazione, ritenendo corretta la soluzione arbitrale. La De Giorgi ha proposto ricorso per cassazione, che è stato respinto.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato infondato il ricorso della De Giorgi. Ha ritenuto che la questione dell'impugnabilità del lodo (per violazione di norme imperative quale l'art. 115 d.lgs. 163/2006) fosse stata discussa in sede di merito (quindi non rilevabile d'ufficio in questa sede) e ha condiviso, entro i limiti del sindacato di legittimità, la valutazione della Corte d'appello. In particolare: la clausola articolata dell'art. 23 CSA è stata qualificata come "macchinosa" e quindi nulla nella parte difforme dalle disposizioni imperative; in mancanza di dati ISTAT previsti dall'art. 7, la sostituzione automatica si opera con l'indice FOI; il rimedio della sostituzione non comporta la nullità dell'intero contratto ma solo della clausola; la Corte d'appello ha adeguatamente motivato e non è ammesso in questa sede un riesame di merito dei fatti o delle scelte discrezionali degli arbitri. Conseguenza pratica: confermata la decisione arbitrale che ha determinato il maggiore canone e l'applicazione dell'indice FOI con base aggiornata all'anno di gara (2007).

Norme richiamate

  • Art. 23 del capitolato speciale d'appalto (CSA)

    «annualmente si provvederà comunque all’adeguamento del canone contrattuale... il canone annuo sia così percentualmente suddivisibile: a) gestione/manutenzione: 50%; b) costo dell'energia elettrica: 50%... per la gestione/manutenzione ricorso all'indice FOI-ISTAT... per i prezzi dell'energia riferimento alla media pesata del costo in vigore all'annualità di riferimento»

    Clausola negoziale composta e duplicativa (due criteri distinti per le due voci). Il collegio arbitrale e le corti l'hanno ritenuta "macchinosa" e, in quanto contraria alla disciplina imperativa dettata per i contratti pubblici, suscettibile di nullità parziale; in tal caso opera la sostituzione con il meccanismo legale (FOI) e la possibile rettifica del dato base (anno di riferimento).

  • Art. 115 d.lgs. n. 163/2006 (adeguamento dei prezzi)

    «tutti i contratti ad esecuzione periodica o continuativa relativi a servizi o forniture debbono recare una clausola di revisione periodica del prezzo. La revisione viene operata ... sulla base dei dati di cui all'art. 7»

    Norma imperativa che impone la clausola di revisione prezzi nei contratti pubblici. Se la clausola contrattuale è difforme o mancano i dati previsti, la giurisprudenza (e la Corte) ammettono la sostituzione automatica della clausola nulla con il criterio residuale (uso dell'indice FOI quando i dati ISTAT ex art.7 non sono disponibili).

  • Art. 7 d.lgs. n. 163/2006 (osservatorio e dati ISTAT)

    prevede che la sezione centrale dell'osservatorio determini annualmente costi standardizzati ... avvalendosi dei dati forniti dall'Istat ... gli elenchi dei prezzi rilevati sono pubblicati nella G.U. con cadenza almeno semestrale

    Disciplina l'elaborazione di indici e dati ufficiali per la revisione prezzi. La Corte evidenzia che, poiché dette rilevazioni non sono state effettivamente pubblicate, si utilizza come parametro sostitutivo l'indice FOI.

  • Art. 1419 c.c.

    Regola che la nullità della singola clausola non comporta la nullità dell'intero contratto se la parte restante può sussistere. Applicata per affermare che la nullità della clausola di revisione non annulla il contratto d'appalto.

  • Art. 1339 c.c.

    Disciplina la sostituzione di clausole nulle con norme imperative: la clausola contrattuale nulla viene sostituita di diritto dalle norme imperative applicabili (mezzo giuridico per la sostituzione con la disciplina di legge).

  • Art. 829 c.p.c. (regole sull'arbitrato e impugnazione del lodo)

    l'impugnazione per violazione delle regole di diritto relative al merito della controversia è ammessa se espressamente disposta dalle parti o dalla legge; in ogni caso ammessa l'impugnazione per contrarietà all'ordine pubblico

    Limita la possibilità di impugnare i lodi arbitrali sul merito: l'impugnazione per violazioni di norme sostanziali è ammessa solo nei casi previsti dalla legge o dalle parti, salvo che ricorra contrarietà all'ordine pubblico. La Corte ha analizzato e chiarito la distinzione tra norme imperative e l'ordine pubblico ai fini dell'ammissibilità.

  • Art. 241, comma 15-bis, d.lgs. n. 163/2006

    Prevede, in alcuni casi, l'impugnabilità del lodo anche per violazioni di regole di diritto relative al merito; la Corte ricorda i limiti di applicazione temporale e soggettiva di tale previsione rispetto ai collegi costituiti anteriormente.

Massime di principio

  • Nei contratti pubblici di servizi e forniture le clausole di revisione prezzi sono obbligatorie e hanno natura imperativa: clausole difformi possono essere dichiarate nulle e sostituite di diritto secondo la disciplina legale.
  • Clausole 'complesse' o che prevedono criteri differenziati per voci diverse (es. manutenzione vs energia) possono essere ritenute "macchinose" e quindi invalide se non conformi alla disciplina prevista per i contratti pubblici.
  • In mancanza dei dati ISTAT previsti dall'art. 7 (assenza di un indice ufficiale specifico), la prassi giurisprudenziale ammette l'uso sostitutivo dell'indice FOI per la revisione dei prezzi, salvo prova di circostanze eccezionali che giustifichino scostamenti.
  • La nullità di una clausola di revisione non comporta l'annullamento dell'intero contratto: opera l'art. 1419 c.c. (nullità parziale) e la sostituzione con la disciplina imperativa (art. 1339 c.c.).
  • In caso di controversia arbitrale relativa a contratti pubblici, l'impugnazione del lodo per violazione di norme di merito è limitata: va verificata l'ammissibilità ex art. 829 c.p.c. e le parti devono aver previsto o la legge deve consentire il controllo sul merito; l'ordine pubblico resta il parametro estremo per l'impugnazione 'in ogni caso'.
  • Nelle contestazioni sul quantum della revisione, i giudici possono anche rettificare elementi di base (es. anno di riferimento del costo energia) qualora la clausola originaria risulti invalida e sia necessario ricostruire equitativamente l'equilibrio contrattuale.
  • In sede di Cassazione il sindacato è di legittimità: non è consentito un nuovo esame dei fatti o un riesame delle scelte discrezionali del collegio arbitrale o del giudice di merito.

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