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Sentenza

Sentenza n. 4105/2026 - Milano, Sezione 2

del silenzio serbato dal Comune di Milano in relazione all’Istanza ai sensi dell’art. 32, comma 3-bis, della legge regionale n. 12 del 2005 presentata in data 11 agosto 2025 e protocollata definitivamente in data 10 settembre 2025; nonché per l’accertamento dell’obbligo del Comune di Milano di provvedere in merito alla richiesta formulata dalla società ricorrente, entro un termine ritenuto congruo e comunque non superiore a trenta giorni dalla notifica della decisione del presente giudizio, con richiesta di nomina di un commissario per l’eventuale perdurante inottemperanza dell’Amministrazione comunale.

Giustizia amministrativa202601717

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio serbato dal Comune di Milano sull’istanza relativa alla debenza della monetizzazione alternativa alle dotazioni territoriali per servizi di interesse generale

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ricorrente ha agito ai sensi dell’art. 32, comma 3-bis, della legge regionale Lombardia n. 12 del 2005 per ottenere l’accertamento dell’illegittimità del silenzio serbato dal Comune di Milano sull’istanza presentata l’11 agosto 2025 e definitivamente protocollata il 10 settembre 2025. L’istanza riguardava informazioni sulla debenza della monetizzazione alternativa alle dotazioni territoriali per servizi di interesse generale in relazione a un intervento edilizio, comportante la trasformazione da magazzino a palestra, realizzato su una porzione di immobile condotta in locazione. La ricorrente chiedeva inoltre l’accertamento dell’obbligo del Comune di provvedere entro un termine non superiore a trenta giorni dalla notifica della decisione, con eventuale nomina di un commissario in caso di ulteriore inottemperanza.

La decisione

Nel corso del giudizio il Comune di Milano ha adottato e depositato il provvedimento con cui ha riscontrato l’istanza della ricorrente. La società ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla decisione di merito. Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, non essendo più necessaria una pronuncia sull’obbligo di provvedere. Le spese sono state poste a carico del Comune, poiché il riscontro è intervenuto solo in prossimità della camera di consiglio fissata per la decisione, e sono state liquidate in euro 1.000, oltre spese generali, accessori di legge se dovuti e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 32, comma 3-bis, l.r. Lombardia n. 12/2005

    La disposizione è richiamata quale base dell’istanza presentata dalla società in relazione alla monetizzazione alternativa alle dotazioni territoriali per servizi di interesse generale.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio avverso il silenzio della pubblica amministrazione, l’amministrazione adotta il provvedimento richiesto e il ricorrente dichiara di non avere più interesse alla decisione, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse.
  • La sopravvenuta adozione del provvedimento amministrativo non impedisce la condanna dell’amministrazione alle spese quando il provvedimento interviene soltanto in prossimità della camera di consiglio fissata per la decisione, rendendo necessaria la proposizione del giudizio per ottenere il riscontro.

Come è indicizzato

MaterieTermini del procedimento e silenzioEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiProcedimento amministrativoProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

Testo integrale

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