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Sentenza

Corte di giustizia, Sentenza C-298/16

Sentenza della Corte (Terza Sezione) del 9 novembre 2017. — Teodor Ispas e Anduţa Ispas contro Direcţia Generală a Finanţelor Publice Cluj. — Domanda di pronuncia pregiudiziale proposta dalla Curtea de Apel Cluj. — Rinvio pregiudiziale – Principi generali del diritto dell’Unione – Diritto a una buona amministrazione e diritti della difesa – Normativa nazionale tributaria che prevede il diritto di essere ascoltato e il diritto di essere informato nel corso di un procedimento amministrativo tributario – Decisione di accertamento della tassa sul valore aggiunto emessa dalle autorità tributarie nazionali senza accordare al contribuente l’accesso alle informazioni e ai documenti alla base di detta decisione. — Causa C-298/16

Giurisprudenza europea62016CJ0298

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte ha ritenuto che, in materia di IVA, il principio generale dei diritti della difesa si applichi ai procedimenti nazionali di verifica fiscale e di accertamento. Tuttavia, tale principio non comporta un accesso automatico e integrale al fascicolo, ma richiede una possibilità reale di accesso su richiesta del contribuente, salvo limiti giustificati da interessi generali come riservatezza o segreto professionale. La valutazione concreta della conformità della prassi nazionale spetta al giudice del rinvio.

Rinvio pregiudiziale sul rispetto dei diritti della difesa nei procedimenti fiscali IVA e sull’accesso del contribuente al fascicolo amministrativo

La questione giuridica

Se il principio generale del diritto dell’Unione del rispetto dei diritti della difesa osti a una prassi amministrativa nazionale secondo cui, in un procedimento di verifica e determinazione della base imponibile IVA, l’autorità tributaria adotta una decisione senza consentire al contribuente di accedere a tutte le informazioni e a tutti i documenti contenuti nel fascicolo amministrativo presi in considerazione per tale decisione.

Principio di diritto

Nel contesto di procedimenti amministrativi di verifica e determinazione della base imponibile IVA, il principio del rispetto dei diritti della difesa impone che il contribuente possa, su sua richiesta, ottenere le informazioni e i documenti del fascicolo amministrativo su cui l’autorità fonda la decisione, salvo che obiettivi di interesse generale giustifichino una restrizione dell’accesso; non esiste però un obbligo generale per l’amministrazione di trasmettere d’ufficio l’intero fascicolo.

Norme richiamate

  • Articolo 267 TFUE
  • Direttiva 2006/112/CE

Accesso al fascicolo amministrativo nei procedimenti IVA e diritti della difesa

La pronuncia riguarda un rinvio pregiudiziale della Curtea de Apel Cluj in una controversia tra due contribuenti rumeni e l’autorità fiscale nazionale, in relazione a due avvisi di accertamento IVA. La Corte è chiamata a chiarire se, ai fini del rispetto dei diritti della difesa, il contribuente debba poter accedere alle informazioni e ai documenti su cui l’amministrazione ha fondato la decisione fiscale.

Fatti e procedimento principale

I coniugi Ispas, promotori immobiliari, sono stati sottoposti a verifica fiscale per il periodo 1 gennaio 2007 - 31 dicembre 2011. A seguito del controllo, l’autorità fiscale ha ritenuto che le operazioni immobiliari svolte integrassero un’attività economica imponibile ai fini IVA e ha emesso nei loro confronti avvisi di accertamento con imposta, interessi e penalità.

I contribuenti hanno impugnato tali atti dinanzi al giudice del rinvio, sostenendo che i loro diritti della difesa fossero stati violati perché non avevano ottenuto accesso, prima dell’adozione della decisione, a tutte le informazioni e ai documenti utilizzati dall’amministrazione. Secondo la loro tesi, il semplice invito a una discussione finale non era sufficiente.

Normativa nazionale richiamata

La Corte riporta varie disposizioni del codice di procedura tributaria rumeno:

  • articolo 7, paragrafo 2, sull’istruttoria d’ufficio da parte dell’amministrazione tributaria;
  • articolo 9, sul diritto di essere ascoltato prima della decisione;
  • articolo 43, sul contenuto e sulla motivazione dell’atto amministrativo tributario;
  • articoli 101, 107 e 109, relativi all’avviso di verifica fiscale, al diritto del contribuente di essere informato nel corso della verifica e al verbale finale degli esiti del controllo.

Questione pregiudiziale

Il giudice nazionale chiede se sia conforme al principio del rispetto dei diritti della difesa una prassi amministrativa che consenta all’autorità pubblica di adottare una decisione che impone obblighi al privato senza permettergli di accedere all’insieme delle informazioni e dei documenti contenuti nel fascicolo amministrativo non pubblico.

Ricevibilità

La Corte respinge le eccezioni di irricevibilità sollevate dal governo rumeno e dalla Commissione. Ricorda che le questioni pregiudiziali godono di una presunzione di rilevanza e che il giudice nazionale ha fornito gli elementi essenziali di fatto e di diritto per consentire una risposta utile. Pur non indicando una specifica disposizione della direttiva 2006/112/CE, la domanda consente di individuare gli obblighi generali rilevanti in materia di IVA.

Ragionamento della Corte

La Corte afferma innanzitutto che il rispetto dei diritti della difesa è un principio generale del diritto dell’Unione applicabile ogni volta che l’amministrazione intende adottare un atto lesivo nei confronti di un soggetto, anche quando la normativa UE applicabile non preveda espressamente una forma particolare di contraddittorio.

Tale principio si applica anche ai procedimenti fiscali IVA, poiché gli Stati membri devono adottare misure efficaci per garantire la riscossione integrale dell’imposta e combattere la frode. Tuttavia, occorre bilanciarlo con l’autonomia procedurale degli Stati membri: in assenza di disciplina UE, le regole nazionali restano applicabili purché rispettino i principi di equivalenza ed effettività.

La Corte precisa che:

  • non esiste un obbligo generale per l’autorità tributaria di trasmettere d’ufficio l’intero fascicolo o tutti i documenti utilizzati;
  • in una verifica fiscale, è legittimo attendersi che il contribuente richieda l’accesso ai documenti rilevanti per poter presentare osservazioni;
  • il diritto di difesa esige però una possibilità reale di accesso ai documenti e alle informazioni su cui la decisione si fonda.

Tale accesso può essere limitato da obiettivi di interesse generale, ad esempio per tutelare la riservatezza o il segreto professionale. La Corte sottolinea inoltre che la verifica della conformità concreta della normativa e della prassi nazionali spetta al giudice del rinvio, che deve valutare non solo il testo delle regole procedurali, ma anche la loro applicazione pratica.

Decisione e dispositivo

La Corte conclude che, nei procedimenti amministrativi relativi alla verifica e determinazione della base imponibile IVA, il contribuente deve poter ricevere, su richiesta, le informazioni e i documenti contenuti nel fascicolo amministrativo e considerati dall’autorità pubblica, salvo che un interesse generale giustifichi la restrizione dell’accesso.

Principio affermato

La decisione chiarisce che il diritto di essere ascoltato non implica un accesso automatico e totale al fascicolo, ma richiede una concreta possibilità di accesso ai materiali decisivi per la formazione della decisione fiscale, con limiti solo se giustificati e proporzionati.

Come è indicizzato

Materieivadiritti della difesabuona amministrazioneprocedimento tributarioaccesso agli atti

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