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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29841/2023 del 10/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza di condanna emessa dalla Corte d'appello di Trento in relazione a plurime imputazioni (fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione, occultamento/distruzione di documenti contabili, bancarotta fraudolenta documentale e patrimoniale). Il ricorrente deduceva sei motivi: carenza/illogicità della motivazione circa l'utilizzo di due fatture 2012 (nn.7 e 8 Mancuso) e mancata motivazione rafforzata; travisamento della prova e vizio di motivazione per la ritenuta sussistenza di bancarotta semplice documentale; travisamento della prova e mancanza di adeguata indicazione delle distrazioni patrimoniali per la bancarotta fraudolenta per distrazione; errata determinazione dell'aumento di pena dopo continuazione; omissione di motivazione sulla mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche; eccessiva/confusa confisca per equivalente (sommata a €.76.150 anziché l'IVA riferibile alle fatture sopravvissute alla prescrizione pari a €.24.150).

La decisione

La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso: ha ritenuto fondati (e annullato con rinvio alla Corte d'appello di Trento - Sezione distaccata di Bolzano) i profili relativi al reato di bancarotta semplice documentale (capo 6 così riqualificato), alla bancarotta fraudolenta per distrazione (capo 7, nei termini indicati) e alla mancata valutazione delle circostanze attenuanti generiche; ha annullato senza rinvio la pronuncia relativa alla quantificazione della confisca, ritenendo corretta la rideterminazione dell'importo confiscabile a €24.150,00 (corrispondente all'IVA delle fatture ritenute rilevanti), anziché €76.150,00; per il resto il ricorso è stato rigettato e le altre statuizioni di condanna sono state confermate. In sintesi: parziale accoglimento con rinvio su specifici capi e rettifica dell'importo della confisca.

Norme richiamate

  • d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74 (legge penale tributaria)

    art. 2, art. 5, art. 8, art. 10, art. 12

    Norme utilizzate per le imputazioni fiscali (dichiarazione fraudolenta, omessa dichiarazione, emissione di fatture per operazioni inesistenti, occultamento/distruzione documenti contabili). La Corte richiama la necessità di motivazione adeguata quando si accerta l'inesistenza delle operazioni e per la misura delle pene accessorie.

  • Regio Decreto 16 marzo 1942, n. 267 (Legge fallimentare)

    art. 216, art. 217, art. 219, art. 223

    La Corte distingue nettamente tra bancarotta fraudolenta documentale (art.216 e correlati) e bancarotta semplice documentale (art.217): la prima richiede l'evento dell'impedimento alla ricostruzione del patrimonio/volume d'affari; la seconda riguarda l'irregolare tenuta delle scritture obbligatorie senza necessità dell'impedimento. Per le distrazioni patrimoniali (art.219, comma 2, n.1) è richiesta la puntuale indicazione degli elementi probatori che colleghino le somme oggetto di distrazione all'imputato e all'azienda interessata.

  • Codice penale

    Art.62-bis (circostanze attenuanti generiche): la loro concessione deve essere espressamente valutata e motivata dal giudice; art.133 (parametri per la determinazione della pena): rilevante nella valutazione del trattamento sanzionatorio e delle attenuanti.

  • Codice di procedura penale

    art. 606, art. 533, art. 597 comma 5

    Art.606 disciplina i motivi di ricorso per cassazione e i limiti del sindacato di legittimità (vizi di motivazione, travisamento della prova). Art.533 riguarda i criteri di valutazione delle prove e la presunzione di innocenza. Art.597 comma 5 è richiamato in relazione alle modalità di richiesta delle attenuanti in sede di rito abbreviato.

  • Legge fallimentare

    Riferimento alla relazione del curatore fallimentare come atto acquisito al processo; la corte sottolinea che la mera relazione del curatore deve essere valorizzata con precisione e non può sostituire l'indicazione puntuale delle fonti di prova che giustificano la qualificazione penale delle condotte.

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello riforma una sentenza assolutoria, deve fornire una motivazione 'rafforzata' che espliciti le linee logiche alternative e confuti i principali argomenti della decisione di primo grado.
  • Occorre distinguere nettamente tra bancarotta fraudolenta documentale (che richiede l'evento dell'impedimento alla ricostruzione del patrimonio/volume d'affari) e bancarotta semplice documentale (che riguarda incongruenze/irregolarità nelle scritture obbligatorie). La qualificazione incide sull'oggetto dell'accertamento e sugli elementi probatori necessari.
  • Per i reati di bancarotta per distrazione, la motivazione deve indicare in modo puntuale da quali operazioni e da quali conti risultano le somme distratte e il nesso con la società interessata; un generico richiamo a un'informativa che riguarda più imprese è insufficiente.
  • La confisca per equivalente va parametrata alle somme concretamente ritenute riconducibili a reati non estinti dalla prescrizione e deve essere quantificata in relazione agli elementi di reato specificamente accertati (non può essere generalizzata o basata su conteggi riferiti a più enti senza distinzione).
  • La mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche richiede motivazione espressa; se la questione è stata sollevata e rimasta sub iudice, il giudice di rinvio deve riesaminarla e motivare.
  • In Cassazione il sindacato è incentrato sulla correttezza logica-giuridica della motivazione e sul travisamento degli atti/processo: non è consentita una mera rivalutazione ex novo delle prove, salvo che emergano palesi carenze logico-giuridiche o omissioni di elementi decisivi.

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