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Cassazione Civile, Ordinanza n. 41488/2021 del 24/12/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia riguardava un immobile sito in Alghero, in area denominata Maria Pia, rispetto al quale due privati avevano ottenuto in primo e secondo grado l'accertamento dell'acquisto per usucapione, con rigetto della domanda del Comune di rilascio del bene. Il Comune ha proposto ricorso per cassazione deducendo due censure. Con il primo motivo ha denunciato violazione degli artt. 111 Cost. e 132, comma 1, n. 4, c.p.c., sostenendo che la Corte d'appello avesse fondato il rigetto della natura indisponibile del bene su circostanze mai dedotte dal Comune e riferite ad altri giudizi, rendendo la motivazione solo apparente e incomprensibile. Con il secondo motivo ha dedotto violazione e falsa applicazione dell'art. 113 c.p.c., degli artt. 822, comma 2, e 824, comma 1, c.c., nonché degli artt. 2, 10, 12, 53, commi 1 e 2, e 54 del d.lgs. n. 42 del 2004, lamentando che la Corte territoriale non avesse riconosciuto la natura pubblicistica del bene, che il Comune assumeva appartenere al demanio culturale perché acquistato con atto del 4 luglio 1970 in un contesto normativo che faceva salvo il vincolo paesaggistico previsto dalla l. n. 1497 del 1939. I resistenti hanno contrastato il ricorso con controricorso.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il primo motivo, ritenendo che la motivazione della sentenza impugnata fosse comprensibile e non apparente, poiché la Corte d'appello aveva esplicitato la ragione del decisum nel mancato accertamento dell'effettiva e attuale destinazione pubblica del bene. Ha invece accolto il secondo motivo, osservando che la Corte territoriale aveva trascurato di esaminare un diverso profilo decisivo, cioè la possibile appartenenza dell'area al demanio culturale in ragione dell'atto di acquisto del 1970 e del vincolo richiamato dalla normativa di allora. La sentenza è stata quindi cassata limitatamente al motivo accolto e la causa rinviata alla Corte d'appello di Cagliari, che dovrà verificare se l'area in cui sorge l'immobile appartenga al demanio culturale, per atto dell'autorità o per le sue intrinseche caratteristiche, e provvedere anche sulle spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • art. 111 Cost.

    La motivazione è nulla solo se manca del tutto o è meramente apparente, cioè non consente di comprendere la ratio decidendi.

  • art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c.

    La nullità della sentenza per difetto di motivazione ricorre solo quando la motivazione sia del tutto mancante o meramente apparente.

  • art. 113 c.p.c.

    La censura investiva l'applicazione della norma di giudizio, ma la Corte ha accolto il motivo solo nella parte in cui la decisione di merito aveva omesso di considerare il diverso profilo della demanialità culturale.

  • art. 822, comma 2, c.c.

    Sono demaniali gli immobili riconosciuti di interesse storico, archeologico e artistico a norma delle leggi in materia.

  • art. 823 c.c.

    Ai beni del demanio culturale si applica il regime di incommerciabilità e inidoneità a formare oggetto di diritti di terzi.

  • art. 824, comma 1, c.c.

    La disciplina del demanio si estende anche ai beni culturali appartenenti a enti pubblici territoriali.

  • art. 2 d.lgs. n. 42 del 2004

    Il patrimonio culturale è costituito dai beni culturali e paesaggistici.

  • art. 53 d.lgs. n. 42 del 2004

    I beni culturali e paesaggistici formano il demanio culturale.

  • art. 54 d.lgs. n. 42 del 2004

    Ai beni del demanio culturale si applica il divieto di alienazione e di costituzione di diritti di terzi.

  • l. 28 marzo 1968, n. 421

    La legge autorizzativa del trasferimento del complesso immobiliare faceva salvo il vincolo paesaggistico già esistente.

  • l. 29 giugno 1939, n. 1497

    Il vincolo di protezione delle bellezze naturali richiamato negli atti doveva essere valutato ai fini della qualificazione del bene.

Massime di principio

  • La nullità della sentenza per difetto di motivazione si configura solo quando la motivazione manchi del tutto o sia talmente incomprensibile da non consentire di ricostruire il percorso logico del giudice; non è sufficiente che la motivazione sia contestata nel merito o fondi il convincimento su elementi asseritamente non condivisi dalla parte.
  • Quando il bene oggetto di controversia è potenzialmente sottratto all'usucapione per appartenenza al demanio culturale, il giudice deve verificare specificamente se ricorrano i presupposti normativi della demanialità culturale, senza limitarsi a valutazioni sulla sola indisponibilità del bene.
  • Per i beni culturali e paesaggistici appartenenti a enti pubblici territoriali, il regime demaniale e l'incommerciabilità derivano dalla presenza dell'interesse culturale o paesaggistico e dalla disciplina di legge, con conseguente irrilevanza dell'eventuale mancata formale attuazione di scelte programmatiche diverse.
  • L'atto amministrativo o legislativo di riconoscimento dell'interesse culturale è necessario per i beni privati, mentre per i beni pubblici può essere sufficiente la loro intrinseca natura culturale, essendo l'atto di accertamento meramente dichiarativo.

Come è indicizzato

MateriePossessoProveImpugnazioni
RamiDiritti realiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaNullità

Testo integrale

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