Sentenza del 10/06/2021 n. 2947 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio
Finanza locale - Tares - Tia - Tari - Tares - Soggetto contribuente - Presenza debiti pregressi - Ente locale - Azioni giudiziali tutela - Altra sede - Soggetto contribuente - Smaltimento rifiuti proprio - Quota variabile - Diritto riduzione - Atto dovuto - Rileva - Ente locale - Illegittimità mancata concessione riduzione - Consegue.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl giudice ha ritenuto illegittima la mancata concessione della riduzione della quota variabile della TARI. Ha stabilito che la riduzione, in presenza di smaltimento in proprio, costituisce un atto dovuto e non può essere negata a causa di debiti pregressi; l'ente locale resta comunque legittimato a perseguire i crediti non riscossi mediante azioni giudiziali in altra sede.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
Il Comune non ha concesso la riduzione della quota variabile della TARI nonostante il contribuente avesse effettuato lo smaltimento in proprio; il Comune aveva rifiutato la riduzione anche in presenza di debiti pregressi del contribuente.
Norme richiamate
legge 147/2013, art. 1, comma 661
La norma è interpretata nel senso che il contribuente che provvede allo smaltimento in proprio può beneficiare della riduzione della quota variabile della TARI; tale concessione è un atto dovuto che non può essere subordinato alla presenza di debiti pregressi.
Massime di principio
- Lo smaltimento in proprio legittima la riduzione della quota variabile della TARI: l'ente deve riconoscerla se dimostrata dal contribuente.
- La concessione della riduzione è un atto dovuto: il Comune non può rifiutarla come forma di ritorsione o compensazione per debiti pregressi.
- Debiti pregressi del contribuente non autorizzano l'ente locale a negare la riduzione; l'ente può invece agire separatamente per il recupero dei crediti mediante procedure giudiziali o esecutive.
- Il contribuente deve fornire prova adeguata dello smaltimento in proprio (documentazione, attestazioni, eventuali ricevute o elementi probatori) per ottenere la riduzione.
- In caso di diniego del Comune, il contribuente ha fondate possibilità di successo in sede giudiziale nel chiedere l'annullamento del diniego e il riconoscimento della riduzione.
- Per l'amministrazione: le valutazioni circa l'esistenza dei presupposti per la riduzione devono essere trattate separatamente dalla fase di riscossione dei crediti; non è corretto utilizzare provvedimenti tariffari come strumento di recupero diretto di debiti.
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