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Ordinanza

Ordinanza n. 5836/2026 - Roma, Sezione 2Q

per l'annullamento - Per quanto riguarda il ricorso introduttivo, dell’ordinanza di demolizione di pretesi abusi edilizi n. 232 del 29.05.2024, prot. n. 0040188 del 29.05.2024, emessa dal Comune di Tivoli, Settore VI – Urbanistica ed edilizia, notificato in data 29.05.2024, e di ogni altro atto presupposto, connesso e comunque consequenziale; Per quanto riguarda il ricorso incidentale presentato da Cinelli Anna Maria, Mosti Similda, Mosti Gianluca e Mosti Andrea: - dell’ordinanza di demolizione n. 232 del 29/05/24, prot. n. 0040188 del 29/05/2024 emessa dal Comune di Tivoli, settore VI-Urbanistica ed Edilizia, notificata il 07.06.2024; Per quanto riguarda i motivi aggiunti: - dell’ordinanza del Comune di Tivoli del 4 luglio 2024, recante il divieto di esercizio di attività commerciale nei luoghi che l’impugnato provvedimento principale definisce come “abusivi” e dell’ordinanza del Comune di Tivoli del 26 luglio 2024, con cui lo stesso ufficio ordina l’apposizione dei sigilli su tutti i presunti locali affetti da presunti abusi edilizi; ISTANZA DI PROROGA DEL TERMINE ASSEGNATO AL VERIFICATORE

Giustizia amministrativa202408374

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. II quaterOrdinanza istruttoriaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza di demolizione di presunti abusi edilizi, nonché ordinanze successive recanti il divieto di esercizio dell’attività commerciale e l’apposizione dei sigilli

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

Il giudizio principale, integrato da motivi aggiunti e da ricorso incidentale proposto dai soggetti evocati come eventuali controinteressati, riguarda l’impugnazione dell’ordinanza di demolizione n. 232 del 29 maggio 2024, emessa dal Comune di Tivoli in relazione a presunti abusi edilizi. Con i motivi aggiunti sono state impugnate anche l’ordinanza comunale del 4 luglio 2024, recante il divieto di esercizio dell’attività commerciale nei locali considerati abusivi, e l’ordinanza del 26 luglio 2024, relativa all’apposizione dei sigilli. La presente ordinanza non esamina i motivi di legittimità degli atti impugnati, ma decide sull’istanza del verificatore diretta a ottenere una proroga di trenta giorni per il deposito della relazione di verificazione. La richiesta è stata motivata dalla necessità, emersa durante le operazioni peritali del 23 febbraio 2026, di acquisire ulteriore documentazione da tutte le parti e svolgere ulteriori approfondimenti tecnici indispensabili alla completezza dell’accertamento.

La decisione

Il TAR ha accolto l’istanza del verificatore, concedendo un ulteriore termine di trenta giorni, decorrente dalla scadenza del termine originariamente assegnato, per l’espletamento dell’incombente istruttorio. Il Collegio ha tuttavia preso atto che, nelle more, il verificatore aveva già depositato la relazione il 17 marzo 2026. L’udienza pubblica già fissata per il 5 maggio 2026 è stata rinviata al 14 luglio 2026, anche in considerazione delle memorie depositate dalle parti. È stata inoltre confermata, sino alla nuova udienza pubblica, la misura cautelare già disposta con l’ordinanza n. 16077/2024. L’ordinanza non definisce il merito delle impugnazioni né stabilisce la legittimità degli atti edilizi e delle misure conseguenti.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniIstruttoria processualeTutela cautelare
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivo

Testo integrale

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