Regolamento (UE) 2026/267
Regolamento di esecuzione (UE) 2026/267 del Consiglio, del 29 gennaio 2026, che attua il regolamento (UE) n. 359/2011 concernente misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl regolamento di esecuzione (UE) 2026/267 del Consiglio modifica l’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011, che disciplina le misure restrittive dell’UE nei confronti di persone, entità e organismi responsabili di gravi violazioni dei diritti umani in Iran. L’atto inserisce nell’elenco 15 persone e 6 entità, sulla base del loro coinvolgimento nella repressione delle proteste, nella detenzione arbitraria, nella censura e nel controllo dell’informazione. Il regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione ed è direttamente applicabile in tutti gli Stati membri.
Aggiornamento dell’elenco delle persone fisiche e giuridiche, entità e organismi soggetti a misure restrittive nei confronti dell’Iran ai sensi del regolamento (UE) n. 359/2011.
Ambito di applicazione
Il regolamento si applica nell’ambito delle misure restrittive dell’Unione contro determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran. L’effetto principale consiste nell’aggiornamento dell’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011 mediante l’inserimento di 15 persone e 6 entità nell’elenco soggetto a restrizioni. Si applica in tutti gli Stati membri ed è direttamente applicabile dalla data di entrata in vigore, coincidente con il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.
Aggiornamento delle misure restrittive UE nei confronti dell’Iran
Il regolamento di esecuzione (UE) 2026/267 del Consiglio attua il regolamento (UE) n. 359/2011, relativo a misure restrittive nei confronti di determinate persone, entità e organismi in considerazione della situazione in Iran. L’intervento si colloca nel quadro della reazione dell’Unione a gravi violazioni dei diritti umani, alla repressione delle proteste e alle pratiche di detenzione arbitraria e censura attribuite alle autorità iraniane.
Contesto e finalità
Nei considerando il Consiglio richiama le conclusioni del 12 dicembre 2022 sulla detenzione arbitraria di cittadini stranieri, anche con doppia cittadinanza, e la dichiarazione dell’Alto rappresentante del 9 gennaio 2026, con cui l’Unione ha condannato l’uso della violenza, della detenzione arbitraria e dell’intimidazione contro i manifestanti, chiedendo il rilascio immediato delle persone detenute ingiustamente e il rispetto dei diritti fondamentali, incluso l’accesso a internet. In tale contesto, il Consiglio ritiene opportuno aggiungere nuove persone ed entità all’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011.
Ambito della modifica normativa
L’unica modifica sostanziale del testo dispositivo consiste nell’aggiornamento dell’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011, che contiene l’elenco dei soggetti sottoposti a misure restrittive. Il presente regolamento non introduce un regime autonomo, ma integra quello già vigente attraverso l’inserimento di 15 persone fisiche e 6 entità. La base giuridica espressamente richiamata è l’articolo 12, paragrafo 1, del regolamento (UE) n. 359/2011.
Soggetti inseriti nell’elenco
Le persone inserite sono designate per il loro ruolo in gravi violazioni dei diritti umani in Iran. Tra i profili più rilevanti figurano:
- Eskandar Momeni, ministro dell’Interno e capo del Consiglio di sicurezza nazionale, per il controllo delle forze dell’ordine e delle forze di sicurezza dell’IRGC coinvolte nella repressione delle proteste;
- Mohammad Movahedi-Azad, procuratore generale, per condanne inique, repressione del dissenso, minacce ai manifestanti e richieste di sequestro dei beni;
- Seyed Majid Feiz Jafari, capo della polizia di pubblica sicurezza, per il ruolo nella repressione violenta delle proteste pacifiche;
- Ahmad Ali Faizullahi, comandante della brigata Saberin Takavar delle forze speciali IRGC, per il coinvolgimento nella repressione delle proteste;
- Iman Afshari, giudice della sezione 26 del Tribunale rivoluzionario di Teheran, per condanne a morte e lunghe pene detentive contro oppositori e minoranze;
- Ali Abdollahi Aliabadi, comandante del quartier generale di Khatam al-Anbiya, per il coordinamento delle operazioni che hanno portato ad arresti, torture e uccisioni;
- Ruhollah Momen Nasab, per attività di controllo dell’abbigliamento femminile, disinformazione online e restrizioni all’accesso alla rete;
- Haidar Olfati, Morteza Sheykhi, Seyed Ali-Asghar Pourbehesht, Alireza Noshad, Rasoul Jalili, Masoud Mosadegh, Mohsen Ebrahimi e Mohsen Fathizadeh, per il loro ruolo nelle forze di sicurezza, nell’IRGC, nelle unità speciali LEF o nei meccanismi di censura e repressione del cyberspazio.
Entità inserite nell’elenco
Le entità aggiunte sono principalmente organismi e società coinvolti nella censura, sorveglianza e repressione digitale:
- SATRA, autorità di regolamentazione dei media audiovisivi, responsabile del monitoraggio e della censura dei contenuti online e video;
- Seraj Cyberspace Organization, creata dall’IRGC per mobilitazione, propaganda, trolling e disinformazione;
- Working Group for Determining Instances of Criminal Content (WGDICC), organo incaricato di filtrare e censurare internet, bloccare piattaforme e VPN;
- Yaftar Pazhohan Pishtaz Rayanesh Limited Company, attiva nello sviluppo di strumenti di sorveglianza e censura online;
- Douran Software Technologies, fornitrice di strumenti di analisi del traffico, filtraggio e blocco di VPN;
- Masaf Institute, impegnato in doxing, campagne diffamatorie e propaganda contro gli oppositori del regime.
Entrata in vigore ed efficacia
L’articolo 2 prevede che il regolamento entri in vigore il giorno della sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. L’atto è espressamente qualificato come obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri, senza necessità di recepimento nazionale.
Implicazioni operative per i professionisti
Per avvocati e commercialisti, il dato operativo principale è l’aggiornamento delle liste soggettive rilevanti ai fini di eventuali controlli sanzionatori, screening clienti/controparti e verifiche di compliance. L’inserimento in elenco può incidere su disponibilità economiche, operazioni finanziarie, rapporti contrattuali e valutazioni di rischio sanzionatorio nell’ambito delle attività connesse all’Iran.
Disposizioni principali
Aggiornamento dell’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011
L’articolo 1 dispone la modifica dell’allegato I del regolamento (UE) n. 359/2011 conformemente all’allegato del regolamento di esecuzione. L’allegato inserisce 15 persone e 6 entità nell’elenco delle persone fisiche e giuridiche, entità e organismi soggetti a misure restrittive.
Motivazione dell’inserimento in elenco
I considerando richiamano la posizione dell’Unione sulla detenzione arbitraria di cittadini stranieri in Iran, la repressione delle proteste e le violazioni della libertà di espressione, associazione e riunione pacifica, nonché del diritto di accesso alle informazioni. Le persone e le entità elencate sono designate per il loro ruolo in gravi violazioni dei diritti umani in Iran, incluse repressione violenta, torture, condanne inique, censura e sorveglianza online.
Entrata in vigore e applicazione diretta
L’articolo 2 stabilisce che il regolamento entra in vigore il giorno della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. È inoltre precisato che il regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.
Soggetti e entità aggiunti all’elenco
Tra le persone inserite figurano, tra gli altri, il ministro dell’Interno e capo del Consiglio di sicurezza nazionale Eskandar Momeni, il procuratore generale Mohammad Movahedi-Azad, vari comandanti IRGC e LEF, nonché soggetti coinvolti nel controllo del cyberspazio e nella repressione online. Tra le entità inserite figurano SATRA, Seraj Cyberspace Organization, WGDICC, Yaftar, Douran Software Technologies e Masaf Institute.
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La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Normativa europea, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
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