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Sentenza

Sentenza n. 638/2026 - Brescia, Sezione 1

Giustizia amministrativa202501440

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Brescia, Sez. ISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata tempestiva esecuzione della sentenza del Tribunale di Bergamo che aveva riconosciuto il beneficio della Carta elettronica del docente

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docenti)

Prevale il privato

La controversia

I ricorrenti hanno promosso il giudizio di ottemperanza ai sensi degli artt. 112 e seguenti c.p.a. per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Bergamo, sezione lavoro, che aveva condannato il Ministero a riconoscere loro il beneficio della Carta elettronica del docente per gli anni scolastici indicati nella sentenza, nei limiti della prescrizione quinquennale. Il Ministero si è costituito formalmente e, nel corso del giudizio, ha comunicato di avere accreditato le somme dovute sul cosiddetto Borsellino elettronico. I ricorrenti hanno quindi confermato l’integrale esecuzione della sentenza, insistendo per la condanna alle spese in ragione del ritardo nell’adempimento.

La decisione

Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, rilevando che la domanda di ottemperanza aveva trovato piena soddisfazione in sede amministrativa e che non residuava quindi alcun oggetto sul quale pronunciarsi ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a. Quanto alle spese, il Collegio ha applicato il principio della soccombenza virtuale: l’adempimento tardivo del Ministero ha confermato la fondatezza della pretesa azionata. Il Ministero è stato pertanto condannato a rifondere ai ricorrenti cinque sesti delle spese di lite, liquidate in 500 euro oltre oneri di legge, con distrazione in favore dei difensori antistatari; la restante parte è stata compensata in considerazione dell’intervallo temporale tra la sentenza del giudice del lavoro, la richiesta di pagamento, la notificazione del ricorso e l’effettivo pagamento.

Norme richiamate

  • artt. 112 e seguenti c.p.a.

    Disciplinano il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali.

  • art. 114 c.p.a.

    Individuato quale riferimento normativo del giudizio di ottemperanza, senza ulteriore specificazione nel testo.

  • art. 34, comma 5, c.p.a.

    Consente di non pronunciarsi più sull’oggetto della controversia quando la pretesa è stata integralmente soddisfatta nel corso del giudizio, con conseguente dichiarazione di cessazione della materia del contendere.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    Prevede il beneficio della Carta elettronica del docente per l’aggiornamento e la formazione del personale docente.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l’amministrazione esegue integralmente il provvedimento giurisdizionale azionato, viene meno l’oggetto della controversia e il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere.
  • L’adempimento dell’amministrazione intervenuto dopo la proposizione del giudizio di ottemperanza non esclude la regolazione delle spese secondo il principio della soccombenza virtuale, se il ritardo nell’esecuzione conferma la fondatezza della pretesa del ricorrente.
  • Nella liquidazione delle spese secondo la soccombenza virtuale, il giudice può considerare l’intervallo temporale tra la formazione del titolo esecutivo, la richiesta di adempimento, la notificazione del ricorso e l’effettivo pagamento, compensando parzialmente le spese quando l’adempimento sia intervenuto dopo tali passaggi.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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