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Sentenza

Sentenza n. 994/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202300602

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di una pluralità di opere edilizie ritenute abusive, con impugnazione anche del richiamato diniego di compatibilità paesaggistica

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l’ordinanza di demolizione relativa a opere comprendenti la trasformazione di un’area a giardino in terrazzo mediante pavimentazione esterna, la modifica dei parapetti, la mancata rimozione di un filare di tegole prescritto dalla Soprintendenza, un ampliamento volumetrico, una tettoia e una porzione di terrazzo al secondo livello. Ha dedotto la violazione degli artt. 27, 31, 36 e 37 del d.P.R. n. 380/2001 e degli artt. 146, 149 e 167 del d.lgs. n. 42/2004, nonché difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, carenza dei presupposti ed eccesso di potere. In particolare, ha contestato che l’ordinanza individuasse indistintamente due destinatari senza chiarire l’imputabilità delle singole opere e la sua posizione soggettiva rispetto agli interventi. Ha inoltre rappresentato di avere presentato istanze di compatibilità paesaggistica e di accertamento di conformità e di voler ripristinare spontaneamente lo stato dei luoghi per le opere ulteriori.

La decisione

Il TAR non ha esaminato nel merito i motivi di legittimità dedotti. Ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, rilevando che nelle more del giudizio era stato integralmente ripristinato lo stato dei luoghi in esecuzione dell’ordinanza impugnata. Il ripristino è stato rappresentato dalla stessa parte ricorrente e documentato mediante relazione tecnica, comunicazione del soggetto esecutore e dichiarazioni delle ditte che avevano eseguito i lavori. Poiché l’integrale esecuzione dell’ordine demolitorio aveva esaurito gli effetti dell’atto e impediva al ricorrente di conseguire un’utilità pratica dall’eventuale annullamento, è venuto meno l’interesse concreto e attuale alla decisione, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a. Le spese sono state integralmente compensate per giusti motivi, in ragione della definizione in rito determinata da vicende sopravvenute alla proposizione del ricorso.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente di dichiarare improcedibile il ricorso quando, per sopravvenute circostanze, viene meno l’interesse concreto e attuale alla decisione.

  • art. 27 d.P.R. n. 380/2001

    Norma richiamata dal ricorrente tra quelle asseritamente violate dall’ordinanza di demolizione; il giudice non ne ha esaminato il merito.

  • art. 31 d.P.R. n. 380/2001

    Norma richiamata dal ricorrente in relazione all’ordine di demolizione; il giudice non ne ha esaminato il merito.

  • art. 36 d.P.R. n. 380/2001

    Norma richiamata dal ricorrente in relazione all’accertamento di conformità; il giudice non ne ha esaminato il merito.

  • art. 37 d.P.R. n. 380/2001

    Norma richiamata dal ricorrente in relazione alle opere contestate e alla prospettata istanza di accertamento di conformità; il giudice non ne ha esaminato il merito.

  • art. 146 d.lgs. n. 42/2004

    Norma richiamata dal ricorrente in materia di compatibilità paesaggistica; il giudice non ne ha esaminato il merito.

  • art. 149 d.lgs. n. 42/2004

    Norma richiamata dal ricorrente in materia paesaggistica; il giudice non ne ha esaminato il merito.

  • art. 167 d.lgs. n. 42/2004

    Norma richiamata dal ricorrente in materia di accertamento di compatibilità paesaggistica; il giudice non ne ha esaminato il merito.

Massime di principio

  • L’interesse a ricorrere deve sussistere non solo al momento della proposizione del ricorso, ma anche al momento della decisione e deve consistere in un’utilità concreta e attuale derivante dall’eventuale accoglimento.
  • L’integrale ripristino dello stato dei luoghi eseguito in attuazione di un’ordinanza di demolizione può determinare la sopravvenuta carenza di interesse all’impugnazione dell’ordinanza quando abbia esaurito gli effetti del provvedimento e l’annullamento non sia più idoneo a procurare un’utilità pratica al ricorrente.
  • Quando il venir meno dell’interesse dipende da vicende sopravvenute alla proposizione del ricorso, il giudizio deve essere definito con una pronuncia di improcedibilità, senza esame dei motivi di legittimità dedotti.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaProcesso amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseLegittimazione e interesse a ricorrere

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