Cassazione Penale, Sentenza n. 4215/2024 del 31/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione, in Cassazione, dell'ordinanza del Tribunale di Verbania che aveva accolto l'istanza di riesame e revocato il sequestro preventivo di due orologi Rolex disposto dal G.I.P. e convalidato dal Tribunale. L'accusa contestava il reato di sottrazione di merci ai diritti di confine (evasione IVA all'importazione per complessivi euro 21.363,60) in concorso (artt. 81, 110 c.p.; artt. 282, 301 d.P.R. 43/1973 in relazione agli artt. 1, 67, 70 d.P.R. 633/1972). Il P.M. lamentava che il Tribunale del riesame avesse errato nell'escludere il fumus del reato ritenendo invece necessari elementi (a suo avviso errati) riconducibili a un "dolo specifico", mentre la sottrazione ai diritti di confine richiede solo dolo generico o dolo eventuale. In concreto il P.M. contestava la valutazione probatoria del Tribunale che aveva ritenuto che: a) un Rolex (Daytona n.116506) fosse di proprietà di Iannaccone e fosse stato consegnato a Ferro solo per un servizio fotografico; b) per l'altro orologio l'imposta non versata sarebbe sotto la soglia penale di 10.000 euro; inoltre il Tribunale aveva ritenuto assente un periculum in mora quantomeno rispetto a Iannaccone.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Procuratore inammissibile. Il motivo era, di fatto, un'apprezzazione del merito e della motivazione del Tribunale del riesame (vizio di motivazione) che non è sindacabile in Cassazione nelle ordinarie questioni di sequestro preventivo salvo che la motivazione sia del tutto mancante o radicalmente carente. La Corte ha ritenuto che l'ordinanza del riesame riportasse un'analisi documentale e probatoria (pubblicazione fotografica anteriore alla perquisizione, tessera di membro Bucherer 1888, circostanze sulla titolarità e uso degli orologi) tale da rendere comprensibile il percorso logico del giudice; altresì la censura del P.M. relativa a presunta applicazione di un requisito del "dolo specifico" è stata ritenuta generica e non adeguatamente specificata come violazione di legge. Conseguentemente il provvedimento di riesame che aveva revocato il sequestro è stato mantenuto (ossia il ricorso del P.M. è stato respinto) e i resistenti hanno prevalso.
Norme richiamate
Codice Penale
Richiamati per la disciplina della responsabilità concorrente e della pena; usati per inquadrare la partecipazione agli illeciti contestati.
d.P.R. 43/1973 (Testo Unico Doganale)
art. 282, art. 301, art. 292
Norme relative a violazioni in materia doganale e sanzioni; art. 292 citato nella censura come norma violata riguardante fattispecie di contrabbando/sottrazione ai diritti di confine.
d.P.R. 633/1972 (IVA)
Riferite alla disciplina dell'IVA e alle fattispecie rilevanti ai fini dell'imposta all'importazione; utilizzate per quantificare l'evasa e verificare la rilevanza penale.
Codice di Procedura Penale
art. 325 (ricorso per cassazione in materia di sequestro), art. 173 disp. att. c.p.p.
Stabilisce che il ricorso per Cassazione contro ordinanze di sequestro è ammesso unicamente per violazione di legge; l'art. 173 disp. att. limita l'ampiezza delle deduzioni in cassazione.
Giurisprudenza
Sez. 5, n. 43068/2009; Sez. U, n. 25932/2008; Sez. U, n. 5876/2004
Principi affermati secondo cui la Cassazione, in materia di sequestro, può sindacare la motivazione solo se essa è totalmente mancante o priva dei minimi requisiti di coerenza, completezza e ragionevolezza.
Massime di principio
- Avverso ordinanze di sequestro preventivo o probatorio il ricorso in Cassazione è ammesso solo per violazione di legge: critiche meramente incentrate sulla valutazione delle prove o sulla motivazione sono inammissibili salvo che la motivazione sia del tutto assente o abnormemente carente.
- Per i reati doganali/di sottrazione ai diritti di confine non è necessario dimostrare un "dolo specifico" distinto dal dolo generico; tuttavia la configurabilità del fumus commissi delicti si decide sulla base della complessiva valutazione probatoria e documentale.
- Il giudice del riesame deve motivare con sufficiente chiarezza la valutazione degli elementi oggettivi e soggettivi del reato e il periculum in mora: se questa motivazione è congrua e comprensibile, difficilmente potrà essere rovesciata in Cassazione con un motivo generico.
- Sospetti riguardo alla titolarità o all'uso del bene (es. proprietà, consegna per servizio fotografico, usi temporanei) possono essere decisivi nel sindacare l'esistenza del fumus e del periculum e quindi nell'esito dell'istanza di riesame del sequestro.
- Quando il danno fiscale contestato è sotto soglie previste (es. soglia di rilevanza penale indicata dal P.M. come 10.000 euro) la rilevanza penale dell'illecito può venire meno e ciò può incidere sulla sussistenza del fumus ai fini del sequestro.
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