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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10878/2026 del 23/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Milano. Dal testo emerge che i motivi erano quattro: il primo e il terzo si limitavano, sostanzialmente, a riproporre censure già dedotte in appello, senza una critica specifica e argomentata alla motivazione della sentenza impugnata; il secondo invocava l'art. 152 c.p., ma la Corte lo ha ritenuto manifestamente infondato perché la norma riguarda la persona offesa che rifiuta di essere convocata a testimoniare e non è applicabile nel rito abbreviato in assenza di integrazione istruttoria; il quarto motivo atteneva al trattamento sanzionatorio, ma era formulato in modo meramente stereotipato e non indicava reali ragioni di censura. La memoria depositata dall'imputato annunciava motivi nuovi, ma si limitava a reiterare questioni già esaminate.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, rilevando che la maggior parte dei motivi era generica e aspecifica, in quanto mera riproduzione di quelli già proposti in appello, quindi incapace di assolvere alla funzione di critica argomentata della decisione impugnata. Il secondo motivo è stato dichiarato manifestamente infondato perché fondato su una norma non applicabile al caso concreto. Il quarto motivo è stato ritenuto di stile e dunque generico, anche perché la sentenza di merito aveva già motivato adeguatamente sul trattamento sanzionatorio in base all'atteggiamento processuale dell'imputato e alla gravità del fatto. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 581, lett. c), c.p.p.

    È richiamato per affermare il requisito di specificità dei motivi di ricorso; la sua violazione comporta genericità e inammissibilità dei motivi.

  • art. 591, lett. c), c.p.p.

    È richiamato in relazione alla mancanza di specificità dei motivi, quale causa di inammissibilità del ricorso.

  • art. 152 c.p.

    La Corte afferma che la disposizione si riferisce alla persona offesa che declina la convocazione a testimoniare e non è applicabile nel giudizio abbreviato in assenza di integrazione istruttoria.

Massime di principio

  • Nel giudizio di legittimità i motivi di ricorso devono essere specifici e contenere una critica argomentata alla sentenza impugnata; la mera riproposizione delle censure già svolte in appello integra genericità e aspecificità.
  • È manifestamente infondato il motivo che invochi una norma non applicabile al caso concreto, specie quando la disposizione richiamata presupponga una situazione processuale diversa da quella dedotta.
  • In cassazione non sono ammesse censure che si risolvano in una rivalutazione del merito, se la sentenza impugnata ha già affrontato in modo non illogico e puntuale i profili di fatto contestati.
  • La doglianza sul trattamento sanzionatorio deve indicare specifiche ragioni di illogicità o erroneità; formule stereotipate o meramente di stile non sono idonee a scalfire la motivazione di merito.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese processuali e, nei casi previsti, al versamento di una somma in favore della Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiNullità processuale

Testo integrale

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