Sentenza n. 9899/2026 - Roma, Sezione 2
per l'annullamento - del provvedimento dell'Ambasciata d'Italia a Beirut, Visal Denial Decision, n. 002128, in data 19.09.2023, avente ad oggetto il diniego del visto di ingresso richiesto per motivi di studio dalla Signora Reem Cheaib prot. n. 10736 in data 31.08.2023 - di tutti gli atti presupposti, preparatori, inerenti e/o conseguenti e comunque connessi, anche non cogniti ed in particolare della comunicazione dell'Ambasciata d''Italia a Beirut, ex art. 10 bis della Legge n. 241/1990, prot. n. 001986 in data 6.09.2023;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse, ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione della ricorrente. La controversia è stata definita esclusivamente in rito, senza esame della legittimità del diniego del visto né dei motivi di ricorso. Le spese di giudizio sono state compensate.
Atto impugnato: diniego dell’Ambasciata d’Italia a Beirut del visto di ingresso per motivi di studio, nonché la comunicazione di preavviso di rigetto
Esito
Favorevole al resistente (ministero)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La ricorrente ha impugnato il diniego del visto di ingresso per motivi di studio adottato dall’Ambasciata d’Italia a Beirut e gli atti presupposti, tra cui la comunicazione ex art. 10-bis l. 241/1990. Il testo richiama i motivi di ricorso, ma non ne espone il contenuto specifico. Nel corso del giudizio, la ricorrente ha dichiarato, con nota depositata l’11 marzo 2026, la sopravvenuta carenza di interesse alla decisione.
Norme richiamate
art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse
La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso; il giudice può definire la controversia in forma semplificata quando ricorrono i relativi presupposti.
art. 10-bis l. 241/1990
comunicazione ex art. 10 bis
La disposizione è richiamata quale fondamento della comunicazione di preavviso di rigetto impugnata insieme al diniego, senza che il giudice ne esamini la legittimità.
Massime di principio
- La dichiarazione della parte ricorrente di sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, quando non emergano ragioni per proseguire d’ufficio il giudizio, comporta la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell’art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.
- La definizione del giudizio esclusivamente in rito per sopravvenuta carenza di interesse non richiede l’esame dei motivi di illegittimità dedotti contro il provvedimento impugnato.
- In caso di definizione esclusivamente in rito per sopravvenuta carenza di interesse, le spese possono essere compensate in ragione della natura della decisione.
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