Parere n. 1545/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 1
Ricorso straordinario al Presidente della Repubblica, con istanza sospensiva, proposto da Condominio Girasole - di Curzio Riccardo, contro Comune di Pontecagnano Faiano, e nei confronti di Beer & Wine di Daniele Spisso & C. Sas, avverso: a) concessione in uso di suolo pubblico n. 31293/2020; b) comunicazione del settore finanza e gestione delle finanze prot. n. 34719 del 15 settembre 2020; c) qualsiasi atto istruttorio di estremi e contenuto non conosciuti; d) di tutti gli atti presupposti, collegati, connessi e conseguenziali.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeRicorso straordinario contro la concessione triennale di uso di suolo pubblico n. 31293/2020, la comunicazione prot. n. 34719 del 15 settembre 2020 e gli atti presupposti, con istanza sospensiva
Esito
La questione giuridica
Il condominio ricorrente impugna la concessione rilasciata dal Comune a una società privata per la realizzazione di un dehors continuativo su suolo pubblico. La struttura, asseritamente ancorata alla facciata condominiale mediante quattordici staffe metalliche e destinata a coprire circa quaranta metri quadrati, avrebbe richiesto, secondo il ricorrente, una preventiva autorizzazione dell'assemblea condominiale e, sul piano urbanistico-edilizio, il permesso di costruire, in quanto opera non amovibile. Sono inoltre contestate le sanatorie eventualmente rilasciate dal Comune. Il ricorso articola quattro motivi, incentrati sulla qualificazione edilizia dell'intervento ai sensi dell'art. 3 del d.P.R. n. 380/2001 e sulla necessità dell'assenso condominiale. Prima di esaminare rito e merito, la Sezione deve verificare se permanga l'interesse alla decisione, poiché la concessione, rilasciata il 29 settembre 2020 con durata triennale, è scaduta il 28 settembre 2023 e non risulta rinnovata.
Il parere
Il Consiglio di Stato non definisce il ricorso nel merito e non si pronuncia sui motivi dedotti, lasciando impregiudicate tutte le questioni processuali e sostanziali. Rilevata la scadenza del titolo concessorio e la possibile incidenza di eventuali sanatorie, dispone che il Ministero competente acquisisca e riferisca sulle circostanze indicate e accerti, entro quarantacinque giorni dalla comunicazione del parere, l'eventuale sopravvenuta carenza di interesse o cessazione della materia del contendere. La trattazione viene rinviata a una successiva adunanza. La Sezione richiama inoltre l'esigenza di rispettare il termine istruttorio per evitare ulteriori ritardi nella definizione del ricorso e il conseguente rischio di indennizzi per violazione della ragionevole durata del procedimento.
Osservazioni
Permanenza dell'interesse a ricorrere
Poiché la concessione di uso del suolo pubblico aveva durata triennale ed è scaduta il 28 settembre 2023, il Ministero deve verificare e riferire se permanga un interesse concreto e attuale alla decisione del ricorso, tenendo conto anche di eventuali atti di rinnovo o sanatorie.
Accertamento della sopravvenuta carenza di interesse o cessazione della materia del contendere
Il competente Ministero deve accertare, entro quarantacinque giorni dalla comunicazione del parere, l'eventuale sopravvenuta carenza di interesse o cessata materia del contendere e relazionare sulle questioni indicate dalla Sezione.
Rinvio dell'esame del ricorso
L'emissione del parere è sospesa, senza decisione sulle questioni di rito e di merito, nelle more degli adempimenti istruttori; la trattazione è rinviata a una successiva adunanza.
Norme richiamate
d.P.R. 1199/1971
Il ricorso straordinario costituisce il procedimento nel quale è richiesto il parere della Sezione, ma il testo non richiama uno specifico articolo.
art. 3 d.P.R. 380/2001
È richiamato dal ricorrente per sostenere che la realizzazione del dehors, per tipologia, funzione e natura, costituisca intervento edilizio soggetto a permesso di costruire; la Sezione non esamina ancora tale questione.
art. 6 CEDU
le tutele previste dalla Convenzione (e segnatamente l’art. 6 sulla ragionevole durata dei processi) sono riferibili anche al ricorso straordinario
Secondo il richiamo alla sentenza della Corte costituzionale n. 63 del 2023, le garanzie convenzionali, compresa quella relativa alla ragionevole durata, si applicano anche al ricorso straordinario.
sentenza Corte costituzionale n. 63 del 2023
È richiamata quale conferma dell'applicabilità al ricorso straordinario delle tutele previste dalla CEDU, in particolare della garanzia della ragionevole durata.
sentenza CEDU, sezione prima, 8 settembre 2020, Mediani c. Italia
È indicata quale precedente della Corte europea dei diritti dell'uomo sul riferirsi delle garanzie convenzionali, inclusa la ragionevole durata, anche al ricorso straordinario.
Massime di principio
- Nel ricorso straordinario, quando nelle more della trattazione scade il titolo amministrativo impugnato, la Sezione deve verificare preliminarmente la permanenza di un interesse concreto e attuale alla decisione, anche alla luce di eventuali rinnovi o sanatorie sopravvenute.
- La scadenza del provvedimento impugnato non determina automaticamente la definizione del ricorso: occorre accertare in concreto l'eventuale sopravvenuta carenza di interesse o la cessazione della materia del contendere.
- Nel procedimento relativo a un ricorso straordinario, il Consiglio di Stato può sospendere l'emissione del parere e disporre adempimenti istruttori finalizzati a verificare l'attualità dell'interesse, lasciando impregiudicate le questioni di rito e di merito.
- L'esigenza di rispettare i termini assegnati per gli adempimenti istruttori nel ricorso straordinario è collegata alla garanzia della ragionevole durata del procedimento e alla prevenzione di possibili pretese indennitarie per il ritardo.
Ricorso straordinario contro la concessione di suolo pubblico per un dehors
Il parere riguarda un ricorso straordinario proposto da un condominio contro il Comune di Pontecagnano Faiano, nei confronti della società privata beneficiaria, per l'annullamento di una concessione triennale di uso di suolo pubblico, della relativa comunicazione e degli atti presupposti. Il Ministero competente ha trasmesso la relazione istruttoria alla Sezione Prima.
Fatti e provvedimenti impugnati
Il Comune aveva concesso alla società l'uso di suolo pubblico per la realizzazione di un dehors continuativo. Secondo il condominio, la struttura invade la facciata condominiale e presenta falde inclinate ancorate al muro perimetrale mediante quattordici staffe metalliche, per una superficie complessiva di circa quaranta metri quadrati. A seguito dell'accertamento di irregolarità, la società aveva inoltre ottenuto una sanatoria comunale.
La concessione n. 31293/2020 è stata rilasciata il 29 settembre 2020 per tre anni. Dagli atti non risulta intervenuto un rinnovo e il titolo è quindi scaduto il 28 settembre 2023.
Motivi dedotti dal condominio
Il ricorrente sostiene che la struttura:
- avrebbe richiesto una preventiva delibera condominiale autorizzativa, poiché ancorata alla facciata dell'edificio;
- sarebbe soggetta al permesso di costruire ai sensi dell'art. 3 del d.P.R. n. 380/2001, in ragione della sua natura, funzione e non amovibilità;
- non sarebbe riconducibile alla nozione di dehors contenuta nel regolamento comunale sull'occupazione di suolo pubblico, che lo descrive come struttura corredata da elementi amovibili e facilmente trasportabili;
- sarebbe stata assentita senza il necessario assenso relativo all'incidenza dell'opera sulla facciata condominiale.
Il ricorso articola complessivamente quattro motivi. Il Comune e la società chiedono il rigetto, mentre la relazione ministeriale prospetta l'accoglimento, subordinatamente alla verifica della permanenza dell'interesse ad agire.
Verifica preliminare dell'interesse alla decisione
La Sezione osserva che il titolo impugnato aveva durata triennale ed è ormai scaduto. Per tale ragione, prima di esaminare le questioni di rito e di merito, occorre verificare se il condominio conservi un interesse concreto e attuale alla coltivazione del ricorso, anche considerando eventuali sanatorie intervenute.
La scadenza della concessione non viene ritenuta sufficiente, da sola, per definire il procedimento: è necessario acquisire informazioni aggiornate sull'eventuale rinnovo del titolo, sulle sanatorie e sugli effetti ancora attuali degli atti impugnati.
Adempimenti istruttori e ragionevole durata
La Sezione dispone che il Ministero competente relazioni sulle questioni indicate e accerti l'eventuale sopravvenuta carenza di interesse o cessazione della materia del contendere entro quarantacinque giorni dalla comunicazione del parere.
Il Consiglio di Stato richiama la sentenza della Corte costituzionale n. 63 del 2023 e la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, sezione prima, 8 settembre 2020, Mediani c. Italia, secondo cui le garanzie della Convenzione europea, compresa quella relativa alla ragionevole durata dei processi di cui all'art. 6 CEDU, si applicano anche al ricorso straordinario. Il rispetto del termine assegnato è quindi considerato indispensabile anche per prevenire possibili oneri erariali connessi al pagamento di indennizzi per la ritardata definizione.
Esito interlocutorio
La Sezione sospende l'emissione del parere e rinvia l'esame a una successiva adunanza, da fissarsi con separato decreto presidenziale. Ogni questione di rito e di merito, compresa la qualificazione edilizia del dehors, la necessità del permesso di costruire e l'esigenza dell'autorizzazione condominiale, resta impregiudicata.
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