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Sentenza

Sentenza n. 3994/2026 - Roma, Sezione 5B

per l'annullamento del DM del Ministro dell'Interno il 19.03.2019 notificato in data 15.10.2019 di reiezione della domanda di concessione cittadinanza italiana (K10/-OMISSIS-).

Giustizia amministrativa202000160

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. V bisSentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego ministeriale di concessione della cittadinanza italiana per asserita pericolosità per la sicurezza della Repubblica

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il decreto del Ministro dell'Interno del 19 marzo 2019, notificato il 15 ottobre 2019, con cui era stata respinta la domanda di concessione della cittadinanza italiana proposta ai sensi dell'art. 9, comma 1, lett. f), della legge n. 91/1992, in ragione di una ritenuta pericolosità per la sicurezza della Repubblica. Nel corso del giudizio, a seguito dell'ordine istruttorio di deposito della relazione dei servizi di sicurezza, l'Amministrazione ha preannunciato il riesame della posizione alla luce di nuovi elementi favorevoli e ha successivamente depositato il decreto del Presidente della Repubblica del 9 ottobre 2025, con cui la cittadinanza italiana è stata conferita al ricorrente. Il ricorrente ha contestato soltanto la richiesta di compensazione delle spese, rappresentando di avere dovuto reiterare l'istanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, rilevando che l'intervenuta concessione della cittadinanza italiana aveva soddisfatto integralmente l'interesse sostanziale azionato mediante l'impugnazione del diniego. Non è stata quindi esaminata la legittimità originaria del decreto ministeriale. Le spese di lite sono state compensate, ritenendo sussistenti giusti motivi in ragione della delicatezza degli interessi coinvolti e del principio di precauzione cui deve ispirarsi l'azione amministrativa in materia di sicurezza della Repubblica. Il giudice ha inoltre considerato che l'Amministrazione non poteva discostarsi dalle valutazioni di pericolosità espresse dai servizi di sicurezza all'epoca dell'esame della domanda e che tali valutazioni erano venute meno solo recentemente.

Norme richiamate

  • art. 9, comma 1, lett. f), l. 5 febbraio 1992, n. 91

    La domanda di cittadinanza era stata presentata ai sensi di tale disposizione; il diniego era fondato sulla ritenuta pericolosità del richiedente per la sicurezza della Repubblica.

  • artt. 72-bis e 74 c.p.a.

    Richiamati quali disposizioni processuali applicate per la definizione della controversia.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196

    Richiamato quale fondamento dell'oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 del Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, unitamente all'art. 52 del d.lgs. n. 196/2003, a tutela dei diritti e della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • La sopravvenuta adozione del provvedimento richiesto, quando soddisfa integralmente l'interesse sostanziale dedotto in giudizio, determina la cessazione della materia del contendere, senza necessità di esaminare la legittimità originaria dell'atto impugnato.
  • In materia di concessione della cittadinanza per ragioni connesse alla sicurezza della Repubblica, l'Amministrazione può fondare il diniego sulle valutazioni dei servizi di sicurezza e deve ispirare la propria azione al principio di precauzione; il successivo superamento di tali valutazioni può giustificare un nuovo esame della posizione e l'adozione del provvedimento favorevole.
  • La cessazione della materia del contendere non comporta necessariamente la condanna alle spese: queste possono essere compensate per giusti motivi, anche considerando la delicatezza degli interessi di sicurezza coinvolti e il carattere prudenziale dell'originaria valutazione amministrativa.

Come è indicizzato

MaterieCittadinanzaEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interessePrincipi di precauzione e prevenzione

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