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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17860/2022 del 04/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La Procura Generale ha impugnato, ex art. 569 c.p.p., la sentenza del Tribunale di Catania che aveva condannato i due imputati per il reato ricondotto all'art. 335 c.p., sostenendo che vi fosse una assoluta diversità tra il fatto originariamente contestato (oltraggio ex art. 341-bis c.p.) e la fattispecie riconosciuta nella motivazione e nel dispositivo della sentenza, con conseguente violazione degli artt. 521 e 522 c.p.p. e nullità della decisione.

La decisione

La Corte ha ritenuto che la 'distonia' denunciata non fosse una divergenza sostanziale tra contestazione e decisione ma un mero errore materiale nella trascrizione della rubrica dell'imputazione. Dal contenuto originario degli atti risultava infatti la contestazione dell'art. 335 c.p., poi effettivamente richiamata e applicata dal giudice in sede di motivazione e dispositivo. Di conseguenza il ricorso è stato dichiarato inammissibile e gli atti sono stati trasmessi al Tribunale di Catania per la correzione dell'errore materiale.

Norme richiamate

  • art. 569 cod. proc. pen.

    Norma invocata quale base dell'impugnazione proposta dalla Procura Generale; la Corte ha valutato l'inammissibilità del ricorso proposto ai sensi di tale disposizione.

  • art. 335 cod. pen.

    Fattispecie sostanziale per la quale i giudicanti hanno infine ritenuto i ricorrenti responsabili; la Corte ha rilevato che tale contestazione risultava dagli atti e fu poi richiamata nella motivazione.

  • art. 341-bis cod. pen.

    Fattispecie originariamente indicata nella rubrica (oltraggio) secondo il ricorrente, sulla quale la Procura Generale fondava il vizio di discordanza; la Corte ha ritenuto che la menzione fosse frutto di errore materiale nella rubrica e non una diversa contestazione sostanziale.

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente come presunta violata a causa della discordanza tra imputazione e motivazione/dispositivo; la Corte non ha riconosciuto la violazione sostanziale evocata.

  • art. 522 cod. proc. pen.

    Norma richiamata in relazione alla nullità denunciata dal ricorrente; la Corte ha ritenuto che non sussistesse una nullità formale tale da giustificare l'annullamento, trattandosi di errore materiale correggibile.

Massime di principio

  • La divergenza tra la contestazione formale e la decisione è rilevante e può determinare nullità solo se incide sulla sostanza dell'imputazione e sulla possibilità di difesa dell'imputato; se la discordanza è limitata a un errore materiale nella rubrica o trascrizione e il contenuto dell'azione e della motivazione sono coerenti, si tratta di vizio correggibile.
  • Prima di proporre impugnazioni per 'divergenza' è essenziale verificare il contenuto originario degli atti (atto di accusa, formulazione dell'imputazione) e se il giudice, nella motivazione e nel dispositivo, abbia effettivamente applicato una fattispecie diversa da quella perseguita dall'azione.
  • Se la parte vuole ottenere annullamento per vizio di forma deve dimostrare che la presunta discrepanza ha alterato gli elementi essenziali dell'imputazione o ha impedito una difesa adeguata; altrimenti il rimedio corretto è la rettifica dell'errore materiale da parte dell'ufficio giudicante.
  • La Corte di legittimità (o sezione) può dichiarare inammissibile un ricorso che impugni un mero errore materiale e disporre la trasmissione degli atti per la correzione, evitando l'annullamento quando non è prospettabile una lesione sostanziale dei diritti della difesa.
  • Nelle impugnazioni è utile documentare con precisione il nesso tra atto di accusa, istruttoria e motivazione per distinguere fra errore materiale correggibile e discrasia sostanziale che incide sul giudizio di responsabilità.

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