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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 26447/2024 del 04/07/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Istanza di restituzione nel termine per impugnare la sentenza d'appello del 08/02/2024 che aveva confermato la condanna per furto aggravato; la ricorrente sosteneva di non aver avuto conoscenza del processo e della sentenza a causa di difformità nelle notifiche (nomina di difensore di fiducia e contemporanea elezione di domicilio presso il difensore d'ufficio/ domiciliatario) e per i periodi di detenzione che le avrebbero impedito contatti con i difensori

La decisione

Il giudice ha rigettato l'istanza. Ha ritenuto che la ricorrente avesse piena conoscenza del procedimento (notifica a mani del avviso di conclusione indagini il 15/06/2016; nomina di un difensore di fiducia e contemporanea elezione di domicilio presso l'avv. Dalla Baratta, con notifiche regolarmente eseguite a quell'indirizzo). La Corte ha escluso che la vittima fosse incolpevolmente ignara del processo: l'elezione di domicilio è stata considerata volontaria e non vale la detenzione come giustificazione automatica, essendo la ricorrente assistita da difensore di fiducia con cui avrebbe potuto comunicare. L'istanza è stata quindi respinta e il ricorso rigettato.

Norme richiamate

  • art. 175 comma 2.1 c.p.p.

    Disposizione applicabile alla restituzione nel termine per impugnare sentenze pronunciate dopo la riforma (d.lgs. 150/2022). Richiede prova che l'imputato non abbia avuto conoscenza del procedimento e che l'omissione sia stata senza colpa; la Corte ha ritenuto che tali condizioni non sussistessero nel caso concreto.

  • art. 175 comma 2-bis c.p.p.

    Termine di presentazione dell'istanza di restituzione: la Corte ha ritenuto l'istanza tempestiva rispetto all'inizio della decorrenza indicata dalla norma.

  • art. 629-bis c.p.p.

    Rimedio della rescissione del giudicato per casi di erronea dichiarazione di assenza; distinto dalla restituzione ex art. 175(2.1): la rescissione riguarda errori nella declaratoria di assenza, mentre l'art.175 riguarda la mera restituzione del termine per proporre impugnazione quando sussista la prova di non conoscenza incolpevole.

  • d.lgs. n.150 del 2022 (riforma Cartabia), art. 11, comma 1, lett. b), n.1

    Norma che ha introdotto il nuovo rimedio restitutorio richiamato dall'art.175 c.p.p.; la Corte ha applicato tale rimedio e ne ha delineato il campo di operatività rispetto alla rescissione del giudicato.

  • Giurisprudenza citata (Sez. 2, n. 20899 del 24/02/2023; Sez. U., n. 23948 del 28/11/2019)

    I precedenti giurisprudenziali sono richiamati per definire l'ambito di applicazione della restituzione e per interpretare il valore dell'elezione di domicilio/ della dichiarazione di assenza; nel caso concreto la Corte ha ritenuto che le circostanze non fondassero un dubbio sulla conoscenza del processo da parte della ricorrente.

Massime di principio

  • Per ottenere la restituzione del termine ex art. 175 c.p.p. è necessario provare sia l'assenza dichiarata sia l'effettiva mancata conoscenza del processo e della sentenza senza colpa; l'onere probatorio grava sul richiedente.
  • L'elezione di domicilio presso un difensore o domiciliatario, se formalmente sottoscritta, può rendere efficaci le notifiche e ostare alla supposizione di ignoranza del processo.
  • La detenzione dell'imputato non giustifica automaticamente la mancata impugnazione: se l'imputato era assistito da un difensore di fiducia, avrebbe dovuto avviare contatti con il difensore per conoscere le notifiche.
  • Il rimedio della restituzione ex art. 175(2.1) si distingue dalla rescissione ex art. 629-bis c.p.p.: il primo ripristina il termine per impugnare quando manca colpa, il secondo opera per errori nella dichiarazione di assenza; la scelta del rimedio dipende dalla fattispecie fattuale.
  • Eventuali vizi documentali o discrepanze nel verbale (es. nomina di difensore diversa dall'indicato domiciliatario) devono essere denunciati tempestivamente nel corso dei gradi di giudizio per poter essere efficacemente considerati in sede restitutoria.

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